DAL POPOL VUH ALL'ALBERO DELLA CONOSCENZA
di Alfredo Lissoni - Vediamo adesso un attimo in dettaglio la faccenda dell'albero della conoscenza. L'importanza attribuita all'albero della vita nel Popol Vuh e nei sigilli sumeri non deve stupire. La figura dell'albero e' sempre stata carica di simbolismi, dall'albero della conoscenza delle Sephiroth ebraiche fino all'albero genealogico, inteso come origine della vita. L'albero rappresenta da sempre la conoscenza che germoglia e si consolida su robuste radici; nell'antichita' classica esso veniva stilizzato e identificato nel faro (che emana la luce della conoscenza), nell'obelisco e nella colonna (simboli di saggezza; le colonne egizie eran giganteschi steli di loto). La metafora dell'albero veniva utilizzata nel Medioevo per indicare la conoscenza non ortodossa (gli eretici venivano definiti "albero selvatico").
Per acquisire la conoscenza era necessario 'mangiare' i frutti dell'albero del Paradiso Terrestre e, per le antiche culture, mangiare significava assimilare (da qui il significato del cannibalismo rituale: mangiando un organo del sacrificato se ne assimilavano immediatamente le qualita'). Leggende sorte attorno all'anno Mille raccontavano di un albero della vita eterna presente in un favoloso regno dell'Etiopia, governato da un re immortale a nome Prete Gianni.
Nelle storie stergonesche all'albero si associata la figura del gufo o della civetta. In questo ricordo mitizzato e trasfigurato potremmo trovare dei parallelismi con i gufi cosmici e i rapitori alieni. Meglio conosciuti come 'uomini-falena' o 'mothmen', i gufi cosmici sono stati descritti dai vari testimoni come dei giganteschi pipistrelli dagli occhi enormi e rossi. Una delle loro caratteristiche, secondo una catalogazione effettuata negli anni Settanta dal giornalista ed ufologo americano John Keel, sarebbe la parziale o totale autoluminosita'. Emanerebbero un odore acre e penetrante, si nasconderebbero in prossimita' di miniere (non chiedetecene il motivo) e si divertirebbero ad inseguire le auto in corsa. Sebbene la maggior parte delle molte narrazioni sui mothmen sia frutto di fantasia, non si può escludere che queste insolite creature siano state avvistate anche nel passato piu' remoto. Il Popol Vuh, quasi a confermarne la matrice 'aliena', li chiama 'i messaggeri'. Un termine, questo, spesso usato dai contattisti per indicare i visitatori spaziali. Sulla mitologia di 'gufi fantasma' legati agli dei discesi dal cielo si potrebbero scrivere decine di libri. Attorno a queste figure esiste moltissima mitologia, celante forse qualche evento reale.
Basti pensare che nel Medioevo il grido del gufi era considerato segno di malaugurio. Esso anticipava l'intrusione del demonio nella camera da letto di una donna. Curiosamente il 'demonio del gufo' veniva solitamente descritto come un nanerottolo macrocefalo dalle braccia smisurate (si veda il trattato di demonologia di Jean Bodin, XVIš secolo) tanto simile ai moderni Grigi. Questi penetrava nelle camere da letto di donne dormienti, si congiungeva con loro, poi le rapiva in cielo facendo loro attraversare porte e camini. Dopo il 'volo stregonesco', le donne venivano riportate a casa e sovente avevano sul corpo strane cicatrici, ritenute 'i marchi del demonio'. Il fatto curioso e' che descrizioni pressocchè identiche (visite in camera da letto, asportazioni di feti, volo attraverso i muri e cicatrici) sono state recentemente fornite da molte donne rapite dagli UFO. Unica differenza, la natura del fenomeno vissuto, un tempo attribuito al diavolo, ora agli alieni.
MAESTRI COSMICI
Queste creature non vanno pero' confuse con certe altre presenze, che vedremo meglio nel capitolo seguente, spesso definite dagli umani, in maniera un po' banale, 'Maestri Cosmici'. Costoro sarebbero un'altra razza di alieni, piu' simile a noi ma infinitamente migliore, in lotta con i Grigi (o ad essi sovrana), che periodicamente giunge sulla Terra per mettere a posto le cose. Costoro, e non i Grigi, sarebbero i responsabili di antichi insegnamenti impartiti all'umanita' (in tutte le religioni ricorre la presenza di inviati o 'avatar' che giungono sulla Terra per dirozzare l'uomo), come pure avrebbero rivelato diverse conoscenze in seguito mal comprese o andate perdute.
CONTATTI SUMERI
Una delle testimonianze scritte in cui maggiormente si ravviserebbe il ricordo di queste antiche visite sarebbe l'epopea di Gilgamesh, un'opera mitologico religiosa del popolo sumero nella quale molti autorevoli scrittori, come l'orientalista Zecharia Sitchin hanno ritrovato diversi accenni a extraterrestri sulla Terra. Quest'idea era stata divulgata, a volte in maniera un po' approssimativa, dallo scrittore svizzero Erich Von daeniken che, nel documentario 'Gli extraterrestri torneranno' realizzato dal regista Harald Reihnl, mostra una tavoletta finemente incisa. In essa si descrive del viaggio nello spazio di un uomo protostorico, Enkidu, portato in cielo dagli dei. "Vedevo la Terra come una farinata, e le acque in movimento", dichiara stupito Enkidu. "La stessa descrizione fatta dagli astronauti quando, raggiunta la Luna, hanno osservato la Terra da fuori", commenta Von Daeniken (nella versione italiana doppiato dall'attore Nando Gazzolo). In realta' il rapimento in cielo di Enkidu e' solo uno dei tanti riferimenti disseminati qua e la' nella mitografia della Mezzaluna Fertile.
Tratti decisamente 'alieni' dimostrano, ad esempio, diversi personaggi della mitologia sumera. Prendiamo il divino Enki (un nome che in sumero suona piu' o meno come 'cielo-terra'). Egli era un dio fondamentalmente buono - anche se inguaribile libertino - custode di un'arma terrificante la cui natura ci sfugge, nota come i 'me', o 'le cento forze divine'. Nell'epopea di Gilgamesh non si parla molto di questo personaggio. Sappiamo che le forze gli vennero sotrtratte da una dea che lo sedusse; per questa venne spodestato e scomparve di scena. Sappiamo pero' che dalla sua unione nascevano dei figli abnormi, e questo ci riporta, oltrecche' agli incroci dei Grigi con gli umani, a tradizioni presenti anche nei canti scandinavi dell'Edda (allorche' si dice che dall'unione degli dei con gli uomini nacquero dei nani) e nella Bibbia (i 'figli di Dio' che si uniscono alle figlie degli uomini, generando i Giganti). Ancora una volta abbiamo a che fare con delle memorie distorte di eventi reali e troppo complicati per delle menti elementari?