
C'E' QUALCUNO LASSU'?
La notizia è stata battuta il 20 maggio, è apparsa dapprima su un sito vietnamita, VT News, e da lì, in breve, ha fatto il giro del mondo. I russi avrebbero messo a punto un proprio scudo stellare, vale a dire un sistema satellitare per intercettare ed abbattere in volo i missili; ma la novità sarebbe che lo scudo russo non servirebbe per opporsi ad eventuali – quanto improbabili – attacchi americani, ma sarebbe una difesa contro… gli extraterrestri! La dichiarazione è stata messa in bocca al colonnello Eduard Sigalov, alto ufficiale delle Forze di Difesa Spaziale russe, che per la verità ha invece dichiarato alla stazione radiofonica Ekho Moskvy quanto segue: “Attualmente stiamo sviluppando una nuova arma in grado di proteggere il territorio russo da attacchi provenienti dallo spazio“. Il Colonnello Sigalov è attualmente Comandante della Quinta Brigata con sede a Mosca, una delle unità fondamentali di difesa del territorio russo. “Nel prossimo futuro avremo ancora più responsabilità nel difendere la capitale Mosca e i suoi collegamenti da minacce non convenzionali, come ad esempio attacchi nemici provenienti dallo spazio“, ha aggiunto il militare, evitando peraltro di spiegare a quali minacce si riferisse. Ai meteoriti, vogliamo sperare. Ma tanto è bastato perché dai siti ufologici e cospirazionisti partisse l’allarme UFO.
MINACCIA DALLO SPAZIO
In realtà, l’idea che un Governo dotato di un buon arsenale militare possa prevedere, in futuro, di doversi difendere anche da un ipotetico attacco alieno – ritenuto probabile nientemeno che da uno scienziato come Stephen Hawking – non è tanto peregrina. Da anni politici, diplomatici e persino gli stessi capi di stato delle potenze leader, in camera caritatis o in conferenza stampa, hanno trattato l’argomento. Harry Truman, nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Washington il 4 aprile 1950 dichiarò: “Vi posso assicurare che se i dischi volanti esistono, non sono costruiti da nessuna potenza terrestre”;
è poi noto che Jimmy Carter auspicava che l’umanità di questo pianeta entrasse al più presto in un’eventuale Confederazione Galattica alla Star Trek; Gerald Ford voleva creare una commissione di studio che facesse luce sul fenomeno una volta per tutte; George Bush jr. si era detto interessato ma non ha mai rivelato nulla, come del resto suo padre, che per inciso fu quel capo della CIA che – eletto Carter –rifiutò al presidente l’accesso ai dossier top secret sugli UFO;
di Bill Clinton si ricorda una battuta: “Se dovessimo essere attaccati da alieni provenienti dallo spazio
non ci sarebbe partita”;
sua moglie, per contro, è stata “beccata” da un fotografo nel 1995 mentre passeggiava con l’ufomaniaco e miliardario Laurance Rockefeller, con sottobraccio il libro dello scienziato Paul Davies Siamo soli?; Al Gore, scettico, ha dichiarato di “non avere mai saputo nulla dell’esistenza degli UFO”;
Ronald Reagan era invece ossessionato dall’idea dell’invasione aliena, ma già prima di lui, il 7 agosto 1955, il generale Douglas McArthur, a colloquio con l'armatore italiano Achille Lauro a New York, aveva invitato le nazioni della Terra a fronteggiare un “possibile attacco dei dischi volanti”; il generale d’aviazione francese Lionel Chassin, quando era ancora comandante in capo della Difesa aerea, nel marzo 1955, affermava che i dischi volanti rappresentavano "una squadra di sorveglianza dei mondi arretrati che moltiplica i voli d'osservazione da quando i terrestri, avendo cominciato a scoprire il segreto dell'atomo, sembrano poter divenire pericolosi per gli altri mondi". Il delegato del Portogallo Vasco Garin, all'assemblea delle Nazioni Unite del 27 ottobre 1959, di fronte ad una proposta sovietica di disarmo nucleare, sbottava: "Le nostre forze, comprese quelle dell'Unione Sovietica, farebbero una meschina figura se noi avessimo solamente coltelli o fionde con cui difendere noi stessi da parte di un'invasione di un altro corpo celeste". Il 15 settembre 1959 il deputato laburista australiano W.F. Crabtree (poi Ministro al Territorio) invitava il Ministro per la Difesa civile Robert Heffron a “prendere precauzioni contro rappresaglie aliene”. "C'è un definito rischio che esseri superiori dallo spazio esterno possano partire per fare rappresaglie se noi continuiamo questo indiscriminato lancio di missili interspaziali", scriveva. Ronald Reagan ribadiva questo concetto il 21 settembre 1987 nientemeno che alla 42° Assemblea delle Nazioni Unite, riunita in seduta plenaria e dunque presente una fetta considerevole di mondo. Il presidente, il cui aereo era stato inseguito da un UFO quando lui era ancora un semplice governatore, incontrando nel 1985 gli studenti universitari di Fallston nel Maryland, aveva improvvisamente sbottato: “Penso che dobbiamo aspettarci che una razza aliena possa insorgere e costituire una minaccia per noi. E penso, sia detto fra noi, che noi stessi possiamo provocare una cosa del genere” (attirando forse l’attenzione con gli esperimenti nucleari, con i radiosegnali emessi o con le esplorazioni spaziali?); due anni dopo, incontrando il premier russo Mikhail Gorbachov, Reagan avrebbe addirittura chiesto aiuto militare. "Durante il nostro incontro a Ginevra", disse in seguito Gorbachov, “il presidente degli Stati Uniti ha detto che se la Terra dovesse fronteggiare un'invasione extraterrestre, USA e URSS unirebbero le loro forze per respingere l’invasione. Non contesterò una simile ipotesi, sebbene sia ancora troppo presto per inquietarsi per un'intrusione del genere”. E ancora, il 4 maggio 1988, durante una riunione del National Strategy Forum di Chicago, Reagan tirò nuovamente in ballo la minaccia aliena. Cinque giorni più tardi il primo canale della BBC trasmetteva poi una curiosissima sequenza (registrata tre giorni prima): Reagan e la moglie stavano per salire sull’elicottero presidenziale, atterrato sul prato della casa Bianca e che avrebbe dovuto portarli al loro cottage per il fine settimana. Un gruppo compatto di giornalisti affollava come di norma il vialetto ed una telecamera della televisione nazionale stava riprendendo la partenza. Mentre Nancy Reagan saliva la scaletta dell'elicottero, il presidente si girava improvvisamente verso i giornalisti dicendo: "Vado nel mio ranch con Nancy per il week end". Fatti alcuni scalini, si fermava nuovamente, si girava verso i cronisti scuro in volto e diceva: "Se dovesse succedere qualcosa... ebbene... io spero che tutti i popoli della Terra si uniranno... ehm... nel caso di un'invasione aliena!". Poi, mentre i giornalisti restavano allibiti e a bocca aperta, Reagan saliva in fretta gli ultimi scalini e chiudeva la porta dietro di sé. La BBC mandò in onda la dichiarazione nel telegiornale delle 18, gelando milioni di inglesi!
Quanto a Obama, abbiamo ripetutamente ribadito che non mostra interesse verso il fenomeno (semmai, sono gli UFO
che almeno in due occasioni hanno sorvolato il suo palco, durante un comizio pre-elettorale e durante il discorso al pubblico
post insediamento). Ma tale scetticismo pragmatico non ha impedito ai redattori del settimanale francese Le Point di giocargli un pesce d’aprile,
pubblicando un “colloquio privato” di un paio di giorni prima con il presidente francese Nicolas Sarkozy.
Secondo il falso scoop, Obama avrebbe rivelato al collega d’oltralpe l’esistenza di un pianeta con
oceani e continenti simili a quelli terrestri; i messaggi dei suoi abitanti erano stati già decrittati dal Pentagono!
UNO SCUDO STELLARE PER E.T.
Al di là di quelle che possono essere le convinzioni personali dei singoli politici in materia di extraterrestri, la notizia dell’esistenza di uno scudo anti-UFO sovietico ha allertato gli ufologi; essa, vera o falsa che sia, fa peraltro il paio con una analoga notizia veicolata negli anni Novanta dal naturalista americano Richard Hoagland e dal pilota ed ufologo francese Jean Gabriel Greslé. Quest’ultimo, forte dei suoi contatti militari, si è detto sicuro che lo scudo stellare USA sarebbe stato costruito per combattere gli E.T. Le prove? Le avrebbe fornite Hoagland, già strenuo sostenitore dell’esistenza di rovine artificiali su Marte (piramidi, sfingi, fortezze) e scienziato che in passato ha lavorato per la NASA; Hoagland, nel febbraio del 1992, ha tenuto una relazione dinanzi alle Nazioni Unite ed ha mostrato un filmato assai particolare. La pellicola, che dura pochi secondi, è una ripresa della Terra, girata dallo Shuttle. É il 15 settembre 1991 ed il satellite sta sorvolando la Birmania e l'India. Nella sequenza si vede uno scorcio del pianeta e la sottile fascia dell'atmosfera. Improvvisamente, dalla destra dell'immagine, spunta un ordigno circolare e luminoso, che sembra brillare ad intermittenza. Nel frattempo, dal centro del pianeta (forse dall'India) compare tutt'a un tratto un ordigno più grosso, brillante, che prende a seguire, in salita, il profilo circolare del pianeta. L'oggetto vola al di sopra della fascia dell'atmosfera. Improvvisamente dalla Terra partono una sorta di missili, diretti verso l'UFO. Il disco, avvistate le armi, velocissimo compie un'inversione a U e si innalza, allontanandosi nello spazio. Secondo Hoagland il missile lanciato contro l’UFO era in realtà un’arma del progetto Guerre Stellari, denominata “Brillant Pebbles”, sassolini brillanti, che altro non sarebbero che delle palline di plastica lanciate per mezzo di un cannone elettromagnetico ad una velocità di mille chilometri al secondo, con effetti devastanti. Il filmato, fornito dal sottoscritto, è stato mostrato al pubblico italiano dall’ufologo Damiano Eugenio Amoroso il 20 luglio del ’94, al Maurizio Costanzo Show. Nonostante l’ironia del sarcastico conduttore, nessuno dei presenti ha saputo spiegare la natura dei misteriosi spari.
Inutile dire che la NASA, pressata negli States dai media americani, ha negato ogni cosa: ha spiegato il video come un’errata interpretazione di ghiaccio staccatosi dallo Shuttle, ma nel contempo ha provveduto a criptare il canale video che prima divulgava liberamente questi spezzoni. Non solo; le autorità USA hanno continuato negli anni successivi a negare l’esistenza di uno scudo stellare funzionante, pur ammettendo che i sovietici avessero da tempo armi analoghe (nel 1994 i russi avevano installato sulla stazione spaziale Mir un cannone ad elettroni, antesignano della moderna arma studiata da Sigalov). Il 10 settembre 1999 il Ministero della Difesa USA divulgava addirittura uno sfrontato dispaccio stampa internazionale: “Erano una vera e propria montatura gli esperimenti sullo scudo spaziale effettuati nel 1983 dagli Stati Uniti. Lo ha rivelato il segretario alla Difesa Les Aspin, precisando che servivano per depistare l'Unione Sovietica sui reali progressi (modesti) che venivano compiuti del programma americano. Il progetto era stato più volte sbandierato dall'allora presidente Ronald Reagan come una delle realizzazioni più avveniristiche della sua amministrazione. Il quotidiano New York Times ha recentemente accusato lo stesso Reagan di avere ingannato anche il Congresso per ottenere stanziamenti". Ma lo scudo esiste realmente (oggi al limite si discute sul fatto che sia funzionante o meno) tant’è che l'ex Unione Sovietica, per difendersi, nel 1994 ha effettuato per proprio conto degli esperimenti segreti di guerre stellari. La rivista astronomica francese Ciel et espace ne ha dato notizia nel giugno dello stesso anno: “La stazione Mir ed il satellite svedese Freja si sono gettati a fine marzo in una guerra stellare tutta pacifica e scientifica: la prima ha sparato sul secondo con l'aiuto di un cannone ad elettroni..." Scopo ufficiale degli esperimenti era "lo studio della magnetosfera terrestre"; scopo reale, provare l'efficacia delle armi delle stazioni orbitanti nello spazio; scopo segreto – dicono i cospirazionisti – unire le forze in caso di attacco extraterrestre, proprio come paventato da Reagan a Gorbachov. Nel 1998, con la scusa – riciclata anche in tempi recenti - di meteoriti che potrebbero colpire la Terra, americani e russi hanno potenziato l’apparato missilistico satellitare e quello spionistico; nel 1998 l’accademico sovietico Vladimir Polevanov, reggendo il gioco agli americani, aveva affermato che l’asteroide Icaro avrebbe colpito la Terra nel 2006; oggi possiamo dire che era una frottola, ma tanto bastò per far salire vertiginosamente il budget del programma “Spaceguard”, coordinato da una fondazione scientifica alla quale aderivano venti paesi, impegnati ad allestire una rete mondiale di telescopi per monitorare lo spazio esterno. Per avvistare i meteoriti, dissero; per difendersi dagli UFO, disse qualcun altro. Sia come sia, a tutt’oggi la “minaccia dallo spazio esterno”, sia esso di origine naturale o di matrice extraterrestre è un’ottima scusa per spremere denaro ai contribuenti. Dando la colpa al povero E.T…
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