GLI UFO E GLI SCETTICI
Gentile webmaster, nel frugare in archivio trovo un articolo da una rivista; è del 9 ottobre 1987; la rivista cattolica per le famiglie Alba ha dedicato agli UFO ben quattro pagine, firmate dall'ora scettico (ma un tempo credente, scriveva per Kolosimo) giornalista scientifico Piero Bianucci che, pur citando ufologi scettici (Il CISU) ed astronomi altrettanto chiusi (la Hack e Ferreri), non poteva non ammettere, nel sommario dell'articolo, che circa gli UFO "qualche caso dubbio c'era e gli scienziati cominciavano ad occuparsene" (in seguito avrebbe assunto posizioni assai meno concilianti; ricordo la posizione oltranzista ad un Tg3 ufologico del 2001 con il CUN). Il bello è che il pezzo era principalmente incentrato sul lavoro di ufologi: il CUFOC di Ispra di Marcel Delaval. E' stato quest'ultimo a conferire all'articolo la giusta concretezza e serietà scientifiche. Il CISU portava statistiche.
Risponde Alfredo Lissoni
Presumo che il Tg al quale si riferisce fosse quello al quale partecipai io. Per inciso, va detto che quella trasmissione venne realizzata alla vigilia di una spedizione per Hessdalen. Sapendolo (il giornalista mi aveva mostrato in anteprima i filmati che sarebbero stati trasmessi, dal pezzo su Hessdalen all'intervista umoristica a Lino Banfi sino ad un canzonatorio servizio sui Roswell fans), e non volendo in alcun modo danneggiare la ricerca ad Hessdalen, che finalmente ha attirato sui fenomeni non identificati l'attenzione della scienza (in tempi recenti, con positive recensioni su Quark, La Macchina del tempo, Coelum ecc...) preferii "volare basso"; la qual cosa ha forse un po' spiazzato Bianucci, un tempo articolista niente meno che... per Peter Kolosimo; ricordo il suo sguardo nervoso (lui era in diretta da Torino e io ne vedevo il viso su un maxischermo; io invece ero in studio a Milano, con il dott. Di Bella, il giornalista che firmò il servizio). Bianucci ebbe, peraltro non a torto, parole critiche sull'ufologia. Di cio' è in parte colpa degli scettici a tutti i costi, che, pur avendo diritto alle proprie opinioni, non vogliono vedere oltre il proprio
naso e spesso parlano solo per partito preso; ma è anche colpa di certi ambienti ufologici, che evidentemente non hanno saputo fornire o valorizzare le molte prove che esistono sulla concretezza del fenomeno UFO. Perché, ahimè, il peso sulla prova grava su di noi. Ma forse non sempre sappiamo come mostrare queste prove. C'è anche da dire che, con la cronica mancanza di fondi, è ben difficile produrre dei lavori che siano accettabili dalla scienza ufficiale, che ha dei propri parametri. Ad Hessdalen, ad esempio, gli scienziati hanno avuto dalla loro tre vantaggi: la preparazione tecnico-scientifica, i fondi, i mezzi (cioè gli strumenti per rilevare i fenomeni). Non tutte le luci di Hessdalen possono trovare una spiegazione "esotica"; anzi, una fetta considerevole dei fenomeni manifestati sono spiegabili probabilmente come plasmi energetici. Le luci di Hessdalen, forse, saranno presto derubricate dalla casistica ufologica; ma ciò che importa, oltre all'aver fatto luce su un mistero (grazie all'impeccabile lavoro del dott. Massimo Teodorani ed altri), è l'episodio in sé; esso dimostra che con mezzi, fondi e competenza i fenomeni anomali possono essere studiati e compresi. Quando questi tre fattori saranno a disposizione dell'establishment ufologico, anche i dischi volanti troveranno forse una spiegazione? Per ora, colpa del cover up governativo e di tutta una serie di fattori collaterali (non ultimo lo scetticismo apriorista), sono ben pochi i lavori condotti coi sacri crismi, dallo studio Sturrock al Cometa, dai quaderni del Sepra agli studi di H. Haselhoff sui crops.
Saluti
Alfredo Lissoni