TECNOLOGIA ALIENA AL SERVIZIO DELLA CIA
di Alfredo Lissoni
Dove è finita la tecnologia aliena recuperata dopo Roswell? Possibile che gli
americani non ne abbiano fatto nulla? O dobbiamo invece aspettarci che ben
presto armi micidiali volino sopra le nostre teste? Dopo Roswell, secondo Philip Corso, gli americani disporrebbero di diversa
tecnologia aliena. E secondo Bob Lazar, Bill Uhouse e Michael Wolf, a loro detta
ex impiegati di Dreamland, nell'Area 51 vi sarebbero almeno nove modelli di
dischi volanti extraterrestri. L'IBM CONNECTION
Sempre a proposito di computers, è interessante notare che queste tecnologie
erano inizialmente finalizzate all'esplorazione dello spazio. "Le prime
applicazioni concrete dei chip al silicio furono sperimentate per l'esplorazione
lunare. Anche i vetri termici e i sistemi di localizzazione via satellite furono
sperimentati dagli astronauti delle missioni lunari", ha scritto la giornalista
di Repubblica Adria Pocek (2). Il fine "spaziale" è quanto mai interessante, forse addirittura indicativo
della natura e della provenienza di questa supertecnologia, venuta dal cosmo e
pensata per il cosmo. In questa chiave di lettura acquista peso anche il
coinvolgimento della prestigiosissima IBM, notoriamente fornitrice del governo
(Corso non diceva che i più importanti brevetti venivano smistati tra le ditte
più all'avanguardia?). L'IBM, è poco noto, ha una propria sezione di studio sui
"trasporti alternativi". Lo dimostra un documento, divulgato nel 1995 dalla
stessa via Internet, circa la possibilità teorica del teletrasporto stile Star
Trek (3). Sebbene l'IBM chiarisse che si era ben lungi dall'arrivare ad una
tecnologia di questo tipo, si faceva però presente che almeno sei suoi
scienziati internazionali (4) da tempo studiavano questa possibilità. Uno di
questi, il dottor Charles Bennet, si era addirittura lamentato del fatto che per
teletrasportare un "oggetto tridimensionale" da un punto all'altro nello spazio,
l'originale veniva distrutto e ne veniva ricreato, con un processo di scanning
simile alla fotocopiatura, un modello identico. Ora, la capacità di smaterializzarsi e rimaterializzarsi è stata più volte
attribuita ai dischi volanti. Questa connection è forse casuale? INTELLI, LIVELLO 9 Agli alieni è poi attribuito l'inserimento di impianti nel corpo dei rapiti.
Se a Dreamland o altrove si studia la "tecnologia esogena" è lecito supporre che
anche i servizi segreti americani stiano cercando di fare altrettanto. Da
qualche mese gira in Internet, nel sito cospirazionista "The end of the line",
un altro documento IBM che, se autentico, è dal contenuto sconvolgente.
Etichettato come "confidenziale" e a "livello 9 di segretezza", il testo
riferisce dell'esistenza dell' "Intelli-Connection", una "divisione di sicurezza
dell'IBM". Tale gruppo, nel corso di un esperimento volto a "rieducare" dei
criminali in Texas e California (tutti messicani; si sa che questi esperimenti
non vengono mai condotti sugli americani puri), avrebbe inserito loro nel
cervello dei "chip neurali".
É possibile confrontare gli effetti delle sonde terrestri con quelle aliene.
Gli alien implants sono più potenti e si inseriscono in pochi secondi; gli
effetti sono però analoghi. Sappiamo che esperimenti con elettrodi inseriti
nella corteccia cerebrale sono stati condotti su animali (tori, scimmie rhesus,
topi), in diverse parti del mondo sin dagli anni sessanta(5) e che la polizia
svedese ha anche sperimentato su cavie umane (6). Le tecniche sviluppate in America sono più vicine a quelle dei Grigi. In un
altro documento divulgato da "End of the line" (7), questa volta su esperimenti
segreti della National Security Agency, si afferma che con l'utilizzo di
"frequenze di risonanza bioelettrica" i servizi segreti hanno indotto su cavie
umane impressioni di "immagini cerebrali che trapassano gli occhi" (25 Hz) e
sensazioni di "essere toccati da fantasmi" (9 Hz); si tratta di impressioni
avute anche da diversi rapiti. UFO A STELLE E STRISCE
C'è anche da capire da dove arrivi la tecnologia del super fighter F-22
Raptor, un superaereo da combattimento considerato "il caccia del 21º secolo (9)
e che assomma in sé le caratteristiche dell'Aurora, essendo supersonico, e dello
Stealth, invisibile ai radar (come gli UFO, peraltro...). E non scherza nemmeno
la nuova navetta spaziale americana, la X-38, un grosso missile vagamente
discoidale, velocissimo, capace di trasportare sei uomini di equipaggio senza
provocare urti e scossoni (10), come fanno gli UFO. Dagli inizi degli anni
Novanta sono in funzione anche i cypher, dei piccoli droni, cioè delle sonde
spia radiocomandate, dalla forma discoidale (11). E pure all'estero ci si è
mossi. Il Centro Nazionale di Studi Tecnologici della Francia (guarda caso,
altro Paese che ha una commissione governativa ufficiale di studi UFO) ha da
tempo brevettato Pegaso, un pallone stratosferico geostazionario di 300 metri di
diametro, in tutto e per tutto simile ad un disco volante (12). Siamo proprio sicuri che un simile gap tecnologico sia tutta farina del
nostro sacco? Ce lo auguriamo, sennò... I FONDI NERI Del resto, adesso è anche possibile sapere da dove arrivino i fondi (in nero,
"black projects") per queste ricerche. Per quanto riguarda l'America, dalla
vendita segreta di armi a Paesi del Terzo Mondo (ricordate lo scandalo
Irangate?) e persino, secondo il Dipartimento antidroga degli Stati Uniti, dal
traffico della cocaina (13). Molti altri fondi vengono oculatamente stornati e
fatti sparire. Ne ha avuto sentore il quotidiano "Il Giorno" allorché, il 13
gennaio 1994, ha denunciato: "Il Pentagono ha speso miliardi di dollari per
crediti inesistenti. Fatture pagate due volte, zeri scritti per sbaglio sugli
assegni, stipendi per personaggi immaginari". Lo stesso fanno del resto i
servizi segreti russi, che da diversi anni stanno cercando di mettere a punto
dei modelli di dischi volanti quali l'Ekip, il Rossyia ed il disco-autobus
costruito a Ulianovsk dall'ingegnere Lev Shukin e dal padre della missilistica
Serghei Koroliev. Anche i servizi segreti ex sovietici hanno i loro fondi neri.
Essi arrivano dall'esportazione illegale di materiale nucleare, dalla vendita di
armi all'Iran (14), dai generosi contributi ottenuti dal miliardario americano e
filocomunista George Soros, che esporta segretamente valuta nei Paesi dell'Est
attraverso la Croazia (10). Come si è lontani dall'epoca degli AVRO-Car, gli elicoterri-UFO canadesi,
lenti e fracassoni... Note: 1. D. Antonel, Les complots de la CIA, Jaubert, 1076. 2. Idee dalla Luna, di Adria Pocek in Computer Valley (La Repubblica)
11.12.97. 3. Quantum teleportation, IBM Research 1995. 4. I dottori Richard Jozsa, William Wootters, Charles Bennet, Gilles
Brassard, Claude Crépeau, Asher Peres. 5. Si legga il libro di T.Lobsack, "I signori della mente", Armenia,
1980. 6. Neural, 3.95. 7. Domestic surveillance and mind control technology?, 1992. 8. Orion media. Prefazioni dell'ammiraglio Barton Strong e del generale
Kenneth Israel. 9. Popular science 12.97. 10. Idem. 11. Focus 8.93. 12. Science et vie, 12.97. 13. Corriere della sera 21.11.93; Giorno 15 e 21.11.93. Si veda anche
Panorama, 8.11.94. 14. Guerra e pace 2.97; The Observer 1.12.96. 15. Guerra e pace 2.97; OMRI Daily Digest 12.96.
Ora, se tutto ciò è vero - e parrebbe di sì - è chiaro che le ricerche degli
americani su queste "tecnologie esotiche" non si esauriscono qui. In
cinquant'anni si sarà ben arrivati a qualche risultato. Per questo motivo
abbiamo deciso di setacciare a fondo quelle pubblicazioni americane, non sempre
di facile reperimento, riguardanti brevetti e tecnologie avveniristiche. É noto
infatti che in campo tecnologico diverse invenzioni sono disponibili e
funzionati da molto tempo (si pensi a certi computer giapponesi cento volte più
potenti dei moderni pentium), ma per la legge di mercato si aspetta di esaurire
le scorte dei vecchi modelli, prima di sostituirli con i nuovi. É altresì
risaputo che le tecnologie più avanzate vengono cedute dapprima alle Forze
Armate e ai servizi di Intelligence; solo molti anni dopo se ne ha la
commercializzazione su vasta scala, "al dettaglio". Prendiamo i computer. Parte
dei loro componenti interni sarebbero dal 1961, secondo il colonnello Corso, di
provenienza aliena. Non so se sia vero, ma curiosamente dal 1964 la CIA cominciò
ad utilizzare un sofisticatissimo sistema computerizzato per spiare chiunque e
dovunque. Sui tetti della sede centrale della CIA a Langley, in Virginia, vi
erano più di 200 antenne di vario spessore e misura, sintonizzate sulle radio
private di tutto il globo e, per dirla con le parole della spia sovietica Adolf
Abel, "dove c'era un'anima viva, si trovava anche un'emittente della CIA".
Queste antenne ritrasmettevano i messaggi captati a tre computer dal sapore
fantascientifico e sin troppo sofisticati per l'epoca: Minicard, Intellofax e
Walnut. Minicard era un memorizzatore della Eastman Kodak in grado di incamerare
e catalogare qualsiasi tipo di informazione; Intellofax era un dispositivo
automatico a nastro fotoelettrico capace di immagazzinare qualsiasi immagine,
come quelle "rubate" dai satelliti, indipendentemente dalle condizioni di luce o
d tempo, comprimendone cento in un centimetro di pellicola; Walnut era un
gigantesco computer progettato per la CIA nientemeno che dall'IBM, in grado di
schedare ogni mese 350.000 informazioni differenti. Walnut era persino in grado
di prevedere matematicamente lo sviluppo di avvenimenti futuri (operazioni
finanziarie, crisi politiche, ecc...). Il suo scopo fondamentale era però
catalogare migliaia di dati circa questioni militari, nuovi congegni bellici,
spostamenti di truppe, informazioni su personaggi scomodi: giornalisti,
politici, ufologi. É stato stimato che nei soli anni Sessanta la CIA spiasse e
schedasse con questi strumenti oltre sette milioni e mezzo di individui
(1).
Oggi tutte queste supertecnologie saranno state senz'altro sostituite da
macchine ancora più potenti. Ma viene effettivamente da chiedersi da dove gli
States abbiano ricavato tale tecnologia.
(Nella foto, l'ala volante americana, rubata alle Horten naziste, a loro volta ispiratesi ad un disco volante recuperato dal Duce)
"In California", dice il documento, "parecchi
prigionieri sono stati identificati come appartenenti alla mafia messicana. Sono
stati portati presso l'unità sanitaria di Pelican Bay e tranquillizzati con
sedativi preparati nei nostri laboratori di Cambridge. Abbiamo impiantato loro
delle sonde. Ci sono voluti dai 60 ai 90 minuti, ma speriamo di ridurre questo
tempo del 60%. Su otto prigionieri le sonde hanno dato questi risultati: li
monitoravano internamente; hanno placato due soggetti violenti; settati sui 116
Mhz hanno indotto un sonno letargico di 18.22 ore al giorno su tutti i soggetti;
i soggetti hanno rifiutato la ricreazione e gli esercizi ginnici; se provocati,
perdevano l'aggressività; udivano ed odoravano di meno, a causa dell'adattamento
iniziale all'impianto; nessuno si accorse di avere una sonda nel corpo".
Sonde e computers non sarebbero però gli unici "regali" degli alieni. Nel
libro "Robot warriors" (8) i giornalisti americani Hugh McDaid e David Oliver
presentano una miriade di aerei segreti, "intelligenti" in quanto computerizzati
e telecomandati, messi a punto dalla NASA (i cui fondi arrivano per il 60% dal
Pentagono) e dalle Forze Armate; fra questi, spicca chiarissimo un modello di
disco volante. Chi o cosa ha ispirato questo modello?