LA NASA A CACCIA DI E.T.
Dal
Giorno del 31-5-01: "La Nasa si prepara a ospitare 'E.T.' Caccia
all'alieno che forse non c'è. L'agenzia spaziale americana costruirà un
laboratorio da milioni di dollari per analizzare le eventuali forme di vita che
saranno raccolte durante la prima missione su Marte. Un compito ingrato, senza
nessuna certezza.
Creare
un laboratorio da milioni di dollari, che nessuno sa come progettare, per
ospitare organismi che forse non sopravviveranno,
sempre che arrivino sulla Terra da un pianeta dove non c'è certezza che
esistano forme di vita... Non è un po' troppo per una manciata
di rocce e polvere da Marte? "E' soltanto una questione di prudenza".
Così commenta l'ingrato compito John Rummel, responsabile per la Nasa
della "difesa planetaria" - un vero "man in black" senza i Ray-Bans e le pistole - incaricato di sistemare nel
laboratorio una quarantina di eventuali "forme
aliene". Una necessità sempre più impellente, ora che
l'Agenzia spaziale considera di portare sulla Terra entro i prossimi dieci anni
alcuni campioni prelevati da Marte. Il laboratorio da realizzare dovrà
essere a tenuta perfetta, come ogni altra struttura predisposta per contenere
microbi che possano essere pericolosi per la Terra, e
altrettanto organizzata di ogni centro informatico. Ma bisogna anche decidere
quando e come rilasciare i campioni ad altri istituti di ricerca, facendo del
futuro laboratorio una sorta di Ellis
Island - dove venivano riuniti gli immigrati negli States prima di essere smistati - per gli scienziati
interplanetari del microscopio. Servono dunque tante ricerche per mettere a punto la struttura a prova di sicurezza secondo le
indicazioni della National Academy
of Science, tanto che la Nasa
deve cominciare da subito a lavorare perché altrimenti il laboratorio rischia
di non essere pronto fino al 2014.
"Lo
studio dettagliato di questi campioni è indispensabile per rispondere a una delle domande fondamentali sul pianeta rosso: può aver
ospitato o no forme primitive di vita?", spiega John
Wood, ricercatore dell'Harvard
Smithsonians Center for Astrophysics di Cambridge. "E anche se le possibilità
di trovare organismi viventi è estremamente ridotta,
tuttavia non è pari a zero". Il laboratorio per mettere in quarantena
questi campioni dovrà
essere diverso da qualsiasi altro mai costruito. E' necessario che
sia in grado di isolare la Terra da ogni possibile contaminazione, e nel
contempo di mantenere i campioni il più possibile inalterati
per non rendere inefficaci gli studi.
Ma c'è anche un altro problema da risolvere: di solito nei laboratori che
trattano organismi biologici la pressione è mantenuta più bassa che
nell'ambiente esterno. Se così non fosse, entrerebbe
aria da fuori a portare pericolosi microbi. Ma per mantenere integri i campioni
da Marte, nelle stanze dove verranno esaminati la
pressione dovrà essere leggermente più alta rispetto a quella normale, per
prevenire l'ingresso di polvere o batteri. Coniugare entrambi gli approcci non è mai stato fatto prima d'ora in alcuna struttura.
Inoltre
il progetto indica regole precise per cedere i campioni ad altri scienziati. Se
si tratta di elementi privi di ogni traccia o forma di
vita passata o presente, possono essere spediti velocemente ad altri centri di
ricerca. Se invece i campioni presentano anche solo ambigui
segni di vita, bisognerà sterilizzarli prima di inviarli ad altri laboratori di
massima sicurezza. E quando venissero trovate
prove certe di forme di vita, allora andrebbe organizzato un livello superiore
di ricerca nel laboratorio per stoccarli, maneggiarli e studiarli. Ma bisognerà
anche stabilire se i reperti che non rechino segni di vita ne siano davvero privi, oppure se il test risultato negativo
non sia stato in grado di riconoscere organismi diversi da quelli che gli umani
abbiano mai conosciuto sulla Terra. Per evitare sommosse popolari quando si
comincerà a selezionare il luogo dove erigere il laboratorio, la Nasa considera di sistemarlo vicino al Center for Disease Control di Atlanta, alle strutture di ricerca
dell'Università del Texas a Galveston oppure al
Centro per lo studio delle malattie infettive dell'Esercito americano. Tra due
settimane si cominceranno a stendere le linee guida della ricerca scientifica
per testare, conservare e distribuire i campioni. Il piano completo dovrebbe
essere pronto entro il 2004".