ROSWELL, LA STORIA INFINITA

di Alfredo Lissoni - La pubblicazione di un libro e la messa in onda di un'intervista al presunto cameraman che filmò l'autopsia di alcuni extraterrestri morti nel Nuovo Messico cinquant'anni fa innescano da diversi anni infinite polemiche, dall'autenticità della pellicola agli episodi cui si riferirebbe. E c'è chi ha ipotizzato che il Roswell Footage, tale è stato ribattezzato il film dell'autopsia, si riferisca a tutt'altro evento.

L'autopsia di Roswell è tornata a far discutere, nel 1997, accendendo nuovamente gli animi, dopo la prima messa in onda del filmato nell'ottobre del 1995. In Giappone è stata trasmessa, due anni dopo, una videointervista al presunto cameraman che filmò l'autopsia degli extraterrestri nel lontano 1947. Questo nuovo filmato è stato realizzato con una moderna videocamera dal figlio di Ray Santilli, l'inglese titolare dei diritti di utilizzo del filmato dell'autopsia o Roswell Footage. A detta di Santilli, l'anziano signore con berretto che si vede per alcuni minuti nella pellicola sarebbe il militare che nel maggio del 1947 avrebbe avuto la fortuna di riprendere, primo nella storia, le fasi del recupero di un disco volante schiantatosi nel deserto di Magdalena, con relativi occupanti.

Si tratta di una vicenda ormai nota. Ciò che ancora non è molto conosciuta è invece la polemica che si è scatenata in tutto il mondo dopo il rilascio di questi nuovi documenti. Innanzitutto Ray Santilli ha diffidato tutti i mass media dal pubblicare le immagini della videointervista, al momento cedute in esclusiva soltanto al Giappone. Ciò non ha impedito agli ufologi americani di ottenerne comunque alcune, tratte dalla televisione, e di divulgarle via Internet, nel sito del conduttore radiofonico Art Bell, già noto per avere pubblicato in passato delle immagini di nuovi, presunti frammenti del disco di Roswell. L'atteggiamento di Santilli ha ovviamente inasprito i ricercatori stranieri, che hanno bollato questo ennesimo rilascio di documenti come un'ulteriore operazione commerciale. Il che, peraltro, non dovrebbe scandalizzare più di tanto, visto che Santilli non è un ufologo, ma un documentarista che vive proprio di questo. Ma la polemica si incentra su ben altro. Nei pochi minuti in cui il sedicente cameraman Jack Barnett risponde alle domande postegli dal figlio di Santilli gli ufologi americani hanno rilevato moltissime incongruenze. In primo luogo, il cameraman è decisamente più giovane di quanto dovrebbe essere. Ha l'aria di un sessantenne e non di un ultraottantenne, come sempre sostenuto da Santilli. Il suo accento non è tipico del Nuovo Messico (la regione da cui si presume arrivasse Jack Barnett); il suo racconto differisce dalla ricostruzione storica sinora proposta da Santilli.

In pratica, il cameraman non è quel cameraman.
Questa videointervista è dunque solo una truffa malamente elaborata per far aumentare il valore commerciale della presunta seconda autopsia esistente - e non ancora venduta - del Roswell Footage?
Non lo sappiamo. Ufologi come il tedesco Michael Hesemann, che ha visto questo secondo documento (in realtà primo in ordine di tempo), ribadiscono che Santilli ha acquistato da Jack Barnett le sequenze di almeno tre autopsie. Nella prima si vede una ricognizione sommaria di un cadavere all'interno di una tenda. Si tratta di un filmato di circa sei minuti, di pessima qualità e al rallentatore, forse non ancora divulgato alle televisioni da Santilli proprio per la scarsità dell'immagine (ma già in commercio in una videocassetta prodotta dalla Fabbri ed intitolata 'UFO Dossier X - Autopsie di alieni?'). Nella pellicola due uomini in camice e a viso scoperto, ma letteralmente irriconoscibili per il gioco delle luci e delle ombre, stanno esaminando una creatura stesa su un tavolo e coperta da un telo. Uno dei due dottori militari, tali si presume siano, sembra estrarre dal fianco sinistro dell'essere una sorta di garza trasparente. Il viso della creatura deceduta non è riconoscibile normalmente, e ciò ha diviso gli ufologi italiani. Vi è stato chi, analizzando al computer un fotogramma, ha potuto ripulire la sequenza, giungendo alla conclusione che l'essere sul lettino è identico a quello che poi compare nel Roswell Footage trasmesso dalle televisioni di tutto il mondo. Altri, la rivista spagnola 'Mas Alla' in testa, sostengono invece che il cadavere ispezionato sia quello di un Grigio, cioè di un alieno macrocefalo e dagli occhi a mandorla, che nulla avrebbe a che fare con la creatura della celebre autopsia.

La 'scena della tenda' non si riferirebbe dunque al Roswell Footage.
Colpo di scena, si scoprì in seguito trattarsi di un falso realizzato dalla casa cinematografica che lavorava per Ray Santilli.
Per quanto riguarda gli altri due filmati, questa volta vere e proprie autopsie, il primo sarebbe stato venduto da Santilli ad un suo socio tedesco a nome Volker Spielberg, un magnate che aiutò il produttore inglese ad acquistare le costose bobine di Barnett. Quest'ultimo ha promesso, in estate, che presto il materiale inedito sarebbe stato divulgato.

In questa seconda ripresa si vede la dissezione di una 'aliena' in tutto e per tutto simile all'essere da tutti noi visto in televisione. Il morto in questione presenta però migliori condizioni fisiche. Non ha le ustioni e le ferite presenti nel Footage originale. Inoltre a questo essere i dottori asportano la scatola cranica (fase che nella seconda autopsia non compare) ed asportano qualcosa di simile ad un utero utilizzando delle pinze inserite nella vagina.

Ovviamente si potrebbe obiettare che la prima e la seconda autopsia fossero in origine un tutt'uno. Guarda caso, nel Footage ufficiale manca l'asportazione della scatola cranica; inoltre quando uno dei medici apre il ventre della creatura appare palese che questa non abbia organi sessuali interni. Questi potrebbero essere stati però rimossi precedentemente, ed esternamente, come si vede nel primo filmato, non ancora divulgato da Volker Spielberg, eccezion fatta per alcune sequenze fotografiche. Forse Santilli ha smembrato un'unica autopsia per crearne due più brevi ma commercialmente più appetibili? Il sospetto c'è. Pure, gli ufologi che hanno assistito a Londra alla proiezione delle pellicole, allorché Santilli ne mise all'asta i diritti di riproduzione, sono pronti a giurare che le autopsie erano due.

A complicare ulteriormente la faccenda ci si mette l'ultimo libro di Stanton Friedman, ufologo canadese, massimo esperto dell'affare Roswell e tenace scettico dell'autenticità del Roswell Footage.

Lo studioso ha recentemente dato alle stampe l'interessantissimo 'Top secret Majic' (Marlowe & Co., 23 dollari), ove mostra dei documenti presumibilmente di fonte CIA, in cui si conferma il caso Roswell. Non è la prima volta che Friedman produce documenti di questo tipo. Alla fine del 1984 un suo collaboratore, il produttore televisivo Jaime Shandera, aveva ricevuto anonimamente via posta un microfilm con le foto di alcuni documenti top secret. In essi si dichiarava che non solo il crash di Roswell - cioè la caduta del disco volante - era autentico, ma che addirittura, dopo altri due episodi simili, il presidente Truman aveva costituito una commissione supersegreta di militari, politici e spie, incaricata di studiare gli UFO, carpirne i segreti bellici, occultando al mondo la verità. Quando Friedman divulgò questi documenti, al congresso UFO di Washington nel 1986, gli ufologi di tutto il mondo urlarono al 'Cosmic-gate' (Watergate cosmico). In seguito la natura di tali documenti è stata più volte contestata, anche perché i caratteri della macchina da scrivere che si vedono nelle foto di questi documenti - di cui non si dispone l'originale, essendo su microfilm - sono identici a quelli della macchina Remington Underwood Pica usata da uno degli amici ufologi di Stanton Friedman, William Moore. Quest'ultimo personaggio in America risulta molto discusso, in quanto durante un convegno UFO ha pubblicamente ammesso di avere creato falsi documenti per depistare i propri colleghi, su pressione dei servizi segreti.
Ciò nonostante, il testo dei documenti, chiamati 'Majestic 12' dal nome della presunta commissione segreta composta da dodici spie, appare logico e coerente con la storia cospirativa e governativa dell'ufologia. Ciò induce a pensare che l'estensore di questi documenti - sia egli William Moore o altro - abbia in realtà copiato da documenti autentici, che non è stato possibile rubare o fotografare. Anni dopo la storia si è ripetuta. Dopo aver ricevuto i primi documenti Majestic, Friedman, che si è costantemente detto sicuro della loro autenticità, ha ottenuto sempre anonimamente nuove carte top secret. Queste ultime sono nientemeno che il manuale operativo dei Majestic 12. In pratica un insieme di dettagliate istruzioni per la task force di pronto recupero UFO su come impacchettare e conservare gli alieni. In queste carte compaiono ricostruzioni delle varie tipologie di UFO (compreso quello triangolare, venuto di moda solo negli anni Novanta) e schizzi delle casse termiche entro cui conservare i cadaveri alieni. A proposito di questi ultimi, vi si sostiene che i piloti recuperati a Roswell erano dei terrestri rapiti dagli UFO e manipolati geneticamente dagli E.T.! Questa sorprendente affermazione è molto in linea con l'attuale pensiero ufologico circa la natura dei rapimenti UFO, l'alterazione genetica della razza umana. E questo può significare solo due cose: o le carte Majestic sono dei falsi moderni, o i servizi segreti americani sapevano tutto degli alieni da molto, molto tempo.

Nelle nuove carte Majestic c'è poi la descrizione dettagliata degli umanoidi di Roswell, che differiscono notevolmente dalla creatura vista nel filmato di Barnett; secondo queste carte essi avevano cinque dita, e non sei, come nel Roswell Footage.

Dunque, l'alieno di Santilli non è l'alieno di Roswell.

Questa considerazione ha indotto una rivista misterosofica italiana a proporre una nuova chiave di lettura dell'autopsia aliena, che il Footage possa riferirsi ad un differente crash. L'idea è venuta leggendo un libro spagnolo del gesuita ed ufologo Salvador Freixedo che, nel volume 'La minaccia extraterrestre', mostra il ritratto di un presunto 'rigeliano' (ovvero di un alieno proveniente da un mondo orbitante attorno alla stella Rigel, nella costellazione di Orione). Freixedo, spesso confidente di agenti segreti, trae questo documento da alcuni disegni degli anni Settanta, divulgati all'epoca dall'ufologo americano Leonard Stringfield. Quest'ultimo aveva ottenuto delle descrizioni minuziose da spie e militari che avevano visto dei cadaveri alieni custoditi in stanze top secret.

Uno di questi disegni mostra inequivocabilmente la creatura del Footage; di esso si dice essere precipitato ad Aztec, Nuovo Messico, nel 1948. Su questa ennesima vicenda, poco nota in Italia, esiste in America un documentatissimo libro di 625 pagine, 'UFO crash ad Aztec', del ricercatore William Steinman. "L'interesse per questa vicenda", ha scritto l'ufologo, "è molteplice: in primo luogo perché in capo a due anni il Nuovo Messico è stato al centro di ben due incidenti UFO; e poi perché al recupero di questo secondo crash hanno partecipato nientemeno che i vertici del Majestic 12, come mi ha confermato Robert Carr, un docente universitario della Florida molto 'vicino' agli ambienti militari. Carr mi ha detto che pochi mesi dopo l'incidente di Roswell era precipitato un altro disco. I servizi segreti, allarmati dalla superficialità e l'incompetenza con cui era stato trattato il caso precedente, questa volta si organizzarono con molta più cura, mettendo subito in pista l'équipe del Majestic. In primo luogo vennero fatti sparire i testimoni più pericolosi: dei cinque civili che sapevano dettagliatamente cosa fosse successo, tre morirono in circostanze misteriose e due finirono in galera con false accuse. Il giornalista Frank Scully, autore di un libro in cui si menzionava l'incidente, fu screditato a tal punto da dover uscire di scena.

Ciò nonostante, ho potuto comunque rintracciare altri testimoni dell'evento, pronti a parlare".

Steinman prosegue: "Il 25 marzo 1948 tre diversi radar americani captarono il passaggio di un UFO nei cieli a sudest degli Stati Uniti; l'oggetto sembrava aver perso il controllo e stava precipitando. In pochi minuti fu allertato il generale Marshall, che a quel tempo ricopriva la carica di segretario e ministro di Stato. Questi avvisò il presidente Truman ed il dottor Vannevar Bush, capo del Majestic 12. I servizi segreti entrarono subito in azione, mentre un gruppo di militari provvedeva a recintare la zona e ad impedire l'accesso agli intrusi, e persino al proprietario del terreno, la cui casa venne isolata per tutta la durata del recupero. Le minacce dei militari furono talmente convincenti che quest'ultimo si rifiuta tuttora di parlare.

Giunti sul posto, gli uomini del Majestic avevano trovato un grosso disco volante inclinato su un fianco. Tre personaggi citati nei documenti Majestic, il dottor Bronk e gli scienziati Berkner e Hunsaker, assieme ad un certo dottor Heiland, entravano nell'ordigno e lo ispezionavano. C'era un piano di comando ed una serie di cassetti incastonati in una parete, ma non c'era traccia del motore. Pensarono che l'oggetto si muovesse per elettromagnetismo. Dietro una porticina, i quattro trovarono i cadaveri di dodici piccole creature, alte circa un metro, con la pelle bruciacchiata. Altri due cadaveri si trovavano nella cabina di pilotaggio. Il dottor Bronk ordinò l'immediato trasferimento dei corpi nella base militare di Los Alamos".

E da allora non se ne seppe più nulla sino a che, due anni fa, un oscuro cameraman si decise a parlare.

La tesi proposta dalla rivista urta però con i risultati delle analisi chimiche dei fotogrammi presentati nel giugno 1997 dall'esperto americano Bob Shell, l'unico incaricato da Ray Santilli a procedere all'esame della pellicola. Secondo Shell, i fotogrammi sono inequivocabilmente del 1947. L'autopsia, dunque, non può riferirsi ad un episodio verificatosi un anno dopo.
Ma come al solito c'è ancora un dubbio, in questa storia infinita. Nei tre fotogrammi forniti da Santilli a Shell non si vedono delle sequenze dell'autopsia, ma solo un tavolo autoptico, una porta aperta, una fila di scalini. Siamo veramente sicuri che queste sequenze d'epoca appartengano veramente al Roswell Footage o non siano state recuperate in qualche archivio storico per far sì che l'autopsia venisse accreditata come d'epoca?

Il mistero su uno dei più importanti documenti di fine millennio permane.

Nell'ottobre del 1995 RaiDue ha dedicato ben tre puntate al Roswell Footage, mettendo a confronto esperti di varie discipline. Ma quella che doveva essere una serena analisi di un importante documento filmato si è presto trasformata in un'incontrollabile gazzarra tra credenti e scettici irriducibili, ognuno arroccato su una posizione, sordo a qualsiasi discorso. Fra questi ultimi, convinti di assistere alla dissezione di un pupazzo, gli astronomi Franco Pacini, Steno Ferluga e Margherita Hack e l'esperto di fiction cinematografica Carlo Rambaldi, papà del pupazzo E.T.

Rambaldi si è detto convinto di avere a che fare con un manichino malamente realizzato. "Basta guardare la conformazione degli occhi. Sono troppo larghi, il che significa che internamente i due bulbi si incastrano uno con l'altro. E questo è impossibile. Non abbiamo a che fare con un vero essere vivente ma con una finzione", ha dichiarato.

I professori Pier Luigi Baima Bollone, ordinario di medicina all'Università di Torino, e Nello Balossino, informatico, hanno sottolineato dati alla mano le molte stranezze e anomalie della creatura sottoposta ad autopsia. Bollone in particolare ha dichiarato: "Questo essere ha delle orbite molto grandi e una bocca larga da cui spuntano le cuspidi di due denti. La faccia però è piatta. Questo fa ritenere che non vi sia la muscolatura propria dell'uomo. Nella ripresa dell'extraterrestre non si rilevano strutture di questo tipo; è un soggetto che ha diversità anatomiche sostanziali con la nostra specie, che lasciano veramente perplessi. Il supposto extraterrestre non ha il gioco mimico tipico dell'uomo. Inoltre quando si osserva l'interno del corpo si vedono delle strutture che non corrispondono al corpo umano. C'è una specie di fegato che non si trova al posto giusto e non ha la forma classica di quest'organo. Abbiamo insomma che fare con un nonsenso biologico".

Bollone ha altresì parlato di un 'artefatto', quasi a sottintendere un cadavere umano assemblato in qualche modo con organi di vario tipo.

Possibilista sull'autenticità storica della pellicola si è dimostrato l'ufologo Bruce Maccabee, un fisico ottico della Marina statunitense, che ha dichiarato: "La tecnica del cineoperatore ci indica chiaramente che usa un obiettivo a fuoco fisso. Quando si avvicina troppo le immagini vanno fuori fuoco. Inoltre l'operatore non guardava attraverso l'obiettivo ma usava il vewfinder e quindi non riusciva a rendersi conto di quando le immagini potessero risultare sfuocate in fase di ripresa. I cambiamenti della luminosità sono causati dal riversamento in video. La pellicola è stata prodotta fra il 1943 ed il 1957 dalla Kodak. Il 1947 compare su un codice numerico impresso sulla pellicola e ciò significa che questa risale a quell'anno".

Molto scettico sulle pellicole di Santilli è il fisico nucleare Stanton Friedman, uno dei massimi ufologi del mondo e grande esperto del caso Roswell: "Ritengo che il filmato mostri una vera autopsia di un vero morto. La mia impressione, per la strana conformazione del corpo, è che si tratti di un essere con la sindrome di Turner, una malattia genetica che colpisce solo le donne , cui non si sviluppa il seno. Hanno strane orecchie e il palato rialzato e altre caratteristiche corrispondenti alla creatura del filmato".

Questa posizione è stata però smentita dal professor PierLuigi Baima Bollone, anatomo-patologo, massimo esperto di sindonologia e UFOscettico: "Ho esaminato la pellicola di Santilli e ho notato che l'essere filmato ha una struttura troppo vicina a noi e allo stesso tempo troppo distante; ciò rende assurda una comunanza e adombra l'esistenza di un trucco. Si sente dire che il cadavere dell'alieno sarebbe un malformato con la sindrome di Turner. Escludo questa ipotesi. Nella sindrome di Turner non ci sono quasi mai sei dita. Nell'ipotesi di un malformato si potrebbe pensare ad una malformazione genetica, come la trisomia...Grazie all'elaborazione elettronica ho notato sulla regione fronto-parietale una ferita da arma da fuoco. Si tratta di una lesione da sparo. La presenza di schegge permette di stabilire che il colpo d'arma da fuoco sia stato esploso a 30-40 centimetri di distanza".

Quest'ultimo dato confermerebbe però il racconto del cineoperatore, convinto che la creatura dell'autopsia venne ucciso dai militari.

Nella parte finale del Roswell Footage un militare mostra delle presunte consolle di comando, delle scatolette di cinquanta centimetri per trenta. Sopra di esse sono incise le impronte a sei dita delle due mani, come un codice di riconoscimento personalizzato. Se queste placche, come ha sospettato qualcuno, sono dei pannelli di comando di un disco volante, allora là fuori si viaggia imponendo dolcemente le mani sugli strumenti. Una guida dolce e rilassata (ergonomica, in gergo) potrebbe essere tipica di una civiltà più evoluta e abituata a muoversi nell'universo.

Non solo. In almeno un caso di rapimento UFO un testimone raccontò di essere stato sequestrato da alieni con sei dita. E nelle antiche mitologie sumere ed amazzoniche le sei dita sono sempre state segno di grande distinzione, di origine divina.

L'analisi computerizzata dei fotogrammi della pellicola dell'autopsia, effettuata dal nostro fisico Luis Lopez, ha rivelato una moltitudine di dettagli invisibili ad occhio nudo. Le conclusioni di Lopez differiscono da quanto sostenuto dagli scettici, circa la matrice umana della creatura.

Testa. Grossa e sproporzionata.

Occhi. Larghi, senza palpebre superiori, con palpebre inferiori rigide; acquosi, coperti da lenti a contatto morbide.

Naso. Troppo esile.

Bocca. Una fessura sottile e lunga.

Denti. Ne esistono solo due, assieme ad una zona gengivale dura.

Orecchie. Piccole e poste sul collo.

Muscoli del viso. Pressoché assenti.

Mani. Prive di determinati muscoli, senza linee e forse senza unghie.

Dita. Sei, armoniose e proporzionate, alle mani e ai piedi.

Petto. Ampio e muscoloso.

Capezzoli. Piccoli e non sviluppati.

Polmoni. Un unico organo che occupa tutta la parte superiore e contenente una misteriosa sfera o cristallo.

Cassa toracica. Assente. Solo le arcate costali.

Sterno. Assente. Sono presenti invece le clavicole.

Cuore. Non visibile.

Pancia. Vistosamente pronunciata (lordosi).

Intestini. Assenti.

Fegato. Diverso dal nostro per forma e posizione.

Sangue. Denso, cola in maniera molto ordinata.

Femore destro. Presenta una struttura molto più piccola della nostra.

Peluria. Assoluta mancanza di capelli, ciglia, peli di qualsiasi tipo.

Genitali. Vagamente femminili ma senza organi interni.



Roswell - 7-10-47 Italian newspaper "Corriere della sera"