BUFALE CONTATTISTICHE: UMMO

Il lettore Roberto ci ha chiesto cosa ne pensiamo di alcuni casi contattistici, da Diaz alle lettere di Ummo. Proponiamo un pezzo apparso sulla webzine La Rete n. 170, sempre attuale.

"I credenti dell'affare Ummo (presenza di alieni nordici sulla Terra sin dagli anni Cinquanta, con tanto di scambio epistolare di lettere aliene contenenti informazioni su questa presunta civilta') avranno una brutta sorpresa. Le cosiddette informazioni tecnologiche ummite erano conosciute su questo pianeta sin dal 1967! Non e' una novita', e gia' diversi ricercatori stranieri avevano da tempo sottolineato che il contenuto dei messaggi ummiti a sfondo tecnologico, che dal 1967 in poi arrivarono sotto forma di missiva a diversi ufologi e contattisti europei, non avessero nulla di eccezionale, e qualche anno fa il ricercatore spagnolo Javier Sierra aveva anche identificato nel parapsicologo scettico Jordan Pena il mittente delle lettere di pretesa matrice extraterrestre; cio' nonostante, la credibilita' dell'affare Ummo aveva sempre avuto un punto di forza nelle dichiarazioni dell'astronomo francese Jean Pierre Petit, che sostenuto di avere studiato le informazioni scientifiche contenute in questi messaggi e di averne ricavato utili indicazioni per la sua teoria della magnetoidrodinamica (MHD), che spiegherebbe come funziona un UFO. Petit aveva scritto al riguardo anche un libro, 'Inchiesta su degli extraterrestri che sono fra noi' (Laffont). Sapevamo in realta' che la teoria della MHD era gia' stata studiata da diversi ricercatori prima ancora dell'affare Ummo (Stanton Friedman in testa), ma il fatto di avere ritrovato un volume che ne parla spazza via tutte le polemiche. Chi scrive ha difatti recuperato un vecchio libro del professor Giuseppe Arcidiacono dell'universita' di Roma (membro dei Lincei per le scienze matematiche), intitolato 'Universo e relativita' e pubblicato dalla casa editrice Massimo di Milano nel gennaio del 1967 (e dunque scritto almeno qualche mese prima). Nel volume il professore illustra diverse teorie, compresa quella della MHD. Poiche' l'affare Ummo 'esplode' nel giugno del 1967 - anno in cui i sedicenti abitanti di un mondo orbitante attorno a Wolf 414 decidono di inviare agli ufologi spagnoli i primi messaggi - e poiche' il punto di forza di queste comunicazioni sono i concetti scientifici, teoria della MHD in testa, il fatto di provare che tale teoria fosse anteriore all'affare Ummo dimostra come i mistificatori abbiano attinto a letteratura scientifica gia' nota in quegli anni. Con cio' chi scrive non vuole liquidare in toto l'affare Ummo, il cui dossier assomma diverse migliaia di pagine; ma ancora una volta la pressocche' totale mancanza di criticita' - e di serieta' scientifica - degli ummologi non fa che confondere le acque.
Se dunque una forte ombra viene gettata su quello che rappresento', dopo Adamski, uno dei casi di contattismo piu' eclatanti (ma per certi versi poco conosciuto, visto il carattere elitario e quasi iniziatico dei centri ummologici, che occultano tutta la documentazione, temendo di perdere questo preteso contatto alieno -invero oltremodo dubbio-), su altri fronti la situazione non e' parimenti piu' rosea. Pubblichiamo, nella versione ipertestuale di questa E-zine, una vecchia foto di Meier (tratta dall'inglese UFO Times) che, analizzata al computer dalla Ground Saucer Watch mostra un bel filo; ed una foto scattata a Falun in Norvegia il 10 gennaio 1985, molto simile agli UFO di Carlos Diaz. Di quest'ultimo vale la pena dire che nel 1993 la sezione milanese del CUN pote' analizzare in anteprima alcuni suoi filmati.
Le conclusioni furono assai differenti da quelle proposte dal professor Malanga al congresso di Pescara del '97, che cioe' non si poteva dire che fossero false perche' non era stato trovato il trucco. Il CUN Milano rinvenne difatti in un filmato, il piu' celebre, la traccia evidente della presenza di un foglio 'di lucido' (trasparente) dinnanzi all'obiettivo. Chiaramente Diaz aveva appiccicato su un lucido il preteso UFO e poi lo aveva filmato all'aperto, per dargli uno sfondo coerente. Le indagini videro la collaborazione dell'esperto di astronomia Daniele Baretton, dell'informatico Samuele Ghilardi, degli esperti elettronici Franco Monte ed Elenio Salmistraro, di Marco Fornari. Il verdetto sul filmato fu negativo e siccome all'epoca Diaz era sconosciuto in Italia, fu ritenuto inutile dare una pubblicita' immeritata alla vicenda. Quando nel '97 chi scrive udi' le conclusioni cui era giunto Malanga, ritenendo che le analisi di quest'ultimo fossero state strumentalmente piu' sofisticate (lui operava su degli originali, noi su delle copie di terza generazione), penso' di avere sbagliato e se ne resto' zitto; ma ora che ho appreso che anche un altro ricercatore CUN ha evidenziato, nella foto dell'UFO che si staglia accanto ad una palma, traccia di una doppia esposizione, l'analisi preliminare del CUN Milano merita nuova attenzione".