LO SCOOP RAELIANO
Di Alfredo Lissoni
Durante le scorse festività, una notizia esplosiva è comparsa sui mass media di tutto il mondo. Venerdì dopo Natale, la setta ufologica dei raeliani, creata nel 1973 dal giornalista sportivo francese Claude Vorilhon "Rael" (l’appellativo gli sarebbe stato dato dagli alieni; i suoi fans lo chiamano invece "Sua Santità"), annunziava di avere clonato il primo essere umano, nato il giorno prima. La strepitosa dichiarazione era della biologa francese Brigitte Boisselier, sacerdotessa del culto raeliano nonché responsabile della Clonaid, una società fondata da Rael ma, a detta dei raeliani, indipendente dal movimento. La notizia era in realtà già stata anticipata ai media; l’Agenzia di stampa spagnola EFE aveva trasmesso in anteprima questo dispaccio, pubblicato proprio su NotizieUfo.Com: "La setta canadese dei raeliani, che crede che l'origine dell'umanità sia extraterrestre, prevede entro 14 giorni la nascita di un bambino clonato. In un'intervista alla televisione CTV, Brigitte Boisselier, biochimica e direttrice di Clonaid, ha dichiarato che la sua ditta ha impiantato con successo dieci embrioni clonati e che il primo bebè nascerà tra 14 giorni. Clonaid è un'impresa creata dai raeliani per la clonazione. Secondo Boisselier, cinque donne incinte hanno proseguito con tranquillità, e le altre gravidanze si sono interrotte per cause naturali. Il primo bebè clonato sarà la replica genetica di sua madre, una giovane americana castrata che non poteva avere figli. Boisselier dice che il bebè nascerà col cesareo e che sarà buona cosa se il procedimento culminerà a Natale".
Le polemiche e le critiche esplodevano violentemente; il ministro della Salute Sirchia (che ebbe modo di confrontarsi in tv con i rappresentanti del movimento raeliano e con la stessa Boisselier, ospite prima da Piero Chiambretti e poi da Bruno Vespa), parlò ai giornali di "crimine contro l'umanità"; anche il Comitato di Bioetica in Italia espresse il proprio veto; contrari i francesi, scettica l’Accademia delle Scienze americana, critici i russi (il genetista Sverdlov parlò di "incubo"; sulla stessa linea il collega Vyaceslav Tarantul), mentre la Germania arrivava a chiedere il divieto planetario degli esperimenti sulla clonazione. Il quotidiano leghista La Padania titolò: "Fermiamo questi pazzi", e L’Unità, in un pezzo di Pietro Greco, smentì quasi subito la notizia: "É un falso annuncio. La signora Boisselier ha dato un nome alla bimba clonata: Eva. Le ha dato una maternità: una signora americana di 31 anni. Le ha dato una data di nascita: giovedì, 26 dicembre 2002. Ma non ha fornito alcuna prova, men che meno una prova scientifica, che la bambina, ammesso che sia davvero nata, è stata generata per clonazione ed è la copia genetica della madre. La signora Boisselier non ha prodotto nella conferenza stampa la documentazione promessa (l'analisi del DNA di Eva e della madre), ma si è abilmente limitata ad annunciare la nomina di un'improbabile commissione indipendente per la verifica delle prove, guidata da Michael Guillen, noto divulgatore ma certo non esperto di genetica o di biologia cellulare, che in pochi giorni dovrebbe svolgere il suo lavoro. Abile ma vuota parodia della reale prassi scientifica. Dove la verifica, anche preliminare, di un annuncio è affidata a esperti anonimi scelti da una persona o una commissione terza rispetto agli sperimentatori. Se questo non avviene l'annuncio, qualsiasi annuncio, non ha alcuna validità scientifica. Non si tratta di una questione formale. È una questione sostanziale. È grazie a questa prassi che possiamo dire che l'ennesimo annuncio della nascita del primo essere umano generato per clonazione è, da un punto di vista scientifico, del tutto privo di fondamenti. Per fortuna. Perché se Eva fosse davvero nata e fosse stata davvero generata per clonazione, allora sarebbe una bambina a rischio. Tutti gli esperimenti scientifici di clonazione di animali e, in particolar modo di mammiferi (regolarmente verificati con la prassi di cui sopra), hanno dimostrato che gli individui clonati, peraltro rari sopravvissuti in una miriade di tentativi, hanno problemi, più o meno gravi, di salute. Se Eva è nata ed è un clone, allora la Clonaid ha commesso un crimine. Se non per la legge (non si capisce bene dove Eva sarebbe nata e, quindi, se e dove la Clonaid ha violato qualche codice penale e/o civile), certo per la consolidata e universale deontologia medica".
Gli attacchi più violenti arrivavano però dal mondo religioso, ebrei e cristiani in testa; il quotidiano cattolico Avvenire apriva in Internet un forum per raccogliere firme contro questi esperimenti; ancor più dura la stampa in lingua araba: il quotidiano egiziano al-Hayat pubblicava in prima pagina una critica pesante come un macigno e la rivista cairota Rose al Yossef presentava addirittura un servizio illustrato di diverse pagine, in cui si associavano le foto dei raeliani al guru pazzo Shoko Asahara, responsabile nel 1995 della strage con il gas nervino al metrò di Tokyo, e a David Koresh, il santone fanatico suicidatosi con i suoi discepoli a Waco nel 1993, durante uno scontro a fuoco con l’FBI. Commenti arrivarono anche dallo shaik Abdel Hadi Palazzi del Centro Islamico di Roma (che riprendeva un articolo apparso sul sito Web dei Testimoni di Geova) e decise le proteste di Abdul Al’im, owner vigevanese della mailing list islamica Islamsunnita.
La filiale italiana del movimento raeliano (inserito tra le sette dallo studioso Massimo Introvigne e messa al bando alcuni anni fa dalla Comunità Episcopale Italiana), presenziò in quattro importanti trasmissioni, nel giro di pochi giorni, in Rai, Mediaset e a LaSette; dal palco del Maurizio Costanzo Show - presente il giornalista scientifico Alessandro Cecchi Paone, visibilmente contrariato - , il 10 gennaio una esponente rinfacciava ai propri critici di "essere crudeli perché volevano impedire la nascita di una bambina" e, dagli studi di RaiDue il 9, nel corso di Chiambretti c’è, trasmissione condotta da Piero Chiambretti, incolpavano il Vaticano di volere frenare queste ricerche. Dure le repliche della parte avversa: Cecchi Paone rispondeva che la notizia della clonazione era totalmente falsa, parola del Nobel Renato Dulbecco, da lui intervistato; scettico Sirchia da Chiambretti; a Porta a Porta da Vespa il 13, con la Boisselier in diretta dal Canada, il noto "Grillo Parlante" Roberto Gervaso parlò esplicitamente di "bufala". Alle accuse di uno scienziato non avere al proprio attivo alcuna pubblicazione scientifica, la Boisselier rispondeva che tale era la prassi delle Università, ma la sua ditta era privata. Non meno serena la trasmissione condotta da Giuliano Ferrara, Otto e mezzo, il 14. Scettici anche Introvigne, intervistato dalla Rai il 28 dicembre, e Piero Angela. Minime invece le reazioni ufficiali nel mondo ufologico, pur se danneggiato nella propria immagine; un breve comunicato dell’ufologo americano Derrel Sims e, in Italia, qualche presa di distanza on line, ad opera del CISU, del CUN Lombardia, del Parsec e di alcuni ricercatori privati, apparse in alcuni newsgroups, nelle mailing lists del settore e nel nostro sito. Quasi nulla all’estero. Evidentemente c’era la voglia di non essere associati alla discussa vicenda.
Scaduto l’ultimatum, i raeliani si rifiutavano di fornire le prove; intanto, a seguito di un’indagine del New York Times, cominciavano le prime grane legali per il giornalista scientifico Michael Guillen, che si era reso garante con la stampa dell’avvenuta clonazione. Il New York Times aveva scoperto che Guillen aveva cercato di vendere i diritti della notizia, prima alla Fox tv e poi ad Abc e Cnn, mesi prima che la bambina fosse nata (ecco perché EFE la ebbe in anteprima). Ma a seguito del rifiuto di Clonaid di esibire le prove dell’avvenuta clonazione, Guillen si dimetteva dal suo incarico e prendeva le distanze dalla setta. Il 18 gennaio, però, i raeliani rilanciavano la notizia. Scrisse l’ANSA: "Il 20 gennaio nascerà in Giappone il terzo bebè clonato al mondo; il nascituro è il clone di un bimbo giapponese di due anni morto in un incidente stradale. Non sono stati resi noti né i nomi dei due genitori né il luogo di nascita" (nel 2000 il Giappone ha messo al bando la clonazione di esseri umani, con una pena massima prevista di 10 anni di carcere). Questo, è quanto è stato di pubblico dominio.
IL PRIMO CLONE NEL ‘75
Scoop di questo genere, degni della stampa "a sensazione", non sono nuovi, in realtà. Già nel 1975 la stampa mondiale abboccava ad un’analoga rivelazione. "É stato costruito il primo bambino in provetta; vive, è sano, ha 14 mesi; è stato generato su richiesta di un milionario che voleva una copia esatta di sé stesso", scrissero i giornali (ringrazio l’ufologo Paolo Bergia per la ricerca d’archivio); la stampa riferiva dell’uscita di un libro, "A sua immagine", scritto da David Rorvik. Billy, questo il nome dell’inesistente clone, sarebbe nato in provetta dopo che il milionario aveva foraggiato alcuni genetisti presentatigli da Rorvik. L’incontro era avvenuto nel 1973, guarda caso lo stesso anno in cui Rael fondava il suo movimento...
L’aspetto comico della vicenda è che, allora come ora, ben pochi media si presero la briga di verificare scientificamente quella che risultò essere la più grossa panzana mai raccontata alla stampa. E tutto ciò, anche questa ciclicità della creduloneria, dovrebbe farci riflettere sul potere dei mass media, capaci di rendere vere situazioni che non lo sono.