CONTATTO IN PALESTINA
Di Alfredo Lissoni
Sappiamo come Andrew Collins abbia identificato nelle montagne kurde dello Zab Maggiore il luogo di uno dei primi contatti dei Veglianti con i terrestri. Un'altra zona ove periodicamente gli "dèi" si sarebbero mostrati (ovvero sarebbero atterrati) era, secondo la geografia egizia, il Ta-Neter, o "Posto degli Dèi", localizzato tra le strette gole che si estendevano nella parte meridionale del mar Rosso, nell'attuale Bab-el-Mandeb. Anche i sumeri avevano una zona privilegiata per le teofanie (le manifestazioni divine), la "Montagna nera" di Enki; la sua esatta ubicazione è sconosciuta; secondo alcuni studiosi essa sarebbe stata Nippur; il sumerologo Samuel Noah Kramer la identifica con il monte Meluhha che si trova però in Etiopia. "É Meluhha, la montagna nera, il luogo della discesa del dio Enki con la sua barca del cielo, così come viene raccontata in Enki e l'ordine del mondo", afferma, meravigliandosi "che lo strano, misterioso dio si mostrasse altrettanto ben disposto per il paese etiopico quanto lo era per quello sumero". Anche gli Anunnaki (termine che Sitchin traduce con "coloro che dal cielo scesero sulla Terra") erano soliti prendere terra periodicamente sul nostro pianeta. Secondo Sitchin (ebreo di origine e di mentalità assai distante dai rigorosi commentatori rabbinici), questi esseri avrebbero avuto addirittura basi di appoggio sul Sinai e sull'Ararat, in Libano e in Egitto (la sfinge guarderebbe ad oriente lungo il trentesimo parallelo perché lì, nel Sinai, si sarebbe trovato un altro degli spazioporti degli "dèi"); gli alieni avrebbero utilizzato un corridoio aereo su Gerusalemme volando sugli "shem", termine sumero intradotto che, secondo lo studioso, indicherebbe le navi degli dèi, ovvero le astronavi.
Secondo Sitchin, la città santa sarebbe stata un vero e proprio "Centro Controllo Missione": "L'antica tradizione attribuiva alla città l'appellativo di Vascello della Terra. Ezechiele parlando degli ebrei li dice abitatori del Vascello della Terra; nella narrazione di un episodio contenuto nel Libro dei Giudici si parla del popolo eletto che, disceso da un monte, si dirige verso il Vascello della Terra, la sacra roccia Eben Sheti'yah", dichiara Sitchin.
"Non è una coincidenza", prosegue, "che Heliopolis, la città dedicata al culto del dio sole, venisse costruita lungo una linea che unisce l'Ararat, le piattaforme di Baalbeck e Giza e che essa fosse equidistante dall'Ararat esattamente come Umm Shumar. Via via che si studia la mappa dell'antico Medioriente si scopre uno stupefacente reticolato di cime naturali ed artificiali che formano la mappa di atterraggio e la rete di comunicazione degli Anunnaki. In molti testi sumeri ci si riferisce spesso ad una montagna sacra dimora degli dèi con il nome di Shad El. E si parla spesso di penetrare nello Shad di El quando si descrive l'arrivo dal cielo di altri dèi alla presenza di El dentro le sue sette camere. Le sette camere cui fanno riferimento i testi antichi si trovano all'interno della montagna, proprio come le camere all'interno di quella specie di montagna che è la Grande Piramide. Questo ricordo si è mantenuto per millenni anche presso le antiche popolazioni sinaitiche della Palestina e dell'Arabia del Nord, che veneravano un dio di nome Dushara, Signore delle Montagne e la sua sposa Allat, il cui nome deriva chiaramente dalla dea sumera Elat, moglie di El".
Decodificando migliaia di tavolette sumere Sitchin si sarebbe convinto che il giardino dell'Eden, l'aldilà dei faraoni e la leggendaria "fonte della giovinezza" altro non sarebbero stati che ricordi ancestrali di luoghi ai quali si accedeva tramite le astronavi extraterrestri. Alcuni di questi alieni verrebbero da Nibiru, un pianeta errante esterno al nostro sistema solare che ogni 3600 anni incrocerebbe l'orbita terrestre; a suo dire, gli Anunnaki cercavano metalli preziosi, sulla Terra, e per questo compito si servirono degli uomini come schiavi, colonizzando il nostro pianeta in epoca antidiluviana. Nonostante le tesi apparentemente azzardate e non poco eretiche, i libri di Sitchin hanno avuto un successo mondiale; in Italia sono stati pubblicati nientemeno che da una casa editrice cattolica! E ciò nonostante il fatto che Sitchin rilegga palesemente la Bibbia in chiave ufologica.