POSSIBILI I VIAGGI INTERGALATTICI
Nell'Universo ci sarebbero misteriose scorciatoie, sfruttabili per vertiginosi
viaggi nello spazio-tempo. Un fisico russo, Serghiei Krasnikov, in forza in
osservatorio astronomico di San Pietroburgo, ha messo a punto una nuova teoria
secondo cui nel cosmo sono presenti "buchi" abbastanza grandi da permettere in
pochi secondi di saltare da un capo all'altro del creato o di andare avanti e
indietro nel tempo. L'esistenza di questi strani buchi (in inglese "wormholes" e
cioè tarli) è stata per la prima volta ipotizzata decenni fa dal fisico tedesco
Ludwig Flamm sulla scia della teoria della Relatività enunciata da Albert
Einstein nel 1915, ma negli ultimi tempi è prevalsa tra gli scienziati la
convinzione che - se davvero esistono - questi enigmatici interstizi non possono
essere abbastanza grandi e abbastanza stabili per fulminei viaggi intergalattici
da parte di esseri umani. Secondo la rivista britannica New Scientist, che gli
dedica un articolo nel numero in edicola, Krasnikov ha ora individuato a livello
teorico un nuovo tipo di "buchi": "compatibili con le leggi conosciute della
fisica, stabili e senza limiti di dimensione". Questi 'wormholes' su cui hanno
rimuginato decine di scrittori di fantascienza (nel serial di fantascienza Star
Trek Deep Space Nine vengono utilizzati con regolarità), creano a detta del
fisico russo "il proprio rifornimento di materia in quantità sufficiente per
renderlo abbastanza grande e tenerlo abbastanza aperto a lungo per l'uso della
gente".
La materia "esotica" necessaria per il funzionamento del tutto sarebbe
generata "dalle curve dello spazio e del tempo". "Se c'è ad esempio un buco che
connette le vicinanze della Terra con quelle della stella Vega potremo un giorno
volare tramite quella scorciatoia", ha detto alla rivista britannica lo
scienziato di San Pietroburgo. Non è però ancora tempo per allacciarsi le
cinture e prepararsi a tour istantanei nelle più lontane pieghe del cosmo: al
momento l'uomo non possiede tecnologia così sofisticata per rapidi spostamenti
da una galassia all'altra tramite buchi che secondo il prof. Krasnikov
potrebbero essere "residui" del Big Bang di 15-20 miliardi di anni fa. "È una
teoria da prendere sul serio, anche se può naufragare su qualche dettaglio
tecnico", ha commentato il prof. Ian Moss, un esperto di relatività che insegna
all'università di Newcastle. Più scettico il prof. Paul Davies dell'Imperial
College di Londra: "provare che qualcosa è teoricamente possibile - avverte -
non significa provarne l'esistenza".