RAPITORI UFO, BUONI O CATTIVI?

di Alfredo Lissoni - Molti rapiti dagli UFO hanno, prima o in seguito, numerosi avvistamenti. Alcuni sequestrati classici come Betty Hill o Charles Hickson videro UFO in diverse occasioni dopo l'episodio di abduzione. Altri, come nel caso spagnolo di prospera Mugnoz, furono successivamente rivisitati dai rapitori. Nel caso della Mugnoz, forse uno dei più eclatanti in Spagna, è noto che la donna in seguito cominciò ad approfondire le proprie esperienze e conoscenze personali nell'ambito dell'esoterismo, diventando in seguito protagonista di varie esperienze. Secondo la donna, il suo episodio non si riduceva ad un brutale e banale rapimento, anzi aveva ricevuto un cordiale invito a visitare la nave extraterrestre dove venne sottoposta ai classici esami medici e dove le fu applicato un impianto, o sonda, nel cervello.
Quest'aspetto brutale è stato in seguito rimodellato dalla donna. Come accade con molti rapiti tradizionali (sequestrati magari da mafiosi) che in seguito finiscono con l'innamorarsi dei sequestratori, anche nel caso degli abdotti dagli alieni si sviluppa una forma di amore-odio verso i responsabili del sequestro. Molti sequestrati hanno in seguito cambiato idea sulla natura degli alieni. La Mugnoz, ad esempio, per indicarne l'affabilit… soleva ricordare che essi avevano uno spiccato senso dell'umorismo. Il fatto che all'interno degli UFO ci fossero poi anche entità angeliche ha contribuito a rafforzare questa credenza nella mente dei rapiti.
Nell'aprile del 1965 il commerciante argentino Felipe Martinez, di 33 anni, veniva condotto all'interno di una nave spaziale da alcuni piccoli umanoidi alti appena un metro. Secondo il rapito, dopo vari esperimenti comparve un essere molto alto, circa due metri, e biondo, accompagnato da quattro umanoidi di bassa statura.
Qui ebbe inizio la sua storia di contattato. La presenza dell'umanoide angelicato è molto interessante, sin troppo simile alle narrazioni di celebri contattisti come George Adamski o Sixto Paz Wells. Questa tipologia di alieno è descritta dai sequestrati in circa il 12 per cento dei casi. In taluni eventi l'entità dall'aspetto angelico (alta, con i capelli biondi e lo sguardo dolce, molto diffusa nei paesi sudamericani, un po' meno in America ed Europa) appare come una specie di proiezione percettibile solo dal sequestrato, come se la sua presenza, reale o illusoria, avesse lo scopo preciso di calmare il rapito, giocando su una figura conosciuta, cara e paterna, qualle dell'angelo custode. Questo è cio' che accadde al giovane soldato Josè Antonio da Silva il 3 maggio 1969 a Belbedoruro, in Brasile, quando nel mezzo di un'esperienza quasi onirica, in cui venne rapito da creature repellenti di un metro e venti di altezza e condotto sul loro disco, gli apparve una creatura angelica, vestita con una bella tunica, che cercò di tranquillizzarlo. Questo non impedi' tuttavia che Da Silva venisse abbandonato a molti chilometri da casa.
L'aspetto onirico e la forma repellente degli alieni sono elementi presenti anche in un caso italiano. Il testimone, di cui non possiamo rivelare il nome avendo questi richiesto espressamente l'anonimato, e' un signore di mezza età che vive sul Lago maggiore. L'uomo, sposato e con un figlio, aveva cominciato ad avere ripetuti avvistamenti UFO sin da piccolo. Erano seguiti poi fenomeni di presenze in camera da letto. In un'occasione il giovane stava sognando di essere circondato da umanoidi che lo tenevano bloccato per le articolazioni. Svegliatosi di soprassalto, si era accorto che l'episodio si stava verificando effettivamente. Attorno a lui c'erano degli esseri alti e biondi, umani, eccezion fatta per le dita delle mani, simili a degli pseudopodi. Quattro alieni, disposti a due a due ai lati del letto, lo stavano bloccando tenendogli ferme braccia e gambe. Una quinta creatura, dal lato dei piedi, era scivolata sopra di lui come una lumaca e gli si era messa di sopra. Con la mano sinistra gli aveva inserito 'qualcosa' nell'orecchio destro.
Il giovane, terrorizzato, decise di rivolgersi ad un gruppo contattistico milanese, ove venne sottoposto ad intense quanto bizzarre pseudoterapie dai nomi tanto altisonanti quanto vuoti (terapia TYX, terapia biopsicofisica o pranoterapia), con l'unico effetto di vedere accresciuti i fenomeni che il ragazzo cercava di esorcizzare.
Abbandonata l'ufologia - forse con il desiderio inconscio di veder cessare in questo modo anche i fenomeni - il giovane rimase tranquillo sino all'eta' matura. Nel 1995 i fenomeni manifestatisi verso i 14 anni sono ricominciati. Con delle evidenze fisiche. L'uomo, che è esperto di musica, sostiene di sentire ogni mattina un fischio ultrasonico molto forte nell'orecchio destro (quello per intenderci ove sarebbe stato inserito qualcosa). L'uomo, grazie alla propria professione, è stato in grado di stabilire che il suono non e' un banale fischio imputabile ad una malattia (una visita audiometrica ha messo in luce la sua sanita' auricolare. L'uomo, inoltre, ha un undito piu' fine del comune, in quanto l'orecchio è abituato all'ascolto della musica), ma una ben precisa sequenza, stile un codice morse, che si ripete in continuazione. Inoltre tutta la parte destra della faccia ha qualcosa di strano. La sua mascella è invecchiata precocemente, causando la caduta di un dente. Una visita medica ha dimostrato che la struttura ossea interessata corrisponde incredibilmente a quella di un settantenne (il che è davvero insolito) e quindi è soggetta ad un rapido e costante processo di invecchiamento.
Nel 1995, dicevamo, i fenomeni sono ripresi. L'uomo si sente osservato da invisibili presenze. Per questo si è cicrondato da feroci cani da guardia, che sembrano però provare le sue stesse paure. In un'occasione l'uomo, una sera, si stava inoltrando con uno dei due cani in un vicino bosco, quando ad un tratto l'animale ha cominciato a dare forti segni di nervosismo, rifiutandosi di entrare nella vegetazione. Trascinato il cane a forza, l'uomo, in una radura, ha poi visto un'ombra umanoide, che lo ha spinto ad una fuga precipitosa, assieme al cane.
Adesso il testimone, che fa di tutto per non essere identificato dagli ufologi, dai curiosi o dai giornalisti, vive con il terrore di essere 'ripreso' dagli alieni. Che l'esperienza sia vera o meno, c'è da considerare l'ansia di un uomo effettivamente convinto di quello che gli starebbe accadendo, e tormentato dall'impossibilità di fronteggiare o evitare un incontro null'affatto desiderato.
In conclusione, per anni i visitatori alieni sono stati divisi in due precise categorie, stabilite dalle credenze degli appassionati del fenomeno UFO: mentre i contattisti vedono perlopiù angeli biondi buonissimi, le cui intenzioni non possono che essere cristalline, rapiti ed ufologi sono tormentati dai mostriciattoli extraterrestri che, essendo brutti, non possono essere altro che cattivi. Le storie di alieni cattivi sono state spesso usate (si tratta di una reazione psicologica alla frustrazione di non essere creduti) per cercare di convincere, se non con le buone, con le cattive il popolo degli scettici.
Oggidì vediamo che questa distinzione manichea e fisica fra buoni e cattivi non è più così netta. Troviamo Grigi buoni e alieni biondi cattivi. In realtà ci sarebbe da capire cosa si intenda per "buono" o "cattivo". Ancora una volta gli studiosi ragionano utilizzando le categorie della logica e della morale terrestre, che non necessariamente debbon corrispondere al pensiero di una eventuale civiltà extraterrestre.