UFO CRASH, VERITA' O LEGGENDA?
Gli episodi di UFO-crash sollevano molti interrogativi. Innanzitutto, come e perché questi ordigni, apparentemente così sofisticati, si guastano e precipitano? E chi sono i misteriosi visitatori che ispezionano la Terra? Cosa li spinge a venire sin qua? E come è possibile un simile miracolo scientifico? A tutte queste domande non sono state date risposte soddisfacenti. L'unico atteggiamento consiste nel prendere atto dell'esistenza di un fenomeno e di una serie di eventi. Perché i dischi cadano non si sa. Ma avviene. E poiché accade, è sempre all'erta una speciale task-force americana, operante nel quadro di un progetto segreto chiamato Blue Team, incaricata di intervenire tempestivamente in tutto il mondo per il recupero pronto (e segreto) di questi ordigni, che evidentemente non sono poi così perfetti come si crede. A parte Roswell, Ubatuba e Dalnegosk, le notizie di eventi questo tipo non sempre sono affidabili. Esistono difatti sin troppe foto di dischi caduti o di alieni morti, pubblicate dalla stampa semiseria e guardate con molto sospetto dai ricercatori validi, quali gli esperti del Centro Ufologico Nazionale italiano. Queste dubbie fotografie mostrano spesso dettagliatamente interni di dischi volanti o parti anatomiche dei loro occupanti. Curiosamente, gli autori di queste straordinarie immagini sono sempre anonimi, come pure non si conoscono date e luoghi precisi degli eventi, il che impedisce qualunque serio approfondimento di casi che, al limite, potrebbero anche nascondere un fondo di verità. Esistono, ad esempio, due fotografie in parte sfuocate che mostrano dettagliatamente gli strumenti di guida di un presunto disco volante. In entrambe si notano delle leve e dei pulsanti di tipo sconosciuto. Ma dove è finito l'autore di queste foto? Altre istantanee, invece, rasentano il ridicolo. In un' immagine in circolazione si vede un disco volante schiantatosi accanto ad una montagna. In una sequenza successiva viene mostrato un dettaglio del presunto pilota, un mostro indefinibile con una zampetta di gallina come mano. In una celeberrima fotografia di un alieno carbonizzato tra le lamiere del suo velivolo, per alcuni scattata a Laredo in Texas nel 1948 e per altri ad Aztec, Nuovo Messico, nel 1950, si notano un paio di occhiali decisamente terrestri. Il che ha permesso di identificare il misterioso visitatore extraterrestre in una delle scimmiette-cavia che gli americani spedivano in orbita con i razzi Aerobee (qui evidentemente schiantatisi al suolo) all'epoca degli esperimenti spaziali. In un'altra foto ancora si vede lo scheletro di un nanerottolo alieno tenuto in mano da un certo professor Pedro Pedrahita. Secondo il giornale argentino che ha pubblicato la foto, quelle ossa sarebbero i resti di un alieno schiantatosi dalle parti di Caracas. Non male, se non assomigliassero sorprendentemente a quelle di certi feti macrocefali tipicamente terrestri....