SCIENZIATI BULGARI PARLANO CON ALIENI
“Parliamo
con gli alieni”. Lo ha sostenuto sulla stampa internazionale il professor
Lachezar Filipov di Sofia. In altri tempi sarebbe stato immediatamente
internato e, se la stampa non si è scatenata con la consueta ironia, è perché si tratterebbe, nel suo Paese, di un cattedratico
di tutto rispetto, vicedirettore dell’Istituto Ricerche Spaziali di Sofia, in
Bulgaria. Gli extraterrestri dialogherebbero con la sua
équipe, ha raccontato l’insolito professore, “attraverso gli strani
segni tracciati nei campi di cereali”. In altre parole i crochi nel grano
bulgari sarebbero, secondo il professore, la risposta in codice degli alieni ai
messaggi che gli scienziati dei Paesi dell’Est avrebbero da
tempo lanciato nello spazio, per inciso, usando una tecnologia
differente da quella utilizzata dai colleghi del SETI americano; a differenza
degli statunitensi, che sinora si sono appoggiati ad un sistema da molti
ritenuto inutile ed antiquato, vale a dire la trasmissione di onde radio sulla
frequenza dell’idrogeno (segnali che, a mano a mano che si addentrano nelle
profondità dell’universo tendono a perdere di potenza), gli scienziati dell’Est
europeo sfruttano da tempo il laser. Le teorie di Filipov, al
limite, potrebbero dunque avere una certa logica. E sempre a proposito
di cerchi nel grano, sul quotidiano politico Il Riformista del 6 novembre scorso lo
psicologo Stefano Silvestri ha dichiarato: “I cerchi sono sistemi di
comunicazione riconducibili ad altre forme di vita dell’universo…”.
(City, 24-11-09;
Il Riformista, 6-11-09)