Il governo italiano vuota il sacco sugli UFO nostrani
RISERVATISSIMO QUANDO COMPILATO: I DOSSIER UFO DEI MILITARI
In Italia gli avvistamenti UFO sono di competenza dell’Aeronautica che, su segnalazione dei carabinieri, compila apposite schede ora di pubblico dominio. Curiosamente in questi dossier, un tempo riservatissimi, mancano i casi più eclatanti, le prove più convincenti, le indagini sui reperti. Ma allora, dove finiscono questi x-files?
Alfredo Lissoni
L’intestazione sul dossier riporta: ‘Stato Maggiore Aeronautica - Secondo Reparto. Avvistamenti oggetti volanti non identificati’. Sfogliamo il voluminoso rapporto, ottenuto dagli ufologi italiani dopo anni di battaglie legali con l’appoggio di parlamentari decisi a scoprire la verità sui dischi volanti. Adesso gli x-files governativi sono diventati di pubblico dominio, ma che delusione nello sfogliarli! Ogni pagina è costituita da una tabella corrispondente, generalmente, ad un mese. Le diciture sulla tabella si ripetono pedantemente: luogo, data, forma dell’oggetto, colore, quota, condizioni meteo. Nulla di più. Niente UFO-crashes, nessun alieno catturato, nessun episodio di UFO contro caccia, degni della migliore tradizione ufologica americana. Semplicemente, 230 avvistamenti di banali luci nel cielo, schedate dal 18 giugno 1979 al 12 novembre 1995 (e prima?). Tanti i casi declassificati - cioè privati del segreto militare - da parte del nostro Ministero della Difesa , e resi disponibili agli ufologi "per soli scopi di studio". Una dicitura, nella lettera di accompagnamento agli ufologi, che pare dire: ‘leggeteli ma non divulgateli’. Il motivo di tanto riserbo ci sfugge, vista la banalità degli avvistamenti.
DOSSIER SIOS
E si che nelle striminzite cartelle dei nostri servizi segreti (per inciso, i SIOS, Servizio Informazione Operativo e Situazione, che, in collaborazione con i carabinieri, passano i rapporti UFO all’Aeronautica Militare) non c’è un gran che. Comuni segnalazioni di luci nel cielo, liquidate con una tale povertà di dettagli - un aggettivo per ogni voce della tabella - da rendere impossibile qualsiasi investigazione scientifica. Non solo. Nei dossier SIOS non compare mai il nome del testimone, spesso un pilota militare, protagonista dell’incontro ravvicinato. Il che pare voluto, ancora una volta, per rendere impossibile qualsiasi verifica. Come dire, vi diamo l’informazione, ma vi mettiamo nell’impossibilità di controllarla.
Non staremo a tediarvi con la sequela degli avvistamenti, pubblicati già da qualche anno dall’ufologo Roberto Pinotti nel suo pregevolissimo libro ‘UFO scacchiere Italia’ (Mondadori) ed ultimamente riproposti sulle pagine della rivista ‘Notiziario UFO’. Luci, dischi, globi, sigari sono gli oggetti maggiormente visti e descritti dai testimoni, provenienti da tutte le province d’Italia, come potete leggere nel sunto del box .
Fra tanti riassunti scarni e telegrafici tre soltanto rivestono un particolare interesse, in quanto parlano chiaramente di 'umanoidi'.
GLI UMANOIDI DEI SERVIZI SEGRETI
Il primo caso riporta testualmente: "19.1.1984. Atripalada (Avellino). Orario 16.00. Forma: umanoide. Colore: tuta azzurra. Casco bianco. Antenne. Segnalazione: CC locali".
Ed il secondo: "8.10.1984. Pratola Serra (Avellino). Orario 07.30. Forma: parallelepipedo/umanoide altezza 130 cm.
Segnalazione: CC locali".
Il terzo caso è già noto ai nostri lettori, l’incontro ravvicinato con un robot umanoide nei vigneti di Lirio, nell’Oltrepò pavese.
"Nel complesso", dichiarano gli ufologi, "i militari hanno divulgato dei dati troppo scarni per ricavarne qualcosa. Ma ciò che maggiormente stupisce è la franchezza di queste segnalazioni nell’ammettere l’esistenza di umanoidi descritti secondo i più schietti e banali cliché della fantascienza anni '50, con tanto di casco e antenne".
Diverso invece il discorso per l'unico rapporto 'per esteso' in nostro possesso, fornito informalmente nel 1984
dal colonnello William Bisson del 103 Gruppo C.B.R. di Treviso all'ufologo Paolo Pasqualini, con la precisazione che "non era stato possibile fornire anche copia degli stampati relativi alle caratteristiche dell'oggetto e della sua traiettoria in quanto costituiscono argomenti di carattere strettamente confidenziale e riservato".
Anche questo avvistamento, una normalissima luce sopra la torre di controllo di Istrana, è già noto ai nostri lettori, come è noto il timbro quadrangolare apposto in calce, dalla dicitura estremamente significativa: "distruggere"
Questo significa che, a discrezione dell'Esercito, taluni documenti possono venire o meno distrutti quando pare e piace. Il che deve essere accaduto proprio con questo caso, visto che l’avvistamento di Istrana non compare nei 230 rapporti rilasciati dall’Aeronautica.
IL GRIGIO NELLA BOSCAGLIA
Sebbene in Italia non vi sia un insabbiamento di prove UFO paragonabile alla ‘congiura del silenzio’ americana, diversi importanti dati in passato sono stati "resi non disponibili". Secondo i maligni, questo avverrebbe perché l’Italia, essendo un Paese della NATO, è obbligata a passare in blocco i dossier sugli UFO ai servizi segreti americani. Un documento della CIA, privato del segreto d’ufficio diversi anni fa, confermava l’esistenza di una rete informativa mondiale sugli UFO, voluta dalla CIA nel 1977 per tenere sotto controllo le intromissioni degli alieni in tutto il globo. Di questa rete fa ovviamente parte anche il nostro Paese.
Non solo, diversi ufologi italiani sono pronti a giurare che agenti segreti di speciali gruppi anti-UFO siano sempre pronti ad intervenire per intimidire i testimoni di un avvistamento.
Sebbene questa storia sia sostanzialmente una leggenda, diversi UFOtestimoni sono pronti a confermarla. Un caso esemplare vide coinvolto un casellante di Fornacette, Camillo Faieta, che il 13 luglio 1966 assistette ad un atterraggio UFO. "Dopo quell’esperienza", raccontò in seguito Faieta alla stampa, "venni contattato da uomini della NASA che mi trasportarono a forza in un edificio del Campo Militare americano di Livorno. Mi confinarono in una stanza piena di strane apparecchiature, mi misero uno speciale casco sulla testa e, in un modo che io non capii, riuscirono a cancellarmi dalla retina l'immagine dell'UFO che avevo visto a Fornacette".
Sebbene questo racconto sia stato giustamente accolto con molto scetticismo dagli ufologi - sembra che Faieta, nel corso degli anni, abbia periodicamente arricchito ed abbellito con nuovi particolari inverosimili la propria esperienza - il caso suscitò all’epoca un certo scalpore .
Convinto che le autorità siano sempre pronte a scendere in pista quando passa un UFO è anche Salvatore, un ragazzo lombardo che, nell'agosto del 1989, visse assieme ad un amico un episodio ai confini della realtà, mentre si trovava in vacanza in Sardegna, a Stazzoporcheddu vicino Palau. "Una sera come tante altre", ci ha raccontato, "io ed il mio amico siamo usciti, sul tardi, per prendere un po’ di fresco. Avvicinatici alla boscaglia, abbiamo improvvisamente notato nel cielo una specie di sigaro volante composto da tre sfere luminosissime, appiccicate una con l’altra. Siamo tornati a casa ed abbiamo preso un binocolo, poi ci siamo diretti nuovamente verso la boscaglia. In quel momento abbiamo cominciato a sentire uno strano cicalio tra i cespugli. Abbiamo pensato ad un animale e, per spaventarlo, abbiamo cominciato a lanciare delle pietre attorno a noi. Ad un certo punto, improvvisamente, ho visto sbucare qualcosa da un cespuglio. Era una testa, ma non di un essere umano, di un alieno. Aveva il viso triangolare e gli occhi a mandorla, completamente scuri. Due forellini come naso ed una fessura al posto della bocca. Quella strana faccina mi guardò e poi sparì tra i cespugli. A questo punto io ed il mio amico, terrorizzati, siamo corsi a casa ed abbiamo raccontato la storia ad amici e parenti.
CONGIURE NELLO SCACCHIERE ITALIA
"Uno di questi, un guardiacaccia, cercò di rassicurarci convincendoci che avevamo visto la coda di una volpe (cosa che effettivamente pensa l’altro testimone, peraltro più vicino alla ‘figura’, n.d.A.). Un paio di ore dopo, rassicurati, siamo tornati sul posto. In quel mentre abbiamo visto arrivare una macchina scura con quattro uomini a bordo. Quello al volante sembrava come in trance ed era illuminato da una luce che proveniva dal basso. Un altro, che si trovava nel sedile posteriore sinistro, aprì uno sportello e cominciò a guardare a terra, come se stesse cercando delle tracce. Ancora una volta ci spaventammo e preferimmo tagliare la corda. Da allora di questa storia abbiamo preferito parlarne il meno possibile...".
Autosuggestione o effettivo incontro ravvicinato con intervento militare? Non si sa. Curiosamente la zona dell’avvistamento è vicina alla base militare di La Maddalena...
"É inutile che cerchiate di ottenere ulteriori informazioni dai militari", ci ha raccontato nel 1993 il maresciallo Saverio Puleo di Imperia. "É vero che l’Aeronautica ha rilasciato dei rapporti agli ufologi, ma si tratta solo di casi studiati e ormai spiegati. State pur certi che i casi più interessanti, come un avvistamento che nel gennaio 1993 coinvolse l’Istria (liquidato dalla stampa come ‘passaggio di un meteorite’, n.d.A.) non ve li riveleranno mai..."
Il riserbo militare è tipico quando ci addentra negli ambienti della Difesa. Abbiamo intervistato un radarista di Milano- Linate (aeroporto in parte civile ed in parte militare) e ci siamo sentiti dire dal testimone, che ha preteso l'anonimato: "Sì, ci capita spesso di vedere gli UFO sul radar, ma quando chiediamo spiegazioni ai ‘vertici’, ci liquidano dicendo che si tratta di aerei di contrabbandieri. Ma questo non è possibile, perché questi oggetti volano troppo in fretta. E ci è proibito parlarne per via del segreto d'ufficio..."
Una testimonianza per certi versi simile ci è giunta dal pilota Giuseppe Mariani: "Durante il servizio militare, in missione di radioascolto, ci capitavano segnalazioni UFO da parte di colleghi. Dovevamo fare rapporto, ed il nostro racconto finiva in un registro. Ma quando in seguito chiedevamo di visionare il registro per commentarlo assieme ad altri colleghi, regolarmente scoprivamo che i rapporti erano spariti, per finire chissà dove..."
Rapporti top secret
Qui di seguito, un estratto dei più significativi avvistamenti negli stringati rapporti SIOS.
Anzio, 29.1.80. Sigaro luminoso. Questura Latina/foto.
Pomigliano, 15.9.80. Luce abbagliante a 24.000 piedi. Comandante volo AZ 167 DC9.
Martina Franca, 9.11.81. Forma cilindrica. Guardie P.S.
Varzi, 5.6.83. Forma allungata marrone. CC Voghera.
Baia Domizia, 1.2.84. Pera arancio/marrone. CC locali.
Asciano, 20.1.286. Sigaro bianco. Privati cittadini.
Volo AZ-142 DC9 Fiumicino-Linate. 3.12.87. Esplosione luminosa a sinistra del velivolo.
Genova, 17.8.88. Traccia luminosa. Privati cittadini.
Giarre, 7.3.90. Uovo grigio.
Pesaro, 28.6.90. Globulare rosso e viola. Privato (tramite CC Pesaro).
Trapani, 23.1.95. 3 oggetti di forma sferica. Militare A.M.
Catania, 82.95. Forma circolare come grossa stella. Militare A.M.
Asiago, 30.7.95. Forma sferica con fascia luminosa. Privati cittadini.
Capri, 21.8.95. 6-8 oggetti di forma sferica. Privato cittadino.
Reggio Calabria, 29.8.95. Forma romboidale.
Ferrara, 9.10.95. Forma circolare, azzurro con corona esterna rossa.
S.Giorgio Agro. Forma assimilabile giallo rosso. Privato cittadino.