Il caso degli smemorati di Kaluga, una cittadina nei dintorni di Mosca,
sembra far parte del filone del genere "mistery": ma ora la Pravda, che
anche in era post-sovietica gode di una certa autorevolezza, ne ha parlato a
lungo avanzando ipotesi quasi fantascientifiche. Il fatto è che nel giro di
pochi anni, a Kaluga, sono stati ritrovati una ventina di uomini scomparsi
da casa da qualche settimana: manager, tecnici di alto livello, ingegneri
elettronici, che vagano nei pressi della stazione in preda a una totale
amnesia. Non ricordano quasi nulla della propria vita ma continuano a
possedere altre forme di memor i a legate prevalentemente al loro lavoro.
Cosa è successo a questi smemorati, alcuni dei quali si sono ricongiunti
alla loro famiglia grazie all'interessamento di una trasmissione televisiva
simile al nostro Chi l'ha visto? Come mai alcuni di loro avevano ancora
sulle tempie segni simili a quelli lasciati da elettrodi, quelle placchette
di metallo con cui si può registrare l'attività elettrica del cervello o
somministrare shock in grado di indurre amnesia? Ed è un caso che nella
regione di Kaluga vi siano alcuni laboratori di ricerca, specializzati in
studi di farmacologia del sistema nervoso?
Il ministero degli Interni russo ha sdrammatizzato le dicerie che ormai
circolano con insistenza e ha indicato come ogni anno scompaiano in Russia
circa 77.000 persone: ma il ministero della Sanità, dopo la ricomparsa di
una decina di smemorati in pochi mesi, ha dedicato al caso un convegno
scientifico. La vicenda è in linea co n quell'alone di mistero che negli
anni Settanta circondava la sperimentazione di armi segrete nell'allora
Unione Sovietica: Andrei Tarkovsky aveva dedicato a questo argomento un
film, Stalker, carico di allusioni a persone che vagavano in una "zona"
interdetta in cui si era verificato qualcosa di inquietante, forse un
inquinamento nucleare. Ora questo qualcosa sembra prendere corpo e la Pravda
indica come gli smemorati in causa abbiano completamente perduto la memoria
autobiografica, conservando tracce di quella episodica e di quella
procedurale: per meglio spiegare la situazione basterà assimilare la memoria
autobiografica a un filmato che narra la nostra vita, quella episodica ai
singoli fotogrammi del film, quella procedurale al ricordo di alcune
procedure, in parte motorie, ad esempio il saper manipolare un computer o
eseguire una serie di abilità tecniche.
E' possibi l e cancellare la memoria autobiografica e non quella episodica?
La risposta è affermativa, se si considera quanto succede in seguito ad un
ictus che danneggi alcune specifiche parti della corteccia cerebrale, in
particolare quella temporale: numerosi casi clinici indicano come la memoria
autobiografica possa disintegrarsi mentre permangono isole di quella
episodica e di quella procedurale. In altri casi, invece, è la memoria
episodica ad essere danneggiata: nella mente di queste persone permane il
"filmato" della loro vita, non i singoli eventi. E' verosimile che gli
smemorati di Kaluga siano stati trattati con una qualche sostanza che ha
scombinato le trame della loro memoria? Che siano stati le cavie di un
esperimento per studiare nuove strategie per indurre l'amnesia, monitorata
attraverso l'uso di elettrodi? O, più verosimilmente, è credibile che
qualcuno abbia carpito una serie di segreti industriali ed abbia poi
sottoposto i malcapitati a un lavaggio del cervello per can c ellare il
ricordo del misfatto? Quest'ultima ipotesi mi pare più probabile: generare
uno stato di grave confusione è fattibile e il malcapitato può piombare per
lungo tempo in una forma di amnesia. Insomma, malgrado le smentite, la
regione di Kaluga assomiglia sempre più alla "zona" descritta da Tarkovsky:
ma in questo caso non si tratterebbe soltanto della trama di un film...