UFO COVER UP IN SALVADOR

Anche il Salvador è un Paese dal quale non fuoriescono informazioni sugli UFO.
E questo nonostante esista un gruppo molto attivo via Internet diretto dal fisico nucleare Luis Lopez. Ho intervistato il dottor Lopez, presidente del Centro Virtuale sulla vita extraterrestre di El Salvador, che mi ha raccontato: "Nel nostro Paese si sono verificati diversi avvistamenti, rapimenti UFO e mutilazioni. Per quanto riguarda i rapimenti, siamo al corrente di almeno due casi. Il primo riguarda un barbone, che afferma di essere stato portato a bordo di un disco volante, operato e guarito da una cervicale che lo tormentava da anni. Si tratta di un personaggio che, vista la vita che fa, non ha alcun interesse a divulgare storie di questo tipo, se false. Il secondo caso si è verificato durante la grande ondata di avvistamenti UFO sopra la capitale, il 29 febbraio 1996. Io stesso sono stato testimone di eventi curiosi, quella sera. Erano le 21.30 e stavo lavorando al computer, in casa mia. Improvvisamente ho notato un calo di tensione nel lampadario come nel computer. Il fenomeno durò venti minuti, poi vi fu un black out elettrico a livello generale per tutta San Salvador, della durata di un'ora circa. Ho guardato fuori dalla finestra e ho visto che pioveva. Ma era una pioggia molto strana, densa e solida e non bagnava il terreno. Solo dopo ho realizzato trattarsi di "bambagia silicea". Il giorno dopo vidi che diversi giornali riportavano di decine di avvistamenti UFO da tutto il Paese. Erano stati avvisati i quotidiani, ma anche i centri di osservazione meteo e la Policia Nacional Civil. Alcuni abitanti di Ilobasco, un paesino che dista 65 chilometri da San Salvador, dissero di avere udito un fortissimo boato e di avere visto una luce intensissima vicino alla centrale elettrica. Poi, sarebbe atterrata un'astronave, lasciando delle bruciature sul terreno.

L'Aeronautica civile dichiarò di non avere notato nulla di anomalo nello spazio aereo, e disse di non avere ricevuto alcuna segnalazione dai vari aerei in volo, quella sera; quella militare non emise alcun comunicato. Le luci nel cielo furono attribuite a tre potenti riflettori azionati durante l'inaugurazione di un autosalone. Questa spiegazione venne accettata da molti, senza riflettere sul fatto che, se c'era un black out, i riflettori non potevano funzionare.

Investigammo attorno alla centrale elettrica di Ilobasco e trovammo un'ampia zona bruciata; le pietre erano fuse e c'erano dei residui simili alla plastica, segno evidente che il terreno era stato sottoposto a temperature altissime. Al tempo stesso constatammo che in quel punto passavano le linee di trasmissione elettrica, sostenute da torri metalliche. I cavi elettrici portavano un voltaggio altissimo, 115000 volts, ed alimentavano la centrale idroelettrica di Cerron Grande. Gli scettici dissero che era stata la rottura di uno di questi cavi a produrre il boato e le bruciature al suolo. La luce vista dagli abitanti di Ilobasco sarebbe stato l'arco voltaico. Ma se la città era stata colpita dal black out, i cavi elettrici non potevano portare corrente. E ci sarebbe stato dell'altro. Il 4 marzo la Policia Nacional Civil di Ilopango rivelava, nel suo bollettino quotidiano, uno strano caso che aveva visto protagonista un ragazzo di 17 anni. Il giovane, che in seguito mi si è presentato con lo pseudonimo di Angel, stava camminando, la sera del primo marzo, per la strada che conduce a Cuscatancingo, San Salvador. Erano le dieci di sera. Improvvisamente una forte luce investì il ragazzo da dietro. Questi, pensando fosse la polizia, alzò istintivamente le braccia portandole alla testa, e cominciò a girarsi. Poi, non ricordava più nulla dell'immediato. Si era trovato in una sala completamente bianca, ove non riusciva a distinguere né pareti né artefatti di alcun tipo. Non riusciva a stabilire le distanze a causa del bianco diffuso. Inoltre si rese conto di essere immobilizzato; aveva dei cavi, simili alle flebo, sul petto e nel braccio destro. Poi aveva scorto degli esseri umanoidi, che non avevano nulla di umano. Erano alti approssimativamente più di un metro, la testa molto grande, vestiti con una specie di tunica bianca con un simbolo nella parte destra del petto. Avevano gli occhi molto grandi e, in mezzo ad essi, sulla fronte, una protuberanza o un terzo occhio. Avevano dei peli, come una barba molto rada, attorno alla bocca. C'erano altri uomini in quel vano, e gli alieni sembravano effettuare degli innesti strani. Poi gli esseri gli dissero che erano in guerra e che non potevano riprodursi, e questo era il motivo per cui erano lì. Dissero che avevano delle "uova" nel lago di Ilopango. In quel momento il fondo del disco sembrò aprirsi e il giovane temette di precipitare nel vuoto. Sotto di lui si vedevano le acque del lago di Ilopango. Il giovane non cadde, in quanto era come su un pavimento trasparente. Ad un certo momento gli alieni cancellarono dalla spalla del giovane un tatuaggio della Vergine di Guadalupe; poi lo marchiarono sul polso sinistro e gli diedero il nome di "Angel". Infine lo lasciarono a terra. Il bello è che il giovane venne trovato, alle 6.30 del giorno dopo, all'interno del campo di polizia di Ilopango. Si tratta di una zona militare recintata su tre lati, ove è impossibile accedere. Unica zona d'accesso è dall'altra parte del lago, ma certamente Angel non aveva attraversato quelle acque a nuoto; sembrava proprio che questi fosse piovuto dal cielo. Inoltre c'è un'antica leggenda secondo cui le "streghe", nei secoli passati, nascondevano delle "uova" nel lago di Ilopango. Quando la polizia trovò il ragazzo che vagava in stato confusionale in una zona off limits, lo sottopose ad interrogatorio. Poi, cosa che non avviene nel resto del mondo, sentita la storia incredibile, avvisarono la stampa. Io fui chiamato da un'emittente locale e potei così incontrare il ragazzo; portai con me uno psicologo, il dottor Alberto Solorzano. Questi mi confermò che il giovane era sano di mente; solo, avendo una cultura scarsissima, aveva descritto con i pochi termini che conosceva un'esperienza certamente più grande di lui. Devo anche dire che il ragazzo non cercava alcun tipo di pubblicità, e solo dopo molte resistenze accettò di farsi fotografare. Inoltre due suoi parenti mi hanno confermato, nel tempo, che il ragazzo non aveva inventato nulla e che il tatuaggio che aveva sulla spalla era effettivamente scomparso. Ho analizzato a fondo le ferite, erano reali".

"Sempre nel Salvador", prosegue il dottor Lopez, "non mancano le apparizioni di creature misteriose, legate al ritrovamento di tracce ben precise. Nel 1996 è stata segnalata a Santa Ana la presenza del chupacabras, una sorta di mostruoso Grigio che aggredisce e mutila uomini e animali. A Santa Ana la polizia ha trovato il cadavere di un contadino orrendamente straziato. Aveva il viso strappato ed un foro nella pancia. Era come se qualcosa gli avesse bucato lo stomaco con un artiglio acuminato e poi, con un sondino, gli avesse aspirato il fegato. Eventi di questo genere sono stati segnalati anche in Guatemala e aggressioni di chupacabras ad animali, perlopiù vampirizzati con morsi sul collo, si registrano a Puerto Rico, in Canada, Spagna e in Italia"
Alfredo Lissoni