LO STEALTH UTILIZZA UN MOTORE UFO?

A cura del Centro Ufologico Nazionale - Sezione di Milano

Un esperto di robotica ed ex specialista in missioni della Nasa, Bob Oechsler, si è dichiarato certo che il bombardiere invisibile Stealth sia stato costruito utilizzando le parti recuperate di un UFO.
La tesi, annunciata per la prima volta alla prestigiosa Conferenza UFO di Ozark dell'aprile '90, alla quale partecipano ogni anno esperti di grosso calibro da tutto il mondo, suona più o meno così: "Il bombardiere Stealth che si vede volare in giro", ha detto Oechsler, "ha in realtà come sistema primario di propulsione quello rimosso da un disco volante recuperato. Il progetto utilizza un impianto interno alieno di energia che è contraffatto con l'uso di 4 motori GE-F118 con una modifica denominata GE-100. C'è una nuova tecnologia oggi che è stata prelevata dai veicoli recuperati di origine e di intelligenza non umana. Il governo ha confermato, tramite alti funzionari dei servizi segreti, che questi velivoli furono recuperati". Oechsler ha spiegato che un fisico governativo, impiegato in un laboratorio segreto del Nevada, ha lavorato sulle fonti energetiche di questi velivoli abbattuti. Oechsler ha precisato che alcuni UFO precipitati sono stati recuperati dal governo. Alcuni di essi presentavano grossi fori. "Molti sono completamente funzionanti", ha detto Oechsler. "I buchi suggerirebbero che probabilmente sono stati colpiti.

Uno di questi, del quale il fisico ha osservato l'interno, aveva dei sedili molto piccoli e ciò era la prima indicazione vera che questi velivoli non erano un qualche tipo di progetto governativo segreto ma che erano di origine aliena..."(*).

IL FANTOMATICO BOB LAZAR

Ma chi è il misterioso fisico di cui parla Oechsler? Si chiama Bob Lazar e, intervistato, ha raccontato: "Ebbi un incontro del tutto casuale con il dottor Edward Teller, quando lavoravo al laboratorio nazionale di Los Alamos, nel Nuovo Messico. Dopo quel colloquio, mi raccomandò. Da anni era uno dei massimi dirigenti di un progetto nel deserto del Nuovo Messico. Era in un luogo chiamato S-4 , vicino alla Base 51, dove hanno sede molti progetti governativi top secret.
Edward Teller era il direttore del programma e credo che una persona raccomandata da lui fosse molto affidabile.
Erano i primi mesi del 1989 e io mi stavo inserendo nel progetto in questione, anche se lentamente, dato che nel frattempo il governo stava svolgendo accurate indagini sul mio conto.
Era qualcosa di diverso da tutto ciò per cui avevo lavorato fino ad allora. Da Los Alamos ebbi l'autorizzazione Q, un fatto abbastanza strano. Mi avevano detto, infatti, che c'erano ben 38 livelli sopra quello Q. A quel tempo ci voleva un ordine esecutivo per le assunzioni, un ordine che fu firmato dal presidente Ronald Reagan. Sono stato nel programma solo per poco tempo, fino all'aprile 1989, mi sembra, poi le nostre strade si sono divise. È una lunga storia. All'inizio, durante i colloqui, non è mai stato detto specificamente: "Ehi, Bob, lavoreremo assieme sui dischi volanti, sugli scafi alieni recuperati da incidenti", o cose del genere. La mia qualifica era di assistente al Senior Staff. Ufficialmente dovevamo lavorare sulle tecniche avanzate di propulsione. Naturalmente, quando iniziai ad operare, lessi i rapporti e la documentazione e mi resi conto di cosa consistesse il progetto. Dovevamo studiare l'origine dei velivoli, la razza o la tipologia degli alieni che pilotavano i dischi, quali erano il loro aspetto e la loro struttura fisica in base ai rapporti delle autopsie. Vedendo il materiale, compresi che non si trattava di un comune progetto di ricerca. Stavamo facendo un lavoro di ingegneria inversa: avevamo il mezzo, uno scafo alieno, e dovevamo capirne il funzionamento. Avevamo il prodotto finito e dovevamo scoprire la tecnica di manifattura, quali leggi fisiche lo governassero. Fu chiaro, allora, su cosa stavamo lavorando!
L'aspetto più strano era che non era mai stata detta esplicitamente una sola parola sull'argomento. Vidi il velivolo, un grande disco, un tipico disco volante. Anche in quel frangente mi costrinsi a pensare: "Beh,questa è ovviamente una nuova creazione del governo, una sorta di oggetto volante sperimentale, forse un aereo da combattimento del futuro, il che spiega tutte le pazze voci che ci sono sui dischi volanti...E noi dobbiamo provare questo apparecchio".

"Ma il momento davvero emozionante fu quando entrai nel disco e vidi l'interno del veicolo. Notai che l'equipaggiamento e i posti di guida erano estremamente piccoli, costruiti per creature nane o per bambini. Naturalmente, questi ultimi non avevano il permesso di entrare nella base. Feci questa sciocca considerazione prima di capire di che cosa si trattava. Stiamo parlando di cose strane e di una tecnologia che...non esiste! Le ricerche da eseguire sul velivolo erano state suddivise in modo minuzioso. C'era un gruppo che si occupava esclusivamente dell'equipaggiamento per la navigazione, un altro che si occupava della metallurgia del velivolo e un terzo gruppo che lavorava sulla propulsione e sul sistema di spinta del veicolo. Era quello il gruppo con cui lavoravo. Così, in breve tempo, poichè quello era il nostro unico compito, riuscii a tirare fuori un buon numero di informazioni sul funzionamento del disco volante. Naturalmente, fu quasi impossibile verificare il mio impiego laggiù. A Los Alamos hanno negato che io vi abbia mai lavorato, così come fece Kirkmeyer, il sovrintendente degli impianti, il che è veramente interessante. In seguito, sono riuscito a scovare un'agenda telefonica del laboratorio con il mio nome sopra. Certo, c'erano dei colleghi che erano pronti a testimoniare che io avevo lavorato a Los Alamos, ma l'amministrazione del centro ha voluto mantenere tutto sotto silenzio, negando perfino che io abbia mai vissuto in città, pur essendo conosciuto da molte persone, colleghi, dirigenti e amici...".

* In Arkansas Democrat 9.4.90 e UFO express 66 7.90.

**L'intervista a Bob Lazar ed uno stralcio del processo seguito, fu trasmessa dalla Klas Tv nel 1990.