POPOL VUH: IL PROGETTO GENOMA DEGLI EXTRATERRESTRI
di Alfredo Lissoni - Il grande mistero dell'origine della vita sulla Terra affascina da sempre scienziati e pensatori, dividendoli tra creazionisti ed evoluzionisti. Per questi ultimi, vale quanto propone la moderna bioastronomia, la provenienza esterna della vita sulla Terra o teoria della panspermia: i germi vitali sarebbero giunti sul nostro pianeta dallo spazio, probabilmente 'a bordo' delle comete. Dal brodo primordiale la vita si sarebbe continuamente modificata, evolvendosi sino allo stadio attuale. Per i creazionisti, l'uomo e' stato piu' 'semplicemente' creato, bell'e pronto e senza alcuna evoluzione, dall'Onnipotente. In mezzo a queste due scuole di pensiero (scientifica la prima, fideista la seconda) si colloca la fantarcheologia piu' oltranzista, quella per intenderci di Erich Von Daeniken, Zecharia Sitchin, Ulrich Dopatka, Brinsley Le Poer Trench.
Secondo tutti questi scrittori di paleoastronautica (la possibile presenza di visite aliene sulla Terra nel nostro passato remoto, con condizionamento della nostra evoluzione), l'uomo e' stato creato in laboratorio da extraterrestri cosi' avanzati tecnologicamente da essere considerati dei. Non e' molto chiaro se questi dei tecnologici abbiano creato l'uomo dal nulla (teoria creazionista) o manipolando delle scimmie (evoluzionistica); e' comunque un fatto che antichissimi testi pagani narrino l'episodio della creazione sottintendendo un vero e proprio intervento alieno.
L'ENIGMATICO POPOL VUH
Nei codici sumeri e nelle tradizioni australiane, nella mitologia greca e nelle saghe scandinave la creazione dell'uomo e' attribuita ad un team di divinità (gelose, litigiose ed autoritarie) dalle caratteristiche alquanto umane, fermamente decise a creare piu' che degli esseri pensanti degli schiavi da utilizzare a proprio piacimento. E quando questi schiavi, acquisendo in qualche modo la conoscenza e quindi l'autocoscienza, si ribellano, vengono scacciati dal paradiso.
Questa storia, naturalmente con le varianti tipiche della singola cultura, la ritroviamo pari pari anche in un antichissimo testo guatemalteco, messo per iscritto in dialetto quiche' solo nel '500. Compilatore del testo, che riassume secoli di tradizioni religiose tramandate solo oralmente, un ignoto indigeno centramericano, spaventato dall'arrivo dei Conquistadores e dalla distruzione culturale che questi ultimi operavano. Il testo in questione, scritto dunque affinche' i maya non dimenticassero le proprie tradizioni religiose, e' stato chiamato 'Popol Vuh'.
Il libro si apre con la creazione della Terra e degli animali da parte di uno dio e di una dea, Gucumatz e Tepeu, assistiti da certi 'Antenati circondati dalla luce'. Questi, "dalla terra, dal fango fecero la carne dell'uomo". La narrazione prosegue poi enumerando diverse vicissitudini dei primi abitanti della Terra, sino alla descrizione di un albero magico al quale, per ordine dei Signori celesti, e' proibito avvicinarsi o coglierne i frutti. E' una vergine a nome Cuchumaquic che contravvine al volere divino, acquistando con cio' l'immortalita' e divenendo portatrice di vita, rimandendo incinta.
La disobbedienza di Cuchumaquic provoca l'ira degli dei; questi ultimi ordinano a quattro figure misteriose - forse simboliche - e che il testo chiama alternativamente 'gufi' e 'messaggeri', di mettere a morte la donna.
GLI ANNUNAKI
La divina gelosia e' ricorrente nelle mitologie antiche. E che i creatori dei maya fossero gelosi della propria scienza e non intendessero concederla agli uomini e' confermato in altre parti del testo, allorche' si narra della creazione dei primi uomini sulla Terra. Di questi si dice fossero in grado di vedere tutte le cose, quelle vicine e quelle lontane, e che quindi fossero dotati dell'onniscenza, oltrecche' di una profondissima saggezza. Il che pare non andasse a genio agli Antenati e ai Creatori, che a un certo punto sbottarono: "Ostacoliamo i desideri degli uomini, poiche' non e' bene quel che vediamo: debbono essere forse gli uomini uguali a noi, che siamo i loro creatori?". Per questo motivo gli dei "annebbiarono la vista degli uomini. In questo modo furono annientati il sapere e la saggezza...".
Questo brano e' interessante, perche' dimostra che i 'creatori' del Popol Vuh, lungi dall'essere divinita' piene di amore paterno, sono dei padroni che amano tenere l'uomo nell'ignoranza, per meglio dominarlo; analogamente si comportano gli dei della mitologia dei sumeri, descritti come perennemente in lotta uno con l'altro, pronti a giocare con le sorti dell'umanita'. I creatori sumeri sono chiamati 'Annunaki' o 'Guardiani' ('Anakim' o messaggeri presso gli ebrei), e sono raffigurati come umanoidi dagli occhi ovali e scuri e dalla testa a pera, straordinariamente simili ai moderni Grigi. Nei sigilli sumeri i 'Guardiani' sono spesso raffigurati accanto ad un simbolico e misterioso 'albero della vita' i cui poteri ricordano l'albero del paradiso maya. L'aspetto curioso e' che in taluni rapimenti UFO i sequestratori alieni sono stati descritti dagli abdotti proprio come gli 'Annunaki' sumeri. La celebre rapita americana Betty Andreasson, ripetutamente sequestrata nel corso della sua vita, ha dichiarato che gli alieni le si erano presentati con il titolo di 'guardiani' ("watchers"), mentre in un caso tedesco, inchiestato dal ricercatore Michael Hesemann, il rapito di turno ha descritto gli alieni in azione attorno ad un congegno del tutto simile ad un 'albero della vita'.
PROGETTO GENOMA
Se e' dunque lecito supporre che gli antichi 'Annunaki', come sostiene il sopracitato Michael Hesemann nel volume 'Il mistero dei cerchi nel grano' (Edizioni Mediterranee), fossero in realta' i moderni Grigi, possiamo allora ipotizzare che l'albero della vita a cui tanto tenevano fosse in qualche modo connesso con la genetica. Oggidi' i nostri scienziati stanno studiando, nell'ambito del 'progetto genoma', la possibilità di schedare tutti i geni e i cromosomi, per intervenire sopra di essi. Molti paleoastronautici ritengono che gli dei 'creatori' fossero in grado di fare altrettanto. "Erano perfettamente capaci di manipolare le materie chimiche", ha dichiarato l'inglese Le Poer Trench, "e amavano farlo. Arrivarono a creare tribu' semianimalesche, prive della scintilla della mente per il gusto di farlo". Con un intervento di altissima ingegneria genetica, gli 'Annunaki' avrebbero creato l'uomo in laboratorio. I primi esseri umani sarebbero stati dei servi sciocchi ed obbedienti sino a che "il diavolo non vi avrebbe messo la coda". Complice qualche 'Antenato' troppo compiacente - nel Popol Vuh si parla di un misterioso volto di teschio - gli esseri umani scoprono i segreti della vita eterna. Cosa fossero tali segreti nei testi antichi non e' precisato; fatto sta che da allora gli uomini acquistano l'autocoscienza, cominciano a riprodursi e a ragionare con la propria testa, diventando indipendenti.
"L'albero poteva essere il ricordo di un elisir di lunga vita posseduto dagli dei", dichiara lo studioso Ulrich Dopatka. "Il solo fatto che culture diverse e geograficamente lontane avessero in comune l'idea dell'albero della vita induce a pensare ad una reale esistenza dello stesso, come pure a una nascita comune di questo racconto. I germani chiamavano l'albero della vita Yggdrasil, Etrog gli ebrei, Maymeln i lapponi, Vaikunta gli indiani, Ulukapu i polinesiani..."
Qualunque cosa fosse questo albero incantato (magari una colonna istoriata con cognizioni scientifiche, come era in uso nell'antichita'), esso permetteva la manipolazione genetica dell'uomo. "In moltissimi sigilli sumeri", dichiara l'orientalista Zecharia Sitchin, "e' presente l'albero della vita, che peraltro ricorda moltissimo la doppia elica del DNA. Esso e' circondato da strane divinita' alate e da mostri parte uomo e parte bestia, risultato forse di qualche avanzatissima manipolazione genetica. Numerosi sigilli mostrano chiaramente degli umani sdraiati su dei tavoli operatori e irraggiati da strane onde, dinnanzi allo sguardo attento e severo di una schiera di dei".
GUARDIANI COSMICI
Il sospetto che in tutte queste testimonianze arcaiche si nasconda il ricordo deformato di antichi incontri ravvicinati alieni e' confermato da molti elementi. Nel Popol Vuh e' scritto che, dopo il peccato originale, gli dei incaricano delle misteriose creature, definite come 'non appartenenti al genere umano', di punire la vergine disobbediente. Le insolite creature, ribattezzate 'i messaggeri', sono caratterizzate da occhi enormemente grandi, per i quali sono simbolicamente identificate con i 'gufi'. E questo e' curioso, perche' una descrizione pressocchè analoga è stata recentemente fornita dal celebre rapito americano Whitley Strieber per definire certi misteriosi nani alieni che, per comando dei Grigi, lo hanno ripetutamente sequestrato.
In molti testi antichi, poi, i 'Guardiani cosmici' vengono chiamati anche 'il Popolo del Serpente', per sottolineare la somiglianza del loro viso (testa a pera con mento aguzzo, occhi ovali quasi laterali) con il muso dei rettili. E questo e' un ulteriore elemento interessante, poichè in diversi casi di moderni incontri ravvicinati diversi testimoni hanno detto di avere incontrato proprio delle creature rettiliformi.
Se volessimo rileggere oggi gli antichi eventi maya e sumeri alla luce delle moderne conoscenze ufologiche, dovremmo forzatamente concludere che la creazione umana fu opera di un'equipe di Grigi assisti dagli umanodi mostruosi (i gufi pelosi e i rettiloidi, che gli ufologi americani chiamano 'Umanoidi formato delta'). Curiosamente questo e' quanto sostengono diversi ex agenti segreti che dicono di avere avuto accesso a informazioni top secret sull'origine e la storia degli extraterrestri...