Spariti e ritrovati, senza ricordi
di ALBERTO OLIVERIO


Il caso degli smemorati di Kaluga, una cittadina nei dintorni di Mosca, sembra far parte del filone del genere "mistery": ma ora la Pravda, che anche in era post-sovietica gode di una certa autorevolezza, ne ha parlato a lungo avanzando ipotesi quasi fantascientifiche. Il fatto è che nel giro di pochi anni, a Kaluga, sono stati ritrovati una ventina di uomini scomparsi da casa da qualche settimana: manager, tecnici di alto livello, ingegneri elettronici, che vagano nei pressi della stazione in preda a una totale amnesia. Non ricordano quasi nulla della propria vita ma continuano a possedere altre forme di memor i a legate prevalentemente al loro lavoro. Cosa è successo a questi smemorati, alcuni dei quali si sono ricongiunti alla loro famiglia grazie all'interessamento di una trasmissione televisiva simile al nostro Chi l'ha visto? Come mai alcuni di loro avevano ancora sulle tempie segni simili a quelli lasciati da elettrodi, quelle placchette di metallo con cui si può registrare l'attività elettrica del cervello o somministrare shock in grado di indurre amnesia? Ed è un caso che nella regione di Kaluga vi siano alcuni laboratori di ricerca, specializzati in studi di farmacologia del sistema nervoso?
Il ministero degli Interni russo ha sdrammatizzato le dicerie che ormai circolano con insistenza e ha indicato come ogni anno scompaiano in Russia circa 77.000 persone: ma il ministero della Sanità, dopo la ricomparsa di una decina di smemorati in pochi mesi, ha dedicato al caso un convegno scientifico. La vicenda è in linea co n quell'alone di mistero che negli anni Settanta circondava la sperimentazione di armi segrete nell'allora Unione Sovietica: Andrei Tarkovsky aveva dedicato a questo argomento un film, Stalker, carico di allusioni a persone che vagavano in una "zona" interdetta in cui si era verificato qualcosa di inquietante, forse un inquinamento nucleare. Ora questo qualcosa sembra prendere corpo e la Pravda indica come gli smemorati in causa abbiano completamente perduto la memoria autobiografica, conservando tracce di quella episodica e di quella procedurale: per meglio spiegare la situazione basterà assimilare la memoria autobiografica a un filmato che narra la nostra vita, quella episodica ai singoli fotogrammi del film, quella procedurale al ricordo di alcune procedure, in parte motorie, ad esempio il saper manipolare un computer o eseguire una serie di abilità tecniche.
E' possibi l e cancellare la memoria autobiografica e non quella episodica? La risposta è affermativa, se si considera quanto succede in seguito ad un ictus che danneggi alcune specifiche parti della corteccia cerebrale, in particolare quella temporale: numerosi casi clinici indicano come la memoria autobiografica possa disintegrarsi mentre permangono isole di quella episodica e di quella procedurale. In altri casi, invece, è la memoria episodica ad essere danneggiata: nella mente di queste persone permane il "filmato" della loro vita, non i singoli eventi. E' verosimile che gli smemorati di Kaluga siano stati trattati con una qualche sostanza che ha scombinato le trame della loro memoria? Che siano stati le cavie di un esperimento per studiare nuove strategie per indurre l'amnesia, monitorata attraverso l'uso di elettrodi? O, più verosimilmente, è credibile che qualcuno abbia carpito una serie di segreti industriali ed abbia poi sottoposto i malcapitati a un lavaggio del cervello per can c ellare il ricordo del misfatto? Quest'ultima ipotesi mi pare più probabile: generare uno stato di grave confusione è fattibile e il malcapitato può piombare per lungo tempo in una forma di amnesia. Insomma, malgrado le smentite, la regione di Kaluga assomiglia sempre più alla "zona" descritta da Tarkovsky: ma in questo caso non si tratterebbe soltanto della trama di un film...

da "Il Messaggero"