OCEANI SU MARTE

"E' sorprendente". Non usa mezzi termini Gerhard Schwehm, direttore della divisione che, in seno all'Ente Spaziale Europeo, si occupa di missioni di esplorazione planetaria. "E' sorprendente -aggiunge- non tanto per la conferma della presenza di acqua ghiacciata al di sotto della superficie, ma per la sua esigua profondità". Infatti, secondo i dati inviati a terra nei giorni scorsi dalla sonda Mars Odissey, che dallo scorso gennaio orbita attorno al Pianeta Rosso, appena un metro al di sotto della superficie marziana, nella regione del Polo Sud, sono presenti enormi riserve di acqua ghiacciata, che -hanno specificato i ricercatori Nasa- se si sciogliesse potrebbe creare un oceano capace di coprire sotto 500 metri di acqua l'intero pianeta" Purtroppo, fino alla fine del prossimo anno sarà difficile acquisire elementi più precisi di quelli basati sulle rivelazioni della Odissey che, in ogni caso, confermano con certezza quello che in molti sostenevano da anni e anni: su Marte c'è acqua… E quindi è possibile, se non probabile, la vita aliena (ovviamente non si parla di omini verdi) nonché la costruzione di una base umana su Marte. In pratica, quanto già visto in tv negli anni Settanta, nella suggestiva serie televisiva "Spazio 1999" che aveva per protagonista una "colonia" umana sulla Luna.
Proprio dalle enormi riserve di acqua, ovvero di idrogeno e ossigeno, sarebbe ricavabile sia l'energia necessaria alla base che l'ossigeno per creare, all'interno, una atmosfera compatibile con le esigenze umane. Dunque, quello che fino a pochi anni era pura fantascienza, oggi diviene, se non realtà, perlomeno possibile, verosimile. Ora, appurato che sul Pianeta Rosso l'acqua non manca, la curiosità dei ricercatori -e non solo- è mirata a conoscerne con esattezza la quantità e la posizione. Una risposta che non potrà però arrivare dalla sonda Odissey, la quale non dispone delle attrezzature necessarie a scandagliare, in profondità, il sottosuolo.
Per acquisire questo ulteriore dato, quindi, si dovrà attendere la fine del prossimo anno, quando la sonda della Nasa sarà affiancata, nell'orbita marziana, dalla Mars Express europea, il cui lancio è previsto per il mese di giugno del 2003. Grazie a strumenti all'avanguardia e, soprattutto, progettati, realizzati e installati nella sonda dell'Esa con il preciso fine di sondare in profondità il sottosuolo, giungeranno anche queste risposte, quanto mai importanti per conoscere la storia del Pianeta Rosso nonché del Sistema Solare. "Mars Express -conferma Patrick Martin, cooresponsabile scientifico della missione- scandagliando il sottosuolo per una profondità di diversi chilometri, ci fornirà un quadro più globale di quello attuale e ci dirà con più precisione quanta acqua c'è e dove sta".
Il punto di forza, il gioiello della sonda Express si chiama Marsis (Mars Advanced Radar for Subsurface and Ionosphere Sounding), un sofisticato radar in grado di investigare chilometri al di sotto della superficie. Difatti, seppure la conferma sia giunta in maniera inattesa soltanto in questi giorni, sono anni che i ricercatori ritengono che l'acqua che un tempo scorreva in superficie potesse oggi celarsi in qualche regione del sottosuolo. Fra questi i professori Picardi e Seu, dell'Università la Sapienza di Roma, non a caso responsabili scientifici del Marsis.
A questi dati, poi, si uniranno fra qualche anno quelli di altre sonde, appositamente inviate verso il Pianeta Rosso dalla Nasa, e di un vero e proprio rover che intorno al 2010, individuata la zona "migliore" scenderà su Marte per trivellarne il suolo fino a raggiungere lo strato di acqua ghiacciata. Ma, visti gli ultimi eventi -la presenza di acqua quasi in superficie- questi piani statunitensi potrebbero subire una brusca accelerazione. Già la missione Mars Express, infatti, prevede l'atterraggio sul suolo marziano di un lander inglese, Beagle 2, capace di trivellare e di estrarre "carote" di terreno alla ricerca di tracce di vita che potrebbe essere presente nel sottosuolo. Beagle, comunque, non è una vera e propria trivella, in quanto la profondità a cui può spingersi è relativamente limitata…
Un altro punto di forza della sonda europea Mars Express sono i suoi occhi: le macchine fotografiche che grazie all'altissima risoluzione dei loro "scatti" permetteranno per la prima volta di tracciare una sorta di mappa mineraria del pianeta, inviando così a terra una serie di dati che -confermano direttamente dall'Esa- si annunciano cruciali per svelare la distribuzione precisa dell'acqua nel sottosuolo.
La sonda europea Express avrà una dotazione totale di ben sette rilevatori. Oltre al radar Marsis e alle due macchine fotografiche, orbiteranno attorno a marte altri quattro sofisticati strumenti che, osservando l'atmosfera saranno in grado di svelare gli ultimi misteri relativi ai processi attinenti la formazione di vapore acque e degli altri gas atmosferici.
I piani europei, al pari di quelli statunitensi, sono molto ambiziosi e prevedono, fra gli altri, Aurora, uno studio mirato ad individuare i migliori sistemi da utilizzare in future colonie o, più semplicemente, in più piccole stazioni umane extraterrestri. Dunque, con la scoperta dell'acqua al di fuori della terra, il primo passo dell'uomo verso la conquista di nuovi mondi è compiuto. Ma il cammino attraverso pianeti, stelle e galassie è ancora lungo e insidioso… Prossima tappa di questo affascinante viaggio dell'umanità è Marte: il Pianeta Rosso.