"UFO – I DOSSIER DEL VATICANO – I documenti segreti custoditi negli archivi vaticani " di Alfredo Lissoni – M.I.R. Edizioni
Di Stefano Panizza.
Libro di
ottima fattura e molto ben documentato, come è da sempre nello stile di Alfredo
Lissoni.
Un lavoro certosino, realizzato setacciando accuratamente biblioteche, archivi ecclesiastici, superando diffidenze e censure, ma che gli ha permesso di riscoprire una notevole mole di documenti dimenticati e ricoperti dalla polvere dei secoli.
Per l'autore, da anni affermato scrittore e pubblicista, tutto quanto stiamo osservando di strano ed inquietante in campo ufologico, e più in generale nel mondo dei misteri, non è una prerogativa del mondo moderno.
Strani oggetti volanti furono osservati, infatti, fin dall'antichità ed in ogni luogo.
Apparizioni che inquietavano e spaventavano; spesso le campane delle chiese scampanellavano frenetiche per allarmare gli abitanti del borgo; la gente, allora, in preda al panico, cadeva in ginocchio per scongiurare qualche sciagura che riteneva imminente. I più coraggiosi, al contrario, le prendevano a cannonate….
Secondo Lissoni le manifestazioni, così come gli antichi autori ce le hanno tramandate e considerando le fonti autorevoli, sono troppo complesse e variegate per essere liquidate come semplici fantasie, deviazioni di coscienze alterate, o fenomeni naturali non riconosciuti come tali.
Si racconta, infatti, di luci, o addirittura corpi dall'apparenza solida, che compiono in cielo movimenti rapidi ed irregolari, oppure traiettorie impossibili che sfidano la forza di gravità, magari provocando pericolose ustioni agli inconsapevoli testimoni.
Per non parlare di quegli oggetti, sospesi nell'aria, dai quali fuoriescono altri corpuscoli, ma più piccoli; come non pensare, allora, alle moderne testimonianze, di matrice ufologica, che parlano di astronavi madri e delle loro agili navicelle da ricognizione?
Ma le stranezze, naturalmente, si manifestavano anche sulla terra, al suolo, vicino alla gente.
E qui, credo, cominciano le sorprese.
Tantissimi uomini, e donne, hanno raccontato, non certamente serenamente ma con il cuore carico di angoscia, di incontri, come diremmo noi oggi del III° e IV° tipo, con esseri non umani ma, ed è fondamentale sottolinearlo, considerati in carne ed ossa.
Queste creature, spesso descritte come i moderni "grigi", piccole, esili e macrocefale, arrivavano con le loro "navi del demonio" , provocando spesso effetti fisici sul terreno , e causando, nei malcapitati testimoni, paralisi, amnesie magari dopo aver fatto far loro un bel volo panoramico sopra le terre abitate.
Ma questi terribili diavoletti non si accontentavano.
Usavano raggi luminosi, si accoppiavano con le donne terrestri, gli rubavano i feti per poi mostraglieli in un secondo tempo (la moderna "ripresentazione del feto"?), sottraevano lo sperma o il sangue agli uomini, lasciando a tutti un piccolo segno sulla pelle, il cosiddetto "marchio del demonio" (cicatrici da impianto?).
Ai poveri umani non rimaneva altro che mettersi in ginocchio e pregare fervidamente. Anche in questo caso, però, come non ricordare che, secondo alcuni studiosi, per sventare un rapimento da parte di alieni, basta estraniarsi mentalmente da quanto sta accadendo e concentrare i propri pensieri altrove?
Se però anche una pia devozione religiosa si fosse dimostrata inefficace, allora, si dovevano rassegnare, loro malgrado, a vedere la propria anima rapita e, cosa sorprendente, racchiusa in un contenitore di vetro!
Ma oggi, dove sembra che gli alieni conservino gli ibridi umano-extraterrestri che riescono ad ottenere? Ma in teche di vetro, naturalmente!
E le similitudini potrebbero continuare parlando di danni alle messi, di bambagia silicea, di bruciature nell'erba, di mutilazioni animali, eccetera.
Ciò che l'autore ci vuol comunicare, in altre parole, è che certe manifestazioni, incomprensibili, hanno accompagnato l'Uomo fin dagli albori e, anche per questo, meritano di essere studiate attentamente.
In altre parole, come direbbero i latini: "Nil sub solem novum" e cioè "Nulla di nuovo sotto il sole".
Sicuramente, però, molti accadimenti sono misteriosi solo ad una analisi superficiale.
Prendiamo, ad esempio, quelle strane rappresentazioni, dalla famigliare forma discoidale, che troviamo in diversi quadri medioevali e rinascimentali.
Purtroppo per molti studiosi, poco preparati ed a volte disonesti, si tratta di vere anomalie unicamente perché le isolano dal loro contesto storico-artistico.
Il nostro "disco volante" ante litteram potrebbe, in molti casi, essere un semplice cappello cardinalizio in posizione di volo perché l'autore ha voluto simboleggiare l'allontanamento dei prelati, per la loro condotta sciagurata, dal vero messaggio di Dio.
A quei tempi, infatti, per non incorrere nelle ire dell'Inquisizione, perché certe cose non le si potevano dire chiaramente, si faceva molto uso del simbolismo.
Il libro prosegue, poi, e si conclude, con un'ampia disamina del pensiero, ufficiale e non, della Chiesa sulle tematiche della vita extraterreste e sulla questione "ufo" in particolare.
Secondo Lissoni sono viste da Essa, salvo qualche eccezione che da una lettura satanica alle manifestazioni ufologiche, non solo non in contrasto con la dottrina di Roma ma, anzi, come motivo di arricchimento della fede religiosa.
In conclusione, credo, ci troviamo di fronte ad un libro che non dovrebbe mancare assolutamente nella biblioteca di uno studioso "fortiano" perché, cosa rara nella letteratura del settore, ogni affermazione, e ve ne sono veramente tante, è rigorosamente documentata nell'autore e nella fonte.
Dimenticavo, una curiosità, lo sapevate che il termine "disco", per indicare una manifestazione aerea sconosciuta, è stato usato per la prima volta in Italia nel 1676 da un ombrellaio fiorentino? Altro che Kenneth Arnold ed i suoi "piattini volanti"…