SADDAM E GLI E.T.
Di Alfredo Lissoni
Saddam alleato con gli alieni? Ma come si fa a pubblicare simili notizie? La verità è che la notizia è una bufala bella e buona. Nessuno dei miei contatti del mondo islamico ha mai sentito parlare di questa faccenda, per la quale non è stata fornita prova alcuna. Sappiamo invece che gli UFO sarebbero stati visti sopra l'Irak durante l'operazione "Tempesta nel deserto". Secondo un dispaccio diramato via Internet dall'ufologo americano Ignatius Graffeo, "un largo UFO triangolare è stato visto sia in Irak che sopra New York prima e durante l'Operazione Tempesta nel deserto. Il 16 dicembre 1998 alle ore 2.31, ora locale, un triangolo di luci apparve sopra Baghdad e venne filmato dalle telecamere per la ripresa notturna dell'emittente CNN. La luce evoluiva lentamente in cielo, durante i bombardamenti antiaerei irakeni. La scena è apparsa durante i telegiornali in diretta della CNN, in America, alle 6.31 del 15 dicembre. Ho visto così la formazione di luci disposte a triangolo; erano molto simili ad una formazione a V filmata a Phoenix, Arizona, il 13 marzo 1997". In seguito, però, il quotidiano Boston Herald di Fort Drum (USA) rivelò che l'Aeronautica aveva testato degli aerei militari segreti. L'UFO poteva forse essere un'arma americana. Forse.
I dischi volanti presero a farsi vedere durante le fasi del conflitto in Golfo, che vide schierati da una parte gli irakeni e dall'altra gli americani. Fra il 18 ed il 19 gennaio 1991 il centro di allarme missilistico di Dharhan, sulla costa saudita del Golfo Persico, allertava le forze armate israeliane della presenza sul radar di un corpo volante in avvicinamento al territorio ebraico. L'oggetto luminoso veniva avvistato su Tel Aviv e addirittura filmato da una troupe dell'americana CNN; un cronista americano, durante una diretta di commento alle fasi della guerra, lanciava l'allarme dicendo: "Non sappiamo se si tratti dell'attacco di uno Scud, di un aereo nemico, di una cometa o di un UFO". Il caso, così presentato in diretta, sollevò un comprensibile scalpore e negli Stati Uniti, come in Italia, le riviste ufologiche o di misteri titolarono in maniera pomposa: "Gli UFO sorvolano la Guerra del Golfo". Il governo israeliano ed il Dipartimento della Difesa americano dissero in seguito che si era trattato di un satellite russo in fase di rientro. Ciò nonostante, in quello stesso periodo si verificarono diversi altri episodi curiosi: il 15 febbraio misteriose scie brillanti, che viravano a 90 gradi, sorvolavano per circa cinque minuti la città di Dubai ed una strana luce, presa di mira dalla contraerea irakena, sorvolava Baghdad e poi invertiva la rotta compiendo una virata a 90 gradi. L'intera sequenza veniva filmata dalla CNN e mostrata nel corso del telegiornale.
Durante gli attacchi del dicembre 1998, aerei spia americani in missione sull'Irak sarebbero stati tallonati da alcuni UFO; l'episodio avrebbe causato un tale allarme, nelle alte sfere militari statunitensi, al punto da coinvolgere il telefono rosso della Casa Bianca. Il 17 dicembre, ad un giorno dall'annuncio della riapertura delle ostilità contro l'Irak, il presidente Clinton era impegnato in una conferenza stampa alla Casa Bianca, trasmessa in audio su Internet dalla CNN. In una pausa, per la sessione di foto per la stampa, Clinton interrompeva una sua conversazione con Sandy Berger, consigliere della National Security Agency, per riprenderla sottovoce mentre i fotografi continuavano il loro lavoro. I microfoni della CNN però non erano spenti e, per quanto i due parlottassero, captarono alcune frasi: "Jet U2... Diversi UFO... chiamerò al telefono rosso... Astronavi... Li stavano tallonando... dicono che hanno esseri umani". Da una ricostruzione della conversazione, sembra che un aereo U2 in missione sull'Irak fosse stato inseguito a breve distanza da un UFO e che Clinton attendesse ulteriori ragguagli sul caso tramite il famoso 'telefono rosso' di emergenza. Altre frasi ricostruite filtrando strumentalmente il dialogo sembrano riferirsi ad alieni, a strani oggetti ostili in volo e al Veil, un sistema satellitare di controllo della Terra. Il 16 gennaio dell'anno seguente, alle 2.31 antimeridiane, mancavano solo 24 ore all'operazione Desert Fox quando le telecamere a visione notturna della CNN registravano la presenza nel cielo iracheno di un oggetto volante triangolare, simile a molti UFO avvistati negli anni precedenti sull'Europa e sul Giappone. Le batterie antiaeree di Saddam Hussein aprivano immediatamente il fuoco contro l'intruso, ma senza esito. L'ufologo americano Joseph Trainor si disse sicuro che UFO triangolari erano stati avvistati sull'Irak prima e durante l'operazione militare americana; opinione condivisa dal collega Ignatius Graffeo.
Ovviamente su questi episodi è molto difficile esprimersi: troppi ordigni strani volarono nel cielo, all'epoca della Guerra del Golfo, e troppe leggende vennero alimentate dalla stampa, non ultima la sparizione di interi battaglioni irakeni nel deserto, volatilizzatisi presumibilmente a bordo di un UFO!
Non verificabile la storia veicolata come un documento top secret via Internet dalla
"The UFO BBS" (http://www.ufobbs.com/) che riguarda la dichiarazione di un certo colonnello Gregor Petrokov, ufficiale russo distaccato nel deserto saudita all'epoca della Guerra del Golfo, che sarebbe stato testimone del recupero di un disco volante abbattuto dagli americani. Petrokov sarebbe stato allertato dai militari sauditi affinché si recasse con alcuni colleghi come esperto nel deserto di Barren, a 250 miglia da Riyadh.
Lo stesso invito venne altresì rivolto ai militari americani, inglesi e francesi. Compito del team russo sarebbe stato analizzare i misteriosi frammenti sparpagliati sulla sabbia ed il velivolo discoidale schiantatosi nel deserto, composto da un materiale mai visto prima e recante delle scritte in un alfabeto assolutamente sconosciuto. Secondo Petrokov, l'UFO era stato intercettato da un F-16, contro il quale aveva aperto il fuoco. Il caccia americano aveva risposto a sua volta, lanciando due missili che avevano raggiunto in pieno il bersaglio. Sul luogo del crash Petrokov, al quale i sauditi a sorpresa vietavano di toccare qualunque cosa, trovava un ordigno circolare di 15 piedi, con tre piccoli sedili; non vi era traccia alcuna dei piloti, che gli americani avrebbero cercato invano per tutto il deserto, con gli elicotteri. Petrokov sostenne infine che le Forze Armate USA avrebbero sequestrato ogni cosa ed allontanato i militari degli altri paesi, imponendo loro di non parlare.
Non vi è modo, ovviamente, di verificare l'attendibilità di questa storia; sappiamo peraltro che l'Arabia Saudita è un paese più aperto di altri circa la divulgazione del fenomeno UFO: libri ufologici in arabo, pur se pubblicati in Libano e in Giordania, sono in vendita nelle librerie di Riyadh, e quotidiani come "Iquetisahdiya" riportano notizie di avvistamenti, come l'episodio del 28 marzo 1997, quando a Jebail, nella parte est dell'Arabia Saudita, una luce blu ovale venne avvistata da diversi campeggiatori. I giornali sauditi riferiscono anche di avvistamenti in altri paesi africani; uno di essi ha riportato dell'apparizione di un tabaq tahira (secondo la dizione locale) su Khartum, la capitale del Sudan, nell'ottobre del 1996; il giornale riferiva che l'ordigno, che volava scintillando da est ad ovest, si era fermato per un minuto a dieci metri dal suolo, dando la possibilità ad un testimone di osservarne la forma in dettaglio: una sfera con oblò da cui usciva una luce rossa e con delle luci bianche in cima. Un altro testimone dichiarava di avere raccolto un pezzo di cristallo, presumibilmente caduto dall'UFO; ma questo reperto si sarebbe misteriosamente smaterializzato nelle sue mani. In seguito l'UFO si sarebbe allontanato, sostando per alcuni istanti dinanzi ad un panificio.
Un altro episodio curioso, tratto probabilmente da un tabloid scandalistico e pubblicato in inglese nel sito Internet della UFO BBS, riferiva con enfasi che "una pattuglia da guerra americana, di stanza nel Golfo Persico, aveva abbattuto un UFO durante gli scontri con Saddam Hussein, in occasione dell'operazione Tempesta nel deserto. In seguito una nuova missione era stata incaricata di recuperare i frammenti dell'UFO. L'ordigno era stato rilevato dal radar e si muoveva in modo erratico. L'ordine di abbatterlo era stato dato dopo che erano stati allertati gli equipaggi di diverse navi americane, incluse la USS Wisconsin, l'USS England e l'USS O'Brien, e di due fregate inglesi, la HMS Battieaxe e la HMS Jupiter. Tutte le navi presenti in quell'area avevano aperto il fuoco contro la nave aliena, descritta come un piatto di cromo che emetteva un rumore penetrante simile a quello dei jet. Dell'abbattimento dell'UFO si era saputo quando i rapporti dei servizi segreti del Pentagono erano stati parzialmente resi noti; per motivi di sicurezza nazionale molti dettagli erano rimasti classificati top secret". "Ma le voci circa l'incidente con l'UFO sono state verificate dal giornalista londinese Anthony Edens, che ha avuto accesso agli archivi americani a Londra", concludeva il rapporto. Secondo quanto affermato, il presidente George Bush in persona - ex capo della CIA - avrebbe dato ordine di recuperare l'ordigno e i frammenti, utilizzando i satelliti spia. L'articolo terminava affermando che molti americani scomparsi in Irak, quell'estate, erano stati rapiti dagli alieni... per essere interrogati su quanto sapevano circa la Guerra del Golfo!
Alfredo Lissoni