LA BASE DI VERGIATE
da "Altri mondi", trasmesso su Telepadania nel
marzo 2005
(replicato nell'agosto 2005)
Secondo gli “X-files fascisti”, nel
giugno del 1933 un oggetto non identificato in avaria sarebbe atterrato fuori Magenta,
nel milanese. Una raffica di
telegrammi, d’ordine perentorio del Duce alla polizia segreta fascista,
comandavano di recuperare il velivolo nel massimo segreto, tacitare i testimoni,
sequestrare i piombi dei giornali che avessero pubblicato la notizia, fornire infine una
versione di comodo, quale la caduta di un meteorite (poi dissero esser caduto un
fulmine).
Non è noto se i fascisti riuscissero nell’opera di recupero,
certo è che, qualunque cosa ottennero con il rastrellamento
(foto o filmati o frammenti del
velivolo) e dopo una serie di cambi ai
vertici del Regime, li occultarono negli
hangar della
SIAE Marchetti di Vergiate,
fuori Varese (oggi Agusta)
, con l’intento di studiarli nel massimo riserbo.
Della cospirazione, volta a nascondere quel preziosissimo materiale nei sotterranei
della Base ove si costruivano i caccia del Fascio, facevano parte Italo Balbo,
uno dei capi del Gabinetto RS-33,
Gaetano Arturo Crocco, il futuro padre della missilistica italiana,
ed un certo
Moretti, dirigente della Marchetti.
Sarà proprio quest’ultimo che, negli anni Quaranta in preda ad una crisi di coscienza,
dopo che una parte della documentazione segreta era finita illegalmente nelle mani delle
spie di
Hitler, decise di incendiare gli hangar e distruggere ogni traccia della tecnologia
extraterrestre. Di Moretti, scampato presso i partigiani varesini, nei documenti fascisti
resta solo un ordine di arresto con internamento in manicomio.
Ma non tutto il materiale sul
disco volante fascista è andato perduto.
Nel 2000 il Centro Ufologico Nazionale ha identificato uno dei progettisti che lavoravano
per il Gabinetto fascista e che avrebbe dovuto ricostruire, in base
alla tecnologia terrestre, il disco alieno. A
Maderno del Garda, nel bresciano, nell’ultima
roccaforte della
Repubblica di Salò, sono state scoperte in una vecchia soffitta alcune copie dei
progetti del disco del Duce. Si tratta di
11 tavole, che
qui vediamo mostrate in esclusiva, per la prima volta, che illustrano
lo schema interno ed
esterno di un elicottero discoidale, azionato da una fila di razzi ed in
grado di decollare verticalmente e di raggiungere incredibili velocità.
Nel memoriale accluso il progettista (che aveva confidato alla figlia di avere lavorato
personalmente per il Duce alla realizzazione di una nuova arma segreta, a
Roma negli anni
della guerra) si lamentava del fatto che il suo progetto facesse gola
alle neonate superpotenze e che per questo rischiasse la vita.
E se la rideva di quei giornali che ritenevano i dischi volanti velivoli extraterrestri,
convinto com’era che i primi UFO fossero stati costruiti in realtà nella base aerea
di Vergiate dai fascisti.
Alfredo Lissoni