IL RITORNO DEI CERCHI NEL GRANO
Con
l’estate le messi diventano rigogliose, ed ecco tornare puntali i cerchi nel
grano. Non si era ancora spenta l’eco del ritrovamento di una strana figura
circolare in un campo di grano a Solaro (VA), notata
da due automobiliste la mattina del 24 giugno 2008 (non a caso, il giorno
commemorativo la nascita “ufficiale” dell’ufologia), che dall’Inghilterra sono rimbalzate sui giornali italiani le ultime novità. Il
primo a parlarne, battendo tutti gli altri in volata, era stato il quotidiano
torinese La Stampa, un tempo scettico
(non a caso, quando vi scriveva il cicappino Piero Bianucci), ora assai possibilista. Il 19 giugno pubblicava
un’intera pagina, una corrispondenza da Londra del giornalista Vittorio Sabadin, dedicata al misterioso disegno comparso nell’orzo vicino a Stonehenge.
PARLO
MATEMATICO
”Se i cerchi nel grano che compaiono ogni estate nei campi
inglesi li fanno davvero gli alieni, ora sappiamo che conoscono il pi greco,
quel 3,14 che rappresenta il numero più misterioso della matematica e definisce
il rapporto tra la circonferenza e il diametro di un cerchio”, scriveva il
cronista. Il disegno ritrovato all’inizio di giugno in una coltivazione di orzo a Barbury Castle sembrava uno dei tanti che in questa stagione
affollano i campi inglesi e, come al solito, era stato subito fotografato
dall’alto da Lucy Pringle, l’instancabile
ricercatrice che da più di dieci anni sorvola la campagna alla ricerca di crop circles. L’immagine della
formazione, larga più di 45 metri e ritrovata in una collina dello
Wiltshire, è rimasta online
nel sito di Lucy (www.lucypringle.co.uk) insieme alle altre apparse in giugno,
e non sembrava nemmeno una delle più belle: una linea a spirale convergente
verso il centro, interrotta ogni tanto da inspiegabili scanalature, anch’esse
convergenti al centro. C'è voluto un astrofisico in
pensione, Mike Reed, per
notare che quel disegno all’apparenza banale nascondeva qualcosa di molto più
complesso. Bastava completarlo, tracciando i raggi del cerchio in
corrispondenza delle scanalature, per evidenziare il messaggio nascosto: il
numero 3,141592654, vale a dire esattamente le prime nove cifre del “pi greco”,
seguite da un 4 invece che da un 3. Il professor Reed
ha intuito che il piccolissimo cerchio, che compariva nelle foto a destra del
centro della formazione, rappresentava la virgola del “pi
greco” ed il resto - per uno studioso a proprio agio con la matematica - è
stato abbastanza facile. Ha scritto La
Stampa: “Tutti ricordiamo che a scuola il pi greco
ci consentiva di calcolare l'area di un cerchio, ma di tutti i numeri sembra
davvero quello venuto da un altro mondo. È considerato irrazionale, non può essere
scritto come quoziente di due interi; è trascendente e non algebrico e quindi è
impossibile esprimerlo usando un numero finito di interi.
È un po' complicato da spiegare, ma il pi greco ci dice in sostanza perché non
è possibile quadrare il cerchio, realizzare cioè con
riga e compasso un quadrato della stessa area di un determinato cerchio. Lo Wiltshire è una regione della Gran Bretagna ossessionata
dai cerchi fin dall’epoca del suo monumento più famoso e rappresentativo, Stonehenge. Qui, nel 1991, comparve in un altro campo di
grano il disegno del frattale di Mandelbrot, nel 1996
il Julia Set e nel 1997 i
cerchi di Koch, tutte figure molto note ai fisici e
ai matematici per la loro estasiante, ripetitiva complessità”.
Burla o
messaggio alieno? Torna alla mente un vecchio fumetto di Guido Crepax, ove si immagina un
contatto fra umani e terrestri. Per intendersi, il capo della spedizione
astronautica americana tracciava sulla sabbia la prima parte
del teorema di Pitagora; il capo alieno, da parte sua, ne completava la
soluzione. Umani e alieni riuscivano così a comprendersi attraverso il
linguaggio matematico.
Gli
autori del crop di Barbury Castle si sono ispirati a Crepax?
IL
CATALOGO PRINGLE
La zona
è da anni al centro delle cronache “spaziali”. Poco lontano, a Milk Hill, venne trovata nel 2001 la
madre di tutti i crop circles,
una formazione a spirale con 400 cerchi di varie dimensioni che si estendeva
per 90mila metri quadrati e che è rimasta imbattuta per l’armonia e la bellezza
che esprimeva (ne parlammo proprio sul GdM, mostrando
per primi l’analisi di spighe prelevate da una figura precedentemente formatasi
e chiaramente disidratata da microonde). Commenta Sabadin:
“Tutte queste figure sono state catalogate con pazienza da Lucy Pringle, che negli ultimi anni ha
messo insieme (e a disposizione di tutti) il più straordinario e per certi
versi inquietante database di un fenomeno che gli scienziati fanno sempre più
fatica ad attribuire - per tranquillizzarci - a quattro burloni che di notte
tagliano il grano con una falciatrice. Certamente i burloni esistono, e lo
hanno anche confessato. Ma le indagini effettuate da
numerosi ricercatori sono arrivate alla conclusione che non sono loro gli
autori dei disegni più complessi. E molte cose restano
inspiegabili quando si osservano le formazioni sul terreno, da vicino. Il grano
o l’orzo non sono tagliati, ma piegati a spirale, come
se fossero stati abbattuti da un vortice. Gli steli presentano strane
malformazioni, l’aria sul campo è spesso ionizzata e a terra si ritrovano
microsfere di ferro. Intorno ai cerchi non c’è traccia del calpestio di
qualcuno che si sia avvicinato per realizzarli e in
ogni caso sarebbe davvero impossibile disegnare da terra forme così complicate,
al buio e in una sola notte. Le formazioni più belle compaiono ogni estate, a
giugno e a luglio, nei luoghi più misteriosi dell’Inghilterra: Avebury, Silbury Hill, Stonehenge, quelli delle
civiltà preistoriche che hanno lasciato grandi cavalli disegnati sulle alture,
innalzato colline per i loro morti e trasportato - non si sa come - megaliti
per centinaia di chilometri per realizzare circoli di pietra di cui ancora oggi
non capiamo lo scopo. Il mistero continua…”.
Cosa concluderne? Se non si tratta di
una truffa elaborata ad opera dei soliti circlemakers,
dovremmo forse concludere che E.T. ci sta dicendo di
disporre di una logica matematica superiore?