NUOVO LIBRO DI PINOTTI
Decisamente affascinante l'ultimo libro del prolifico Roberto Pinotti, "Spazio i segreti e gli inganni" (Olimpia, www.edolimpia.it, 13.50 euro, 125 pagine). Si legge tutto d'un fiato e stupisce con una serie di foto decisamente stimpolanti. L'autore abbandona per il momento la tematica ufologica e riscrive una controstoria dell'astronautica, con i suoi fallimenti tenuti ben celati (mitico il caso dei radiomessaggi sovietici captati dai fratelli Judica-Cordiglia; quando la risicata tecnologia italiana beffa quella delle "Superpotenze"...), i suoi astronauti missing in action e privati persino di un'esistenza anagrafica, cancellati dai testi, dalle foto, dai quadri, dalla storia. E poi c'è tutta la vicenda del presunto finto allunaggio, delle manipolazioni americane, delle guerre da combattere nello spazio sino al progetti dello Scudo Stellare, più un'imperdibile, allucinante, sbalorditiva ed infine illuminante analisi della situazione (e della corruzione) della ricerca spaziale nostrana. Un libro scomodo, indigesto per il potere costituito, che getta alle ortiche e contesta con dati inoppugnabili molte delle panzane rifilateci da media e governi. Comunemente si crede che Gagarin sia stato il primo uomo a volare nello spazio ed Armstrong il primo a mettere piede sulla Luna. Tutte balle, e l'autore lo dimostra prove in mano. E ricostruisce la vicenda, emersa solo dopo il crollo del muro di Berlino, in salsa di Perestrojka, degli astronauti morti nello spazio, mai dichiarati dal Cremlino e rimasti senza nome per motivi di prestigio politico. Ma le bugie, si sa, hanno le gambe corte, anche quando vengono raccontate dai governi. Si legge dunque tutto d'un fiato, come un thriller, questo volume imperdibile, da comperare assolutamente e che ci induce a riflettere su quanto sia facile, complice la tv, manipolare le masse ed imbrogliare miliardi di persone, su scala planetaria. Ma c'è chi vigila, e sa leggere tra le pieghe della storia. E ci colpisce assai favorevolmente, e vorremmo imprimerla a lettere d'oro, la dichiarazione del non più segretario di Stato americano Henry Kissinger, a corollario del pezzo sui Judica-Cordiglia che da soli vanificarono le panzane dei sovietici; quel Kissinger che, lodando il genio e l'impegno degli italiani, riuscirono con pochi mezzi ad essere all'avanguardia nel mondo, "nonostante i loro Governi". Una frase da meditare attentamente, in clima di Grandi Fratelli, non solo telematici o hollywoodiani...