Il Piccolo di Trieste
venerdì 7 febbraio 2003
Non solo a Mosca, ma anche a Trieste una serie nutrita
di "X-files": 43 avvistamenti di Ufo soltanto tra il 1950 e
il 1986
Il giorno che a San Giacomo arrivarono gli alieni
Due foto del 1972 che ritraggono un disco volante in via
dell'Istria sarebbero autentiche
Se gli Ufo esistono, come documenterebbero le prove
contenute negli archivi segreti del Kgb, l'ex servizio
segreto sovietico appena trasmesse alla stampa, sono
passati anche di qua. Astronavi aliene non soltanto sopra
Mosca, ma pure sopra Trieste. Avvenne l'8 giugno 1972 che
un velivolo circolare nero con una cupola centrale senza
oblò sorvolò la caserma dei carabinieri di via dell'Istria.
Era a un'altezza stimata di 37 metri, emetteva un ronzìo
simile a quello di una lampada al neon e un odore come di
un trasformatore elettrico. Rimase sulla verticale della
caserma, poi salì leggermente di quota, accelerò, si
diresse verso viale D'Annunzio, si arrestò, calò con
movimento a foglia morta ondeggiando, eseguì una virata di
60 gradi e si diresse verso Montebello sorvolando i tetti.
Nella sua traiettoria sorvolò quattro caserme militari
dell'Esercito e sparì verso l'alto in prossimità della
polveriera a una velocità spaventosa. Era rimasto visibile
per otto minuti.
A immortalare il giorno che a Trieste arrivarono gli
extraterrestri due fotografie scattate da un ragazzino di
11 anni, abbastanza impressionanti anche per gli scettici,
come appare dall'immagine che pubblichiamo. Paolo Cernic,
purtroppo morto alcuni anni fa, allora frequenta la VC
dell'elementare "Slataper", in via della Bastia. Esce dal
portone di via dell'Istria e, giunto in prossimità della
caserma dei carabinieri, quando sono le 12.50 di quell'8
giugno 1972 sente uno strano ronzìo e alzando lo sguardo
nota il disco volante che si sta muovendo proprio in
direzione della sua casa, in via dell'Istria 44. Allora si
mette a correre, sale in casa, si affaccia alla finestra e
vede l'astronave ad un'altezza di una quarantina di metri
proprio sopra il cortile della caserma dei carabinieri.
Paolo prende la piccola macchina fotografica che il papà
gli aveva regalato proprio pochi giorni prima e scatta le
due fotografie. Racconta il fatto al papà che non gli
crede, poi ai compagni di classe che lo prendono in giro.
Il rullino rimane dentro la macchina fotografica per un
anno finché dopo aver assistito a una proiezione del
festival del film di fantascienza a San Giusto, il ragazzo
si ricorda del suo avvistamento e convince il padre a far
sviluppare le foto. Il risultato è sconvolgente e il papà
Pietro decide di rendere pubblico l'avvistamento del figlio
che va a finire sui giornali.
Ora, a distanza di trent'anni, Michele Sisti della sezione
Ufo del Circolo culturale astrofili di Trieste ha concluso
una laboriosissima e meticolosa indagine su quelle foto
che, sebbene la fonte non sia proprio al di sopra delle
parti, escluderebbero che quell'Ufo in realtà possa essere
un fotomontaggio, un fenomeno atmosferico, un velivolo
spia, un'elaborazione al computer o altro ancora. Insomma
di vera e propria astronave extraterrestre si sarebbe
trattato.
Ma, anche se quello del '72 è l'unico incontro ravvicinato
verificatosi a Trieste (è del primo tipo, che include gli
Ufo visti a distanza ravvicinata senza effetti fisici sui
testimoni), gli "X-files" triestini sono molti. La tabella
riporta 43 casi catalogati che sono stati censiti tra il
1950 e il 1986. Per la maggior parte si tratta di luci
notturne, ma non mancano alcuni avvistamenti di dischi
durante le ore diurne. E' una "busta blu" triestina. Così è
chiamata la cartella del Kgb che contiene le segnalazioni
non di cittadini qualsiasi, ma di ufficiali dell'ex Armata
rossa. E addirittura la nuova legge finanziaria degli Stati
Uniti stanzia dei fondi "per andare a cercare gli
extraterestri".
Per riscostruire gli "X-files" triestini dall'87 a oggi, la
sezione Ufo del Circolo culturale astrofili invita a
segnalare i casi nella sede di piazza Venezia 3 (tel.040-
307959) ogni lunedì tra le 19 e le 20.30. Ma il caso
del '72 avrebbe avuto almeno altri tre testimoni: due
ragazzini e una donna. Perché non si fanno avanti? E dalla
caserma dei carabinieri è possibile che non si sia visto
nulla?
Silvio Maranzana