I DISCHI VOLANTI DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE

 


di Alfredo Lissoni – Non molti sanno che i primi UFO dell’Età Contemporanea sono stati visti molti anni prima della costituzione del Gabinetto fascista RS/33, nel Ventennio, o dell’incontro ravvicinato di Kenneth Arnold sui monti Rainier nel 1947. Già nel 1914, mentre la Prima Guerra Mondiale metteva a ferro e a fuoco il Vecchio Continente, misteriosi ordigni vennero visti nei cieli d’Europa. Per alcuni di essi possiamo ipotizzare una spiegazione convenzionale, legata agli eventi bellici dell’epoca; per altri, l’unica interpretazione considerabile è quella extraterrestre.  Con l’ipotesi delle luci telluriche possiamo ad esempio spiegare i misteriosi fenomeni luminosi che interessarono la zona di Berbenno in Valtellina dal 1877 al 1920 e che vide protagonisti involontari sacerdoti, militi ed esponenti della crème locale. Per altri eventi, di matrice extraeuropea, è lecito pensare all’invenzione giornalistica.

 

Una leggenda, ripresa dall’ufologo svizzero Yves Naud, vuole che già nel maggio del 1913, presso una fattoria di Famresville, Texas, tre fratelli, Sid , Silbie e Clyde Latham, attirati da furioso abbaiare dei cani, corsero verso la palizzata del proprio campo di cotone , giusto in tempo per scorgere un essere verde scuro, sui cinquanta centimetri, con una tura aderente e una sorta di cappello. Il “Lillipuziano “ (così i tre lo battezzarono) era riverso a terra, probabilmente morto, con lo sguardo rivolto a nord. Prima che potessero avvicinarsi, i due cani, Bob e Fox, si avventarono sull’essere e lo fecero a brani.

“Noi siamo soltanto dei contadini e non sapevamo che pesci pigliare”, dichiarerà Silbie ai responsabili del Museo di Scienza di Fort Worth. “Cosa vuole, siamo teste di rapa”. Quando, il giorno dopo, i tre ragazzi erano tornati sul posto, dell’extraterrestre non era rimasta più alcuna traccia. Ovviamente trovo molto difficile credere a questa storia; essa, se realmente riferita, potrebbe essere storicamente indicativa del circolare di talune leggende già in quegli anni.

 

Tra l’ottobre del 1912 e marzo del 1913, gli UFO sorvolarono Inghilterra, belgio, Olanda, Francia e Germania. Lo studioso Peter Brookesmith ci informa che “il panico iniziò con l’avvistamento di un oggetto scuro che produceva uno strano rumore e che sorvolò Sheerness, Kent, la sera del 12 ottobre 1912. In zona c’era l’Eastchurch Naval Flying School. I resoconti dell’avvistamento misero in allarme la Difesa Aerea”. Il 4 gennaio 1913 tre inglesi avvistavano una nave volante (airship), simile ad una luce, che si avvicinava dal mare verso le bianche scogliere di Dover, volando poi in direzione nord-est. L’digno volava rapido, sollevando un forte vento.

Il 17 gennaio alle 16.45 il capitano L. Lindsay, Chief Constable di Glamorganshire,  avvistava un’airship sopra Cardiff; l’ordigno produceva un fumo denso ed era più grande e veloce dei dirigibili costruiti dalla locale Willows. Un’ora e mezza dopo Steven Morgan avvistava un ordigno simile, emanante fumo, sopra Merthyr, filare in cielo alla velocità, impensabile per l’epoca, di 48 km orari.

 

Numerosi avvistamenti in febbraio nello Yorkshire, con il culmine la notte del 21; luci ed oggetti strutturati vennero visti su Warwickshire e Norfolk. Nel febbraio 1913 giunsero segnalazioni anche da Belgio e Olanda ed in Francia e Germania si pensò a prototipi spia del nemico.

 

Il 4 marzo cominciarono le segnalazioni dalla Germania. Un’airship sorvolò Tarnowitz, Prussia, ed un altro ordigno si sarebbe schiantato a Lake Schwielow. Uso il condizionale perché, nonostante le testimonianze allarmate della popolazione, che aveva visto l’ordigno incendiarsi e schiantarsi al suolo, le successive ricerche non rilevarono alcun frammento, alcun rottame.

 

Ma è nell’Adriatico, nel 1914, che vennero segnalati episodi anomali realmente e storicamente documentati: luci in mare, bagliori, rumori, misero in allarme la popolazione del posto. Per saperne di più, in questo mio studio mi sono aiutato con i giornali dell’epoca, ed in particolare ho utilizzato L’Ordine – Corriere delle Marche, quotidiano di Ancona.

 

Si cominciò con una serie di strane luci nell’Adriatico (fenomeno destinato in seguito a ripetersi ad intervalli ciclici negli anni a seguire e con un culmine nel 1978, e per il quale sono state avanzate differenti ipotesi, dagli UFO alle luci telluriche) che spinsero la gente del posto a temere un attacco dei montenegrini, che proprio in quei giorni avevano invaso la Bosnia (e che il 12 dichiareranno guerra alla Germania); L’Ordine fu costretto a placare gli animi titolando, il 9 agosto 1914, “Nessuna nave e niente flotta da iersera a stamane nell’Alto e Medio Adriatico – Per tagliare corto alle dicerie e alle informazioni fantastiche che stanotte e stamane si sono sparse – giungendo pure nella redazione di qualche giornale romano – di crociere di navi, scontri, combattimenti ecc. affermiamo senza tema di smentita, per dichiarazioni fatteci dal comandante il postale della Nav. Generale Bosnia che da ieri sera alle 21 a stamane alle 7 nessuna nave da guerra è stata avvistata nel tratto di Adriatico tra Venezia ed Ancona”.  Che cos’erano, dunque, le misteriose luci avvistate dalla gente? Secondo il quotidiano, “il capitano e l’equipaggio del Bosnia – che ha sempre navigato in alto mare – hanno solo veduto all’orizzonte, con preciso riconoscimento, i fasci dei riflettori delle torpediniere austriache perlustranti i pressi di Pola e quelli di altri riflettori piazzati sulle fortezze di Pola stessa. Per tutto il resto, il mare è stato, durante la scorsa notte, tranquillissimo e deserto. Il Bosnia è giunto stamane in Ancona alle 7.30”.

Tutto bene, solo che i fari di Pola, evidentissimi per chi si trovava in alto mare, non erano visibili dalla costa marchigiana! Né si può imputare la colpa degli strani avvistamenti agli incrociatori tedeschi Goeben e Breslau, che la stampa anconetana disse essere stati semidistrutti dalle navi inglesi nell’Adriatico solo il 12 agosto (la prima, dopo aver lasciato i Dardanelli; si trovava dunque da tutt’altra parte, all’epoca degli avvistamenti. Clicca qui per l’articolo de L’Ordine del 12-13 agosto 1914). L’Ordine dell’10 agosto 1914 sarà difatti costretto a smentire la notizia (clicca qui): i due incrociatori si trovavano nelle acque greche ed erano sfuggiti all’inseguimento degli inglesi. Quanto alla Goeben, si seppe che l’11, a corto di carbone, si era rifugiata nel porto dell’isolotto di Syro. Non poteva aver raggiunto dunque l’Adriatico. Quella stessa sera, profughi provenienti dalla Serbia comunicarono al giornale (che riportò la notizia nell’edizione dell’11-12 agosto) di non aver veduto nell’Adriatico navi da guerra. L’unica in circolazione era una torpediniera inglese perlustrante il mar Ionio.

Quanto alla flotta inglese, era approdata al porto di Ancona solo la sera dell’11. Per le luci, è difficile utilizzare la spiegazione del sorvolo notturno del dirigibile M 3, che la notte del 12 agosto, tra le 23 e la mezzanotte, ha sorvolato Ancona, Jesi, Chiaravalle e Falconara ma è stato completamente identificato dai vari avvistatori

(clicca qui per l’articolo de L’Ordine dell’11-12 agosto 1914).

 

La tensione per i fatti di guerra era talmente alta, a livello europeo, che cominciarono a fiorire leggende urbane. Alla corte imperiale di Berlino, secondo L’Ordine dell’8 agosto, sarebbe apparsa niente meno che una “dama bianca” fantasma, portatrice di disgrazie. “Un reduce dalla Germania racconta che mentre due domeniche fa, nella sala bianca del Castello imperiale si celebrava il matrimonio del principe Oscar con la contessa Baseyiz e il fidanzamento del principe Adalberto con la principessa Ada di Sassonia, la Corte fu spettatrice di un impressionante spettacolo.

Una signora sconosciuta, vestita di bianco, fu vista traversare lentamente la sala e scomparire. Ricerche accurate furono fatte per ritrovare la sconosciuta dama. Ma essa, uscita dalla sala, non fu più vista. Questa apparizione, che tradizionalmente è annunciatrice di sventura, impressionò profondamente quanti la videro. La notizia della visione della Dama bianca è stata tenuta segreta per non diffondere scoraggianti pronostici nell’impressionante popolo germanico…”

 

Le continue segnalazioni, questa volta anche di luci nel cielo, e non solo in terra italica ma addirittura nel Nord d’Europa, vennero attribuite al passaggio del dirigibile Zeppelin; ma il 7 agosto 1914 L’Ordine sottolineava come il pallone fosse caduto “verso l’Olanda” (clicca qui). Come spiegare allora gli strani fenomeni che, da lì ad un anno, presero ad interessare anche l’Africa ed il basso Mediterraneo? 

 

Il 16 ottobre 1915 il cronista Afewok, amico di Menelik, narrava che l’esercito etiopico, in marcia verso quella che sarebbe stata la battaglia di Adua (1913-1916), era stato atterrito dal passaggio di una “cosa di colore simile al verde, che lasciava una lunga scia di fumo ed emetteva un rumore di tuono”. Siamo veramente sicuri che potesse trattarsi solo di un meteorite?