INCONTRI RAVVICINATI NEL CORSO DELLA STORIA. LE INDAGINI DELLA CLIPEOLOGIA
A quanto risale la più antica testimonianza ufologica? Se andiamo indietro nel tempo scopriamo che l' ufologia sembra non avere in realtà una effettiva data d'inizio.
In un'antica icona di stampo medievale possiamo infatti osservare una lancia infuocata posarsi sul monte Sinai causando un incendio, dinnanzi a un esterefatto rabbino. Se ci portiamo nella ex-Jugoslavia, nel monastero ortodosso di Visoka Deçani, troviamo un affresco trecentesco che illustra la morte di Cristo sul Golgota. E, alle spalle di Cristo, due uomini che sembrano inseguirsi dentro strane astronavi.
Sebbene molte di queste opere pittoriche possano in realtà essere rilette più convenzionalmente (gli angeli in astronave di Deçani potrebbero essere due beati dentro il sole e la Luna, secondo una concezione eretica catara), i continui ritrovamenti di raffigurazioni insolite hanno generato la clipeologia. Si tratta di un settore dell'ufologia che trae il suo nome dai clipei ardentes, gli scudi infuocati descritti dallo storici latino Tito Livio nei suoi Annali Questi oggetti sfrecciavano in cielo spaventando la popolazione, che li interpretava come cattivi presagi.
Questo tipo di ricerca è stata introdotta dallo svizzero Erich Von Daeniken ed è stata portata avanti da ricercatori quali Kolosimo, Charrouz, Drake, Kazantsaev, Telarico. Le finalità sono sorprendenti: dimostrare che creature extraterrestri visitarono la Terra agli albori della civiltà umana, forse modificando l'uomo preistorico, o la scimmia, per trasformarlo in un essere intelligente. L'ala più moderata del movimento si limita a sostenere che i dischi volanti sono comparsi anche nel passato, forse per studiare la nostra evoluzione. Una delle più antiche testimonianze a favore di queste tesi ci giunge dal lontano Oriente, per bocca di Von Daeniken.
Il Bayan Kara Ula è una regione montagnosa fra Tibet e Cina. In quel luogo, nel lontano 1938, l'archeologo cinese Chi Pu Ti scoprì in una caverna una fila di tombe contenenti piccolo scheletri dagli enormi crani, accanto ai quali si trovavano circa 700 dischi di granito, larghi mezzo metro e finemente decorati da geroglifici. La traduzione di tali incisioni, a opera del professor Tsum Um Nui, sarebbe stata sorprendente. Vi si narrava di strani esseri scesi 12.000 anni addietro sulla Terra e ferocemente attaccati dai primitivi. Era la cronaca di un remoto incontro ravvicinato?
Per sostenere le sue tesi, Von Daeniken asserisce che il tema del dio sceso dal cielo per contattare e ammaestrare i primitivi è comune nel mondo. Lo si trova continuamente nei testi epico-religiosi, talvolta affiancato da inquietanti immagini.
In altre parole, i misteriosi dei altro non sarebbero che potentissimi extraterrestri a bordo di navi intergalattiche.
A sostegno della sua tesi, il ricercatore svizzero accosta i dischi tibetani a quello impugnato da una mistriosa divinità bifronte raffigurata in un'incisione millenaria nella grotta di Fergana, in Russia. Fatta conoscere dal dott. Wjaceslav Salzev, la pittura ruprestre mostra il dio con una sorta di casco e un guanto. In mano un disco coperto da una serie di tratti simili all'alfabeto Morse; alle sue spalle, il disegno più inquietante. Chiarissimo, un disco volante in volo e, a terra, un omino con tre occhi, un casco con antenne e una pistola in mano. Se questa pittura dovesse risultare autentica, sarebbe la prova definitiva del passaggio di un extraterrestre nella preistoria!
Von Daeniken propone un'incisione vecchia di 7000 anni, provieniente dalla baia delle Fiamme Enigmatiche, in Giappone, che riproduce perfettamente un razzo con alettoni in volo. La configurazione del veivolo sembrerebbe dimostrare che le civiltà interplanetarie hanno seguito la nostra stessa evoluzione tecnologica. Ma cosa vogliono, e volevano, questi inafferrabili dei? Se seguiamo le tradizioni antiche, essi sarebbero giunti sino a noi per dirozzarci.
Per gratitudine, gli indigeni avrebbero custodito l'immagine di questi esseri divinizzandoli.
Anche in epoche storiche maggiormente documentate non mancano episodi sorprendenti che hanno caratteristiche decisamente ufologiche.
Il primo gennaio 1254 la popolazione e le monache dell'Abbazia si Soun Alban furono terrorizzate da un diluvio di stelle accompagnato dalle strane evoluzioni di una gigantesca sfera fumante, come è dato vedere in una miniatura di Mathieu de Parid nell'Historia Anglorum. Per inciso il 4 novembre 1967 due globi analoghi, che scaricavano elettricità, passarono sopra Amburgo e altre città del nord-est tedesco.
Sigari, cappelli da prete e globi alati sarebbero comparsi nei secoli a venire.
In un arazzo in lana e seta del 1303, presso la basilica di Notre-Dame de Beaume si nota un UFO a cappello da prete, nero, in volo sulla città, alle spalle di tre nobildonne.
Un altro episodio insolito in un contesto non solo sacro ma quotidiano compare nella Bibbia Urbinate del XV secolo (Museo Vaticano, Roma). Una parte del disegno, che dà il titolo all'opera, riguarda la contemplazione di S. Geremia. Sulla destra, un nobile con guardia armata nota in cielo un oggetto infuocato con una sorta di bastone sovrastante.
Benvenuto Cellini, nel LXXXIV capitolo della sua autobiografia, scrive: "Arrivati che fummo in un certo punto di rialto, era già di fatto notte, guardammo in verso Firenze, tutti e due d'accordo movemmo gran voce di meraviglia, dicendo: O Dio del cielo, che gran cosa è quella che si vede sopra Firenze?' Questo si era com'un gran trave di foco, il quale scintillava e rendeva un grandissimo splendore". Una analoga trave di fuoco fu scorta durante il regno di Enrico IV, il 19,29 e 21 febbraio 1466, come è molto ben documentato e illustrato nel Notabilia Temporum di Angelo de Tummulillis.
Un secolo dopo un razzo viene immortalato in un medaglione facente parte della tintura di Charles Le Brun, primo pittore di re Luigi XIV. L'oggetto fa parte della collezione 'gallerie des Gobelins' nel Palazzo dei Conti di Fiandra e mostra un oggetto simile a un proiettile che vola in cielo lasciando una scia luminosa. Una scritta in latino sopra l'oggetto dice Splendet et ascendit, ovvero splende e sale.
Molte di queste testimonianze pittoriche sono venute alla luce grazie all'opera infaticabile di Umberto Telarico, un ricercatore napoletano interessatissimo alla clipeologia. L'arte sacra medievale e rinascimentale non conserva per noi memorie soltanto iconografiche dell'incontro con le macchine celesti. Leggendo il VII capitolo della Historia Ecclesiastica Gentis Anglorum del venerabile Beda (672-735 d.C.) scopriamo che, una notte del 664, alcune monache stavano pregando nel cimitero del convento di Barkong, vicino al Tamigi, quando una gran luce scese dal cielo e le investì, puntando sul monastero. Indi si allontanarono nello spazio profondo. Le suore raccontarono che la luce era talmente forte che avrebbe persino offuscato il sole del mezzogiorno. Il mattino seguente, alcuni giovani della chiesa dichiararono che i raggi di luce erano penetrati abbaglianti attraverso le fessure di porte e finestre. Questi strani bagliori sembrerebbero una costante nella casistica del passato.
San Gregorio di Tours nell Historia Francorum, racconta di un globo luminoso sul territorio francese nel 583, mentre nelle Cronache Anglosassoni si dice che "potenti apparvero nell'anno 793 sulla Northumbria, spaventando gli abitanti, bagliori eccezionali simili a lampi, e si videro dragoni rossi volare nell'aria".
"Nell'anno 796 piccoli globi volteggianti attorno al Sole furono visti in varie parti dell'Inghilterra", riporta il benedettino Roger di Wendover nel Flores Histoeriarum.
Eginardo, biografo di Carlo Magno, al XXXII capitolo della Vita Karoli ricorda un globo discendente sulla via d'Aquisgrana (Aschen), luminosissimo, con un bagliore tale da far imbizzarrire il cavallo del monarca che cadde ferendosi gravemente.
"In verità, questa strage fu preceduta da terribili visioni di cose nell'aria: durante la notte esse ardevano come pallidi fuochi o brillavano come il rosso del sangue", è scritto nel Ludovici Pii Vita, circa un cruento scontro verificatosi nell'827 durante la spedizione in Spagna di re Pipino. Apparentemente questi dischi seguivano con grande interesse le battaglie del passato ... Questo è almeno ciò che la logica suggerisce. Ma veniamo a una cronaca veramente insolita. A raccontarla è il celebre matematico Gerolamo Cardano, occultista e fisico, che sosteneva di aver più volte sentito raccontare dal padre Fazio questa strana storia: "14 agosto 1491. Quando ebbi terminato i riti abituali, all'incirca alla ventesima ora del giorno, esattamente sette uomini mi apparvero, vestiti di abiti serici, che somigliavano alle toghe dei Greci, e che portavano anche dei calzari splendenti. Le vesti che indossavano sotto il pettorale brillante e rosso sembravano tessute di scarlatto ed erano di straordinaria bellezza.
"Tuttavia non erano vestiti tutti in tal guisa, ma solo due, che sembravano appartenere a un rango più nobile degli altri. Il più alto, dal colorito rubicondo, era accompagnato da due compagni, e il secondo, dal colorito più chiaro e più piccolo di statura, da tre compagni. Cosi in tutto erano sette."
Fazio Cardano precisava che i sette potevano avere tra i 30 e i 40 anni, portati bene.
Quando chiese loro chi fossero, questi dissero d'essere uomini fatti d'aria e soggetti alla nascita e alla morte.
"Comunque, la loro vita era più lunga della nostra e potevano campare sino a trecento anni. Interrogati sull'immortalità della nostra anima, affermarono che nulla sopravvive dell'individuo, che sia personale.
Quando mio padre domandò perchè non avessero rivelato agli altri uomini luoghi ove si trovavano i tesori, risposero che ciò era loro vietato in virtù di una legge speciale che condannava alle più pesanti ammende colui che avesse comunicato quelle informazioni agli uomini. Essi restarono con mio padre per più di tre ore. Ma quando egli pose la questione della causa dell'universo, non si trovarono d'accordo. Il più alto rifiutava di ammettere che Dio avesse creato il mondo eterno. Al contrario, l'altro soggiunse che Dio avesse creato poco a poco , di modo che, se avesse smesso di farlo, non fosse che per un attimo il mondo sarebbe perito...Che sia realtà o favola questo è quanto".
Duecento anni dopo, il 15 agosto 1663, una gigantesca palla infuocata avrebbe terrorizzato gli abitanti di Roboziero, un villaggio russo. All'epoca molte persone si trovavano in chiesa, essendo Sabato, allorchè si udì un gran fracasso in cielo. Numerosi fedeli corsero in piazza giusto in tempo per vedere una gran palla di fuoco, giunta dal più limpido dei cieli senza nubi. Essa misurava 45 metri da un'estremità all'altra e davanti presentava due raggi ardenti, come due antenne. Scomparve nel lago, forse inabissandosi. Ma ecco che non più di un'ora dopo la sfera ricompariva, effettuando strane manovre sul lago e ustionando alcuni pescatori, troppo vicini all'insolito oggetto. Un fulmine globulare? No, secondo il documento da cui è stata estratta questa vicenda, la sfera era sin troppo solida.
"Le acque del lago, " riferiva il testo, "sono state rischiarate fino alla loro massima profondità di nove metri e i pesci si sono riparati verso le rive. L'acqua sembrava coperta di ruggine sotto la luce rossastra..."
E c'era di più. La sfera di Roboziero, non dimentichiamolo, era munita di due raggi simili ad antenne. Ebbene, curiosamente, se ci portiamo a Montalcino, un paese in provincia di Siena, troviamo una chiesa in cui è conservato un singolare dipinto.
Si tratta di un'opera del Seicento di Bonaventura Salimbeni che, raffigura la Trinità.
Nel quadro, iniziato nel 1595 e terminato nel 1602, appaiono il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo attorno a una misteriosa sfera metallica munita di due antenne. La sfera è sospesa sulle nubi, impugnata per le antenne dal Padre e dal Figlio. É molto grande, liscia e lucente e sembra munita di un oblò.
Si tratta della raffigurazione di un oggetto tecnologico? Di questo sono convinti molti ufologi. Tuttavia nel 1995 un team di studiosi di clipeologia composto da Amos Migliavacca, Samuele Ghilardi ed Elenio Salmistraro si è recato a Montalcino per esaminare da vicino l'opera del Salimbeni.
"Nell'affresco - dichiara Migliavacca - appare effettivamente la Santa Trinità accanto ad una misteriosa sfera con due antenne che ricorda molto il satellite Vanguard o lo Sputnik messo in orbita dai sovietici nel 1957.
"Sullo Sputnik di Montalcino sono stati versati fiumi di inchiostro. Peccato che nessuno si sia mai preso la briga di andare a controllare. La sfera spaziale, che noi abbiamo fotografato con obiettivi particolarmente potenti, non è altro che un piccolo planisfero. Per evitare errori di questo tipo occorrerebbe sempre controllare le fonti...".
Nonostante i dubbi sulla sfera di Montalcino esistono molti altri dipinti del periodo rinascimentale in cui sono raffigurati oggetti in un certo senso fuori posto...
Lasciandoci alle spalle il periodo rinascimentale giungiamo alle sorprendenti ondate ufologiche del 1897 che si manifestarono prevalentemente in America.
Il 18 aprile un oggetto luminoso sembrava seguire la ferrovia vicino a Cedar Rapidis. Il giorno dopo decine di persone nel Missouri, nel Wisnonsin e nell'Illinois scorgevano un curioso sigaro volante. L'11 aprile un oggetto di forma confusa, indefinita e dal rumore stridente sorvolava Appleton, Wisconsin. Pochi giorni dopo un agricoltore del posto trovava, nel suo terreno, una sbarra metallica e una lettera con uno strano messaggio: "Il problema della navigazione aerea è stato risolto. Siamo stati in grado di toccare la velocità di 240 Km/h e un'altitudine di 750 metri". I misteriosi piloti accennavano anche a una sommaria descrizione del motore e dell'energia utilizzata per volare, il vapore.
Evidentemente qualcuno era riuscito a realizzare una macchina volante molto prima dei fratelli Wright! O forse no. Forse lo scopo del contadino era quello di raccontare una frottola, per ottenere un po' di notorietà a buon mercato. Tuttavia il giorno seguente, il 12 aprile, nelle prime ore del pomeriggio, gli abitanti di Nilwood, Illinois, vedevano atterrare una grossa macchina.
E quando alcuni testimoni cercarono di avvicinarsi all'oggetto, il misterioso veivolo era decollò velocemente, sparendo lentamente in cielo.
Quello stesso giorno, alle ore 18, un altro apparecchio, o lo stesso, atterrò vicino a Green Ridge. Un testimone affermò di aver visto "un umanoide lasciare l'apparecchio per effettuare delle riparazioni ... ".
Durane la notte a Kalamazoo alcuni testimoni osservarono un oggetto luminoso che attraversava il cielo. Pochi istanti dopo venne udito un botto terribile. La mattina seguente, nei campi della zona, furono trovati un certo numero di rottami sparsi, tra cui una bobina di filo metallico.
Il 14 aprile a Gas, nell'Indiana, sei umanoidi scesero dal loro apparecchio. Sembravano effettuare dei rilevamenti. Quando gli abitanti cercarono di prendere contatto, i sei rientrarono velocemente nell'aeronave, che scomparve in cielo "con la rapidità del fulmine e con un secco rumore".
Prestazioni troppo insolite per un qualsiasi pallone o dirigibile.
Il 15 aprile nella città di Olivest, Sud Dakota, luci rosse a grande altezza sorvolarono il centro abitato, mentre a Linn Grove, Iowa, due umanoidi dai lunghi capelli scappavano, sfuggendo dagli sguardi indiscreti dei curiosi, rientrando in un UFO dotato di "quattro ali giganti".
A 580 Chilometri da Shelby, alcuni agricoltori di Sprignfield, Missouri, si imbatterono invece negli "occupanti di una macchina bizzarra". Senza paura il gruppo iniziò una conversazione con i misteriosi visitatori, che rivelavano loro che la macchina volante poteva toccare la velocità di 300 chilometri orari. Una velocità impensabile per quell'epoca ...
Il 22 aprile John M. Barclay di Rockland, verso le ore 23, sentì il cane abbaiare furiosamente e guaire allo stesso tempo.
Corso fuori di casa, l'uomo notava in cielo "un oggetto di forma strana, oblunga, con delle ali e dei congegni di dimensioni e forme svariate. Brillavano delle luci che sembrava risplendessero assai più delle lampade elettriche". L'UFO ronzò un po' sopra la casa, poi atterrò. Ne uscì un uomo perfettamente normale, che si avvicinò a Barclay per chiedere olio, un tagliolo a freddo e un po' di solfato di rame ...
Nella stessa giornata Frank Nichols veniva avvicinato da due uomini che portavano dei secchi e che gli chiesero il permesso di attingere acqua dal pozzo.
Nichols aveva notato sul proprio campo una strana macchina, rovinata in un punto, dove un fiotto di luci brillanti sembravano zampillare. Era notte fonda e l'agricoltore era stato svegliato da un sibilo fortissimo. Uscito sulla veranda, era stato avvicinato da due misteriosi visitatori. Poichè aveva letto dell'apparizione della strana macchina in cielo, sui giornali, non aveva affatto paura, ma anzi si riteneva uno dei fortunati testimoni.
Avvicinatosi all'aeronave, notò sei od otto uomini. La macchina era tanto complicata che Nichols non ebbe modo di afferrarne il funzionamento. Uno degli uomini dell'equipaggio disse al contadino che il problema della navigazione aerea era stato risolto. Il veicolo sarebbe stato costruito con una materia di recente scoperta, in grado di sostenersi da sola nell'aria.
La potenza del motore veniva fornita da elettricità fortemente condensata. I piloti affermarono che una società dello Iowa si era già dimostrata interessata a quel prototipo. In realtà nulla di tutto ciò si verificò. Anzi, circolò al notizia che la misteriosa nave aerea, dopo aver sorvolato Chicago e altre città era esplosa.
Eppure, dal mese di maggio al mese di dicembre 1897 numerosi apparecchi dalle più svariate forme sorvolarono gli Stati Uniti.
Cupole, sigari, sfere, navi e palloni furono visti evoluire in cielo. Il 17 luglio un "pallone" compariva in Svezia, mentre il 13 agosto una "nave volante" attraversava il Canada. Persino in Russia, il 17 settembre, un ordigno veniva scorto ad Antsiferona, in Siberia.
Di che cosa si trattava? Impossibile pensare a un semplice dirigibile, nonostante talune testimonianze. Eppure, i misteriosi piloti erano perfettamente umani. Parlavano inglese e si facevano comprendere benissimo.
Ma mentivano spudoratamente.
Non esisteva difatti nessuna sostanza superleggera di recente invenzione e il motore elettrico, come pure le fantomatiche navi dello Iowa realizzate da una società americana erano soltanto frutto di fantasia.
Cosa dedurne?
Così si è espresso Michel Bougard, un ufologo che ha avuto modo di studiare molto da vicino le testimonianze d'epoca.
"La prima cosa che colpisce è la coerenza delle testimonianze di persone isolate le une dalle altre, senza alcun possibile contatto tra loro. Ne balza fuori un'immagine assai precisa delle macchine che per mesi hanno sorvolato quelle regioni degli USA: un immenso apparecchio a forma di sigaro con una struttura sottostante, verosimilmente la cabina di pilotaggio.
Quel tipo di apparecchio è dotato di luci, spesso di colori diversi, e talvolta di un sistema di ruote la cui funzione non è ben chiara. Gli occupanti di quelle macchine sono identici a noi e le loro conversazioni con alcuni testimoni privilegiati sono di una banalità sconcertante.
In questi termini, la descrizione non può essere che quella di un dirigibile e tutto porta a credere che apparentemente sia l'unica spiegazione. Sfortunatamente nessun dirigibile è in grado di fornire le prestazioni registrate in occasione delle evoluzioni di quegli UFO. É assurdo pensare che, all'alba del XX secolo, influenti cittadini delle città sorvolate non siano in grado di riconoscere un dirigibile, anche se a quell'epoca erano ancora rarissimi.
Non è possibile essere categorici, perchè troppi sono gli elementi che mancano, ma un fatto è innegabile: gli apparecchi osservati nel cielo degli Stati Uniti nel 1896 e nel 1897 avevano alcune caratteristiche che nessun apparecchio terrestre possedeva in quell'epoca. Non poteva trattarsi di dirigibili, quindi..."
Forse le misteriose apparizioni andavano messe in relazione con un altro fatto inspiegabile, l'improvvisa caduta di un oggetto circolare, una macchina volante nella cittadina di Aurora, nel Texas.
Gli abitanti avevano trovato all'interno delle lamiere contorte il cadavere di un esserino alto come un bambino di nove anni, inguainato in una tuta stretta e dall'aspetto di vecchio. Non sapendo bene come spiegare il fenomeno, i cittadini di Aurora avevano pensato bene di dormirci sopra, dopo aver dato a quelle misere spoglie "una cristiana sepoltura".
Un caso analogo si sarebbe ripetuto qualche anno dopo, nel maggio del 1913, presso una fattoria di Famresville, Texas.
Tre fratelli, Silbie e Clyde Latham, attirati dal furioso abbaiare dei cani, corsero verso la palizzata del proprio campo di cotone, giusto in tempo per scorgere un essere verde scuro, alto cinquanta centimetri, con una tuta aderente e una sorta di cappello. Il Lillipuziano (così i tre lo battezzarono) era riverso a terra, probabilmente morto, con lo sguardo rivolto a nord. Prima che potessero avvicinarsi, i due cani, Bob e Fox, si avventarono sull'essere e lo fecero a brani.
"Noi siamo soltanto dei contadini e non sapevamo che pesci pigliare", dichiarerà Silbie ai responsabili del Museo di Scienza di Fort Worth. "Cosa vuole, siamo teste di rapa". Quando, il giorno dopo, i tre ragazzi erano tornati sul posto, dell'extraterrestre non era rimasta più alcuna traccia ...
Altri nanerottoli si erano resi responsabili del rapimento di una casalinga finlandese, Anni Lattu, nei primi mesi del 1917.
La donna abitante a Jyrinvaara, Nella Carella, sarebbe stata costretta a entrare in una strana macchina discoidale volante, dentro la quale si trovavano parecchi nanerottoli che sembravano muoversi molto velocemente. La donna raccontò di essere stata rapita dai diavoli e, comprensibilmente, venne presa per matta ...