I MONDI INTERMEDI DEGLI SCIITI
di Alfredo Lissoni. Nella filosofia iranico-persiana troviamo alcuni spunti assai interessanti, circa gli Islamic UFO files; apprendiamo così della credenza in mondi immateriali parafisici, ultradimensionali, come "Hurqalya", o 'alam al mithal, il "mondo delle forme immaginali" o l'altromondo, che divide il mondo puramente spirituale da quello materiale; ed apprendiamo di "pure entità spirituali di luce", secondo il dotto Shihaboddin Yahya Soravardi (+1191) che ne tratta nel "Libro dei Colloqui"; esse sono collegate ad "un mondo fornito di dimensioni e di estensione, diverso dal mondo sensibile, dove si trovano città di cui è impossibile valutare il numero, tra le quali il Profeta ha nominato Jabalqa e Jabarsa". "Sono esse", racconta Soravardi, "due città immense. Ciascuna è provvista di mille porte. Innumerevoli sono le creature che le popolano. Esse non sanno neppure che Dio ha creato l'Adamo terrestre e la sua posterità. Gli individui che popolano ciascun grado sono infiniti; in ciascuno di questi gradi esistono specie analoghe a ciò che esiste nel nostro mondo, ma esse sono infinite. Alcuni gradi sono abitati da un popolo di Angeli e di jinn, altri da demoni. I profeti, gli Iniziati, i teosofi mistici, tutti hanno ammesso l'esistenza di questo universo". Che Soravardi non si abbandonasse a semplici speculazioni filosofiche, ma che si basasse su informazioni "estranee", la cui origine ci sfugge, è facilmente dimostrabile. Nel "Libro dei Colloqui" il sapiente iraniano descrive, con settecento anni d'anticipo sulla scienza attuale, l'esistenza delle stelle pulsar ("sfere celesti che emettono suoni non provocati da alcuna cosa che esista nel nostro mondo sublunare") e la ripartizione a strati dell'atmosfera del nostro pianeta ("i colori degli astri non sono condizionati da ciò che condiziona i colori nel nostro mondo terrestre"). A quale forma di conoscenza aveva potuto avere attinto, quasi un millennio addietro?
Di "mondi sotterranei tra Cieli, Terre e Firmamento" e di universi speculari ("in ciascuna delle sette Terre vi è un nostro omologo") tratta Mohyddin ibn 'Arabi (+1240) nel "Kitab al-Fotuhat al-Makkiya" (Il Libro delle Conquiste spirituali della Mecca, ed. del Cairo, 1329); che descrive anche l'episodio di un mistico iraniano, Dhu l-Nin Mishri (+869) che, a seguito di un viaggio in un mondo parafisico (nella montagna psico-cosmica del Qaf, o paradiso, e al Var di Yima), scoprì, a seguito dei viaggi celesti, il fenomeno della contrazione dello spazio-tempo einsteiniano: "Un giorno del nostro tempo terrestre può equivalere là ad un gran numero di anni"!
Dei barzakh, i mondi intermedi tra quelli terrestri, tratta Dawud Qaysari (+1350) nel "Foshus al-hikam" (Le gemme della sapienza dei profeti) e vi colloca le anime dei defunti; 'Abdol-Karim Gili (+1403) vi inserisce Veglianti, Spiriti, Invisibili e Sovrumani.
Scopriamo poi che in Jabalqa vivono "70.000 popoli" (cioè razze); lo affermava lo shaykh Abu'l-Qasem Khan Ebrahimi (Sarkar Agha; 1896-1969) nel 1948, appena un anno dopo la nascita ufficiale del fenomeno UFO, nel testo (completamente in persiano) "Tanzih al-Awliya"; nel testo egli scindeva chiaramente l'universo di Hurqalya dalla Terra, "chiamata coi nomi di Jabalqa e Jabarsa" (lamentandosi del fatto che spesso i filosofi chiamassero tutto Hurqalya); ricordava il sesto Imam, Hazrat Ja'far Shadiq, che rammentava espressamente in un hadith che "il mondo è diviso in sette climi"; considerava Hurqalya l'ottavo, "al di là del nostro mondo, invisibile nel nostro mondo". Nel lodare Maometto come "profeta per i mondi" (riferendosi alla sura coranica XXV, 1), sosteneva che "la molteplicità degli universi è dunque veramente fuori di dubbio".
Ma l'aspetto più sconcertante, che farebbe la gioia di molti moderni contattisti, è che molti degli sciiti (iraniani, irakeni e pachistani), a differenza dei sunniti, tuttora ritengono che sia imminente l'arrivo di un Messia, il Dodicesimo Imam o Imam Nascosto; nei giorni della sua apocalittica venuta Gog e Magog (i demoni giganti; extraterrestri, secondo Robin) si scateneranno sulla Terra, "diffondendo la corruzione". "Potremmo riportare numerosi racconti a commento di questi versi, sosteneva nel '48 Ebrahimi, "e vi sono racconti che descrivono allusivamente questi universi, i popoli che li abitano, le religioni che vi si praticano, come vivono quei popoli, quali servizi divini vi si celebrino, quali siano le loro conoscenze, le credenze, il grado di fedeltà; come infine la maggior parte di essi siano compagni e cooperatori dell'Imam Nascosto, che agirà con il loro aiuto e compirà la consumazione finale del mondo terrestre; tutto questo sarà appalesato nei giorni della manifestazione dell'Imam, quando i terrestri si innalzeranno, saranno rapiti nelle altezze e diverranno Hurqalyavi, abitatori della Terra di Hurqalya. Allora, con la conoscenza di questo mondo, verrà divulgato che cosa è il popolo di quell'altro mondo. L'Imam regnerà su di loro per 50.000 anni. L'Epifania dell'Imam avrà luogo per noi nel momento stesso in cui i nostri occhi si apriranno al mondo di Hurqalya". Allora tutti vedremo. E, secondo questa dottrina, verremo portati in cielo.