MUTILAZIONI NEGLI STATI UNITI
La Commissione Martinez ed il cover up
di Alfredo Lissoni
Il primo settembre 1978 lo sceriffo della contea di La Plata, Colorado, interpellava il dottor William J. Fitzgerald, veterinario, per l'autopsia di un vitello di sei mesi, trovato morto nei pressi della fattoria Bartel. L'autopsia di Fitzgerald fu esplosiva. L'animale, che era stato dissanguato, non poteva esser stato mutilato dai predatori. Una conclusione 'ufficiale', proveniente da un personaggio autorevole, che avrebbe infastidito qualcuno in alto loco. Come Kenneth Rommel, un ex agente dell' FBI incaricato, a seguito del clamore suscitato sui giornali, di seguire il caso, in seno ad una "Commissione Martinez", nel Nuovo Messico. Nei nove mesi che seguirono l'inchiesta Rommel, inspiegabilmente, le cerco' tutte per demolire questo autorevole caso. E non riuscendoci, decise di attaccare il veterinario. Con gran gioia Rommel scopri' che il veterinario si era laureato da poco. Tanto basto'all'FBI per liquidare il caso per "incompetenza" del patologo. Due anni dopo misteriosi 'insabbiatori' avrebbero boicottato un'altra indagine medica semiufficiale. Coinvolta in questo caso la dottoressa Iona Hoepper, professoressa di scienze a Brigsdale. Diplomata in fisica, biologia e chimica a Fresno e a Memphis, la donna, il 18 settembre 1980, era rimasta intrigata da una mutilazione animale verificatasi 48 ore prima a Brigsdale, in una pastura della fattoria Roland Ball. Due giovani tori erano stati mutilati. Uno dei due era morto ormai da cinque giorni. La Hoeppner aveva raccolto parecchi campioni di pelle e di sangue, e aveva spedito il tutto al laboratorio della scuola. La sera stessa la donna aveva esaminato al microscopio, nel laboratorio scolastico, la pelle del ventre di uno dei vitelli. Poi, aveva conservato questo e altri campioni nel congelatore dell'istituto. Chiuse porte e finestre, la donna era tornata a casa. Una serie di operazioni che non dovevano essere sfuggite a qualcuno. Alle 7.30 del mattino la Hoeppner riceveva una telefonata da un impiegato della scuola, che, allarmato, l'avvertiva di aver trovato le porte del laboratorio spalancate. Molte sostanze erano state sparpagliate sul pavimento. Tutti i campioni erano scomparsi, salvo quello contenente il campione di pelle del ventre. Il giorno seguente la donna chiamo' l'ufficio dello sceriffo per sapere se era stato scoperto qualcosa sui campioni prelevati separatamente dalla polizia. Le fu risposto con reticenza che il materiale era stato spedito a Fort Collins, all'Universita' del Colorado. La donna chiamo' immediatamente l'Istituto, ma le fu risposto che i campioni non erano mai giunti a destinazione. Non paga, la donna continuo' a insistere e, rintracciato un amico che lavorava in Universita', al dipartimento di patologia, vene a sapere che i campioni erano si' arrivati, ma erano stati "scartati". Sempre piu' testarda, la donna torno' sul luogo delle mutilazioni e, dagli animali ormai in avanzato stato di decomposizione, raccolse nuovi campioni, e li ricolloco' nel laboratorio della scuola, nello stesso posto della volta precedete. E, sebbene anche questa volta porte e finestre erano state accuratamente chiuse, i campioni presero il volo la notte stessa.